Conviviale natalizia per la Delegazione Pescara Aternum dell’Accademia Italiana della Cucina, giovedì 11 dicembre, presso il ristorante OSEA di Pescara.
Aria di convivialità per l’incontro sia per lo scambio degli auguri per le prossime festività sia per l’entusiasmante notizia circa la dichiarazione dell’Unesco che ha riconosciuto la Cucina Italiana quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità .
Ai tanti accademici ed ospiti presenti, dopo i saluti di rito, il Delegato Giuseppe Di Giovacchino ha ribadito la notizia leggendo la lettera inviata, a tutte le delegazioni e legazioni nazionali e internazionali, dal Presidente nazionale Paolo Petroni.
Il riconoscimento dell’UNESCO, a New Delhi New Delhi, dal Comitato Intergovernativo, chiamato a valutare le proposte giunte dai vari governi, è stato ottenuto a seguito di un dossier presentato da un team formato dall’Accademia Italiana della Cucina (Istituzione Culturale della Repubblica Italiana), dalla Fondazione Casa Artusi e dalla rivista La Cucina Italiana.
La proposta italiana, dell’Accademia Italiana della Cucina, è stata fatta da uno studio di Massimo Montanari Accademico Onorario.
Per l'Accademia Italiana della Cucina, che è un'istituzione culturale della Repubblica Italiana dal 2003, il suo centro studi Marenghi costituito da 9 persone, di cui ha fatto parte l’accademico prof. Leonardo Seghetti, grande esperto e studioso in materia, ha preparato una relazione da completare in un unico documento con gli altri partecipanti, per il riconoscimento dell'UNESCO.
L’Accademia Italiana della Cucina ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana e di promuoverne il miglioramento in Italia e all’estero. Ciò avviene sia studiando i vari fenomeni legati alla cucina con incontri, convegni e manifestazioni culturali, sia monitorando ristoranti che propongono una cucina e trasferendo queste informazioni in una guida di ristoranti edita dell’Accademia stessa.
Oggi sono 7.600 accademici in tutto il mondo che perseguono ognuno per il proprio territorio i principi base dettati dall’Accademia italiana della cucina.
Obiettivo dello studio, dunque, era non parlare assolutamente di ricette e il riconoscimento alla Cucina Italiana, quale Patrimonio immateriale dell’Umanità , è stato assegnato non per una o più ricette culinarie, ma per il complesso di cultura, di sapere e di modo di fare e anche di vivere.
La serata è proseguita con un racconto del Natale come si svolgeva un tempo, pieno di ricordi e di emozioni narrato dall’accademica Adele Baiocchi.
La parola è poi passata alla simposiarca Maria Luisa Abate che ha illustrato le pietanze preparate dalla Chef Marcella Di Giovanni e di come queste sono state scelte in base alla tradizione marinara che gli abitanti di Borgo Marino avevano nel festeggiare la Vigilia di Natale.
A salutare, prima dell’inizio della cena conviviale, i tanti invitati, il vice Delegato Vincenzo D’Antuono che ha voluto ricordare l’importanza della vigilia di Natale e della tradizione culinaria che lega tutta l’Italia in un ideale fil rouge con l’utilizzo di prodotti locali.
A completare le pietanze i vini della cantina Lampato di Pianella della famiglia Patricelli e una piacevole degustazione dei panettoni della dolciaria Falcone del ViceDelegato Gianfranco Falcone.

