La Fidapa BPW Italy sezione Pescara, nel pomeriggio dell’8 ottobre 2026, ha organizzato un interessante convegno per parlare di un argomento di grande interesse per tutti: le microplastiche.
Il convegno dal titolo L’invasione invisibile, microplastiche e salute umana, ha visto la partecipazione di noti professionisti e studiosi del settore coordinati dalla Prof.ssa Oriana Trubiani professore ordinario di Istologia e Embriologia dipartimento tecnologie Università di Medicina G D’Annunzio di Chieti.
La prof.ssa Trubiani, socia della Fidapa sezione Pescara, ha voluto affrontare questo importante argomento coinvolgendo come relatori: Prof. Piero Di Carlo, Prof.ssa Bruna Sinjari, Prof.ssa Francesca Diomede, Dott.ssa Adriana Ranalli e il Prof. Gianluigi Rosatelli.
A salutare i numerosi presenti convenuti la Presidente della Fidapa sezione Pescara, Simonetta Paolini, che ha ricordato che il Convegno è stato organizzato negli obiettivi che l’associazione persegue per lo sviluppo sostenibile e la solidarietà. La Fidapa è un’associazione a livello mondiale costituito a Roma nel 1930, è un movimento di opinione indipendente, senza scopo di lucro, fa parte della federazione internazionale BPW International (International Federation of Business and Professional Women), riunisce donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari: imprenditrici, dirigenti, professioniste, artiste.
I lavori sono stati aperti dalla Prof.ssa Oriana Trubiani che ha introdotto l’argomento dando poi la parola ai relatori.
Prof. Piero Di Carlo, professore ordinario di fisica dell’atmosfera e climatologia Università D’annunzio Responsabile del dipartimento d fisica dell’atmosfera e climatologia direttore del dipartimento di tecnologie laboratorio di tecnologie innovative in medicina e odontoiatria. L’Invisibile agli occhi: cosa sono le microplastiche e da dove vengono
Le microplastiche sono frammenti di materiale plastico di dimensioni inferiori a 5 millimetri, spesso invisibili a occhio nudo, che contaminano l'ambiente e gli organismi viventi. Si distinguono in microplastiche primarie, prodotte intenzionalmente in formato microscopico, e secondarie, originate dalla degradazione di rifiuti plastici più grandi. Le particelle di plastica si muovono e si scambiano tra la superficie del mare e i comparti atmosferici. Le brezze marine possono agire come un vero e proprio vettore trasportando le microplastiche dal mare all’interno del territorio disperdendole nell’aria dove vengono respirate ed inalate con grave danno per l’organismo.
Prof.ssa Bruna Sinjari Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche, coordinatrice e responsabile Clinico dell’Unità Operativa di Accettazione e Prime Visite nella Clinica Odontoiatrica dell’Università “G. D’Annunzio” Chieti e Pescara. Microplastiche e salute umana
Le micro- e nanoplastiche sono ormai rilevate in numerosi compartimenti umani, il percorso dalla plastica ambientale va fino ai tessuti, ai meccanismi cellulari e alle prime associazioni cliniche. Nell’antichità si usavano materiali naturali modellabili tipo resina e gomme naturali, le materie platiche nascono 1939 con C. Goodyear con vulcanizzò la gomma naturale, nel 1869 si sviluppò la celluloide e nel 1907 la bachelite. Negli anni 1930/1950 l’industria cominciò la produzione del propilene, ma fu negli anni 1960/1980 che, con la produzione della plastica anche per oggetti di uso comune (famosa la pubblicità del Moplen), nacque il concetto di usa e getta. Oggi le plastiche sono ovunque anche in misure microscopiche: nei prodotti di bellezza, sanitari e per le pulizie. Tutti i contenitori sono in plastica e l’uso quotidiano in tutti i campi industriali, commerciali e personali rende difficile una immediata sostituzione. Le microplastiche si assorbono, si ingeriscono, si inalano e se anche molte di esse possono essere eliminate naturalmente dal sistema immunitario, la domanda che ci si pone quali frazioni di esse possono entrare in circolazione nel corpo umano e animale?
Prof.ssa Francesca Diomede, Prof. Associato di Istologia ed Embriologia presso il Dipartimento di Tecnologie Innovative in Medicina & Odontoiatria dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara. La Plastica che ci nutre: come il Bisfenolo A influenza il nostro corpo.
