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Inquinamento mare, Del vecchio al telefono ammette di sapere. Pescara Mi Piace: "Devono dimettersi"

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“Le intercettazioni telefoniche pubblicate stamane sull’emergenza balneazione del luglio 2015 sono purtroppo lo specchio rivelatore del modus operandi del sindaco Alessandrini e della sua giunta comunale: a luglio scoppia il bubbone dell’inquinamento, prima lo hanno negato, poi hanno confessato di averlo voluto nascondere alla città. Stesso copione per gli scarichi abusivi: la nostra Associazione li ha scoperti, il vicesindaco Del Vecchio ha prima negato l’evidenza, per poi essere sbugiardato, e allora ha dovuto confessare di conoscerne l’esistenza da luglio 2015 ma di averlo nascosto alla città. Oggi ci chiediamo com’è possibile permettere al sindaco Alessandrini e alla sua maggioranza di continuare a governare una città che non si può più fidare del loro operato. Oggi hanno il dovere di dimettersi per consentire al territorio di tornare con serenità alle urne ed eleggere una maggioranza capace di assumere la guida di Pescara”.

Lo hanno detto l’avvocato Berardino Fiorilli e Armando Foschi, dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ commentando le intercettazioni telefoniche condotte sull’emergenza balneazione del 2015 e oggi pubblicate per una piccola parte.

“Da quelle frasi è evidente che il sindaco Alessandrini e il suo vicesindaco Del Vecchio hanno tradito il proprio ruolo di pubblici amministratori – ha sottolineato l’avvocato Fiorilli -, hanno tradito lo spirito di servizio stesso che deve caratterizzare chi governa una città. Il vicesindaco Del Vecchio sapeva perfettamente che il mare non era balneabile già da prima del secondo crollo della condotta di via Raiale, prima dunque dell’allarme lanciato il 28 luglio dalla nostra Associazione, allarme che ha poi permesso di scoprire che in 17 ore si erano sversati nel fiume e nel mare 30milioni di litri di feci e liquami. Il vicesindaco Del Vecchio sapeva, ma non ha avvisato la popolazione, né lo ha fatto il sindaco Alessandrini, né i suoi dirigenti, e, se prima potevamo solo immaginare il contenuto dei loro dialoghi, oggi abbiamo letto, nero su bianco, i momenti in cui si stringevano accordi per non far sapere nulla alla cittadinanza, per mettere a tacere la polemica politica, l’unica preoccupazione dell’assessore Del Vecchio, e per sistemare le date sull’ordinanza fantasma nonché concordare la versione ufficiale da fornire in Commissione e ai cittadini. Una  farsa vergognosa e scandalosa, inaccettabile, mai nessuno a Pescara e in Abruzzo si era abbassato a un tale livello.

Ovviamente l’inchiesta giudiziaria dovrà continuare il proprio cammino, ma politicamente il verdetto è già stato emesso ed è univoco: la giunta Alessandrini ha tradito il proprio mandato elettorale e deve dimettersi”. “Non è possibile dover accettare inermi una tale situazione – ha proseguito Armando Foschi -. Sono mesi che continuiamo a denunciare lo ‘stile’ amministrativo della giunta Alessandrini, basato sulle bugie: il palazzo comunale ha perso la sua trasparenza ed è improvvisamente divenuto buio, un luogo di omissioni, di verità nascoste, coperte. L’Associazione ‘Pescara – mi piace’ chiede oggi che venga reso pubblico il contenuto di tutte le conversazioni telefoniche oggetto di intercettazioni da parte della Magistratura tra le persone coinvolte nell’inchiesta per dare modo a tutti di farsi un’idea chiara delle persone che ci stanno amministrando. È giusto che oggi venga restituita chiarezza sull’operato di una giunta che ha messo in ginocchio Pescara e la sua principale fonte di ricchezza, il turismo e tutto l’indotto commerciale. E oggi più che mai torniamo a chiedere chiarezza anche sulla vicenda più recente degli scarichi abusivi da noi scoperti sul fiume, e anch’essi strettamente connessi all’emergenza balneazione della scorsa estate. Nel frattempo chiediamo a tutti i consiglieri di maggioranza non coinvolti in tale brutta vicenda di prendere le distanze dall’operato del sindaco Alessandrini e del vicesindaco Del Vecchio, chiediamo di farlