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Alessandrini fa cassa con Renzi. Pescara Mi Piace: "Centinaia di macchine prelevate dai carroattrezzi"

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“Il sindaco Alessandrini approfitta spudoratamente della venuta di Renzi per fare cassa: decine e decine le autovetture che per tutta la giornata sono state caricate dai carroattrezzi del Comune, da viale della Pineta a via Dante, da via Teramo a via Pisa, e portate ai depositi, ai danni di quei poveri cittadini, anziani, non residenti, famiglie, che hanno avuto la sventura di non accorgersi della segnaletica temporanea di rimozione forzata, là dove presente, o che comunque oggi avevano ben altro per la mente che l’arrivo di Renzi in città. Non un vigile urbano presente sulle strade in maniera preventiva per impedire magari ai cittadini di parcheggiare o per rintracciare i proprietari delle auto e metterli in condizioni di spostare da soli la vettura, anziché ritrovarsi con una sanzione di almeno 120 euro e l’incombenza di dover rintracciare il mezzo. Riteniamo una vergogna un simile operato e chiediamo al Comune di rendere pubblico il dato inerente le multe e le rimozioni effettuate nella giornata di oggi a causa della presenza del Presidente del Consiglio a Pescara, ma soprattutto chiediamo che quelle scandalose sanzioni vengano annullate in autotutela”.

Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, che stamane ha personalmente assistito e fotografato le rimozioni.

“Il sindaco Alessandrini si è macchiato dell’ennesima vergogna nei confronti dei cittadini che dovrebbe amministrare e soprattutto tutelare – ha commentato Foschi -. Quest’oggi, per garantire teoricamente la sicurezza del Presidente del Consiglio Renzi per la sua passeggiata elettorale a Pescara, con al seguito la coda composta da D’Alfonso, lo stesso Alessandrini, la senatrice Chiavaroli e ‘la creme de la creme’ della politica abruzzese, il sindaco ha adottato misure straordinarie di fatto chiudendo al transito, alla sosta e alla fermata mezza città, infischiandosene dei problemi che comunque avrebbe creato a tanti lavoratori, alle famiglie, alle mamme che avrebbero dovuto portare i figli a scuola, ad anziani che dovevano spostarsi per visite mediche o questioni personali. Problemi che avrebbe potuto evitare semplicemente concentrando gli incontri con Renzi in un luogo specifico, anziché portarselo a spasso tra porto turistico, Aurum, Circus e Comune, ma tant’è. Nei giorni scorsi in alcune, e non tutte, delle strade interessate sono apparse le piantane per indicare i divieti temporanei istituiti, ma è normale che a qualcuno quei segnali possano essere sfuggiti. E allora, per evitare disagi, sarebbe stato sufficiente che oggi il sindaco predisponesse un servizio di vigilanza e prevenzione, inviando nelle aree interessate una pattuglia di agenti della municipale in modo da scoraggiare il parcheggio occasionale, o magari anche per rintracciare chi l’auto l’avesse distrattamente lasciata in quelle strade temporaneamente vietate per errore e consentirgli di spostare da solo il mezzo. E invece nulla: dei vigili in tenuta prevenzione neanche l’ombra, dei vigili in tenuta repressione un esercito: poco prima delle 11 decine di agenti hanno raggiunto armati di carroattrezzi le strade interessate dai divieti e hanno cominciato a far caricare i mezzi, uno dopo l’altro, in viale della Pineta, in via Dante, come pure in via Teramo, un lungo serpentone diretto ai depositi. Dai dati in nostro possesso sembra che fino alle 14 le vetture rimosse siano state almeno 32, dato sicuramente sottostimato, il che si traduce in un incasso per il sindaco Alessandrini di quasi 4mila euro, un dato che sicuramente sarà superiore e che comunque rappresenta una vergogna per il sindaco Alessandrini che ha trasformato una passeggiata elettorale in un’occasione ghiotta per vessare i cittadini. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ – ha aggiunto Foschi – chiede formalmente che venga reso noto il dato finale inerente le rimozioni eseguite oggi per il Renzi-day, con i relativi incassi effettuati, ma soprattutto chiediamo che quelle multe vengano annullate dal sindaco Alessandrini in autotutela, per non macchiarsi dell’ennesima onta ai danni della sua città”.

 

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