Ogni giorno si utilizzano prodotti con la plastica, bottiglie d’acqua, lattine contenenti cibo e addirittura scontrini fiscali. La sostanza il bisfenolo A, invisibile e inodore, che si trova in questi oggetti di uso comune, in piccolissime quantità può entrare nel corpo ed è stato trovato anche nelle urine. È una sostanza chimica utilizzata per la fabbricazione del policarbonato, per rivestire l’interno delle lattine al fine di evitare che il metallo arrugginisca e il cibo contenuto prenda un sapore metallico. Il calore del cibo favorisce l’ingresso della sostanza nel corpo, essa si assimila anche attraverso la pelle con il contatto. Interferisce inoltre con gli ormoni maschili e tiroidei, sul metabolismo e sul sistema immunitario. L’uso del bisfenolo è stato vietato nei biberon e anche in odontoiatria.
Dott.ssa Adrana Ranalli Ogyvre Ocean Challenge - L’impatto delle microplastiche sull’economia costiera
Importante è l’azione locale per proteggere il mare e far prosperare l’economia, ogni minuto nel Mondo circa 40 ton di plastica si riversano nei mari e negli oceani e circa l80% proviene da attività terrestri. Il Mediterraneo è un mare chiuso e intrappola i rifiuti sulle spiagge. Questo provoca un danno sia ambientale sia d’immagine con una riduzione dell’attività turistica. Per il settore della pesca le plastiche interferiscono con le attività quotidiane contaminando il pescato e danneggiando le reti dei pescatori. I pescatori stessi possono essere coinvolti nella raccolta della plastica cambiando di fatto il fattore economico personale con i progetti Fishing for Litter. Una delle azioni concrete che promuove la Ogyvre è l’intervento sui fiumi per imbrigliare le plastiche prima che raggiungano il mare.
Prof- Gianluigi Rosatelli Professore Associato in Vulcanologia e Geochimica presso l'Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara, Membro della Società Geochimica Italiana (So.Ge.) e dell'Associazione Europea di Geochimica (EAG). Pulire il Mare dalle Microplastiche: La nuova Tecnologia a difesa della Pesca e della salute
L’inquinamento da microplastiche contamina tutte le matrici ambientali entrando nella catena alimentare con grande pericolo per la salute umana e animale. Per affrontare la sfida bisogna che vi siano collaborazioni tra università e aziende. Il Prof. Gianluigi Rosatelli coordina la ricerca scientifica sul sistema Aqualis, una tecnologia sviluppata in collaborazione con l'azienda Aquageo per rimuovere microplastiche e inquinanti dalle acque marine. Il progetto mira a tutelare l'ecosistema marino, la catena alimentare e la salute pubblica intercettando i rifiuti nocivi direttamente alla fonte. È un dispositivo innovativo per la rimozione attiva di rifiuti galleggianti, microplastiche ed idrocarburi dal mare e mira proprio concretizzare l’incontro tra la scienza e l’imprenditoria. Presso la Marina di Pescara è stato installato Aqualis proprio nel concetto di questa alleanza che ha visto tra i partener la società Findus. Il Prof. Rosatelli ha anche parlato del problema che vede le microplastiche diventare terreno ideale per la crescita di batteri e biofilm (la cosiddetta plastisfera) offrendo una base dove agganciarsi essendo la plastica idrofobica. Sulla superficie della plastica si accumulano e si concentrano sostanze organiche disciolte, inquinanti e micro-elementi che fanno da "cibo" per i batteri.
Presente il Sindaco di Pescara Carlo Masci che ha ribadito l’importanza di una sollecita soluzione del problema delle microplastiche anche salvaguardando le spiagge dove molti rifiuti si accumulano come, ad esempio, la plastica delle palme che per l’azione del vento riempiono il litorale di rifiuti. Le amministrazioni dovrebbero tenere ben presente questo argomento per favorire lo sviluppo economico in particolare dei paesi che si trovano sul mare come Pescara che vanta 10 km di litorale.
Il Convegno è stato moderato dalla Past President della Fidapa sezione Pescara Maria Luisa Abate.
Hanno costituito il comitato organizzativo e scientifico il Prof. Jacopo Pizzicannella e la Prof.ssa Guya Marconi.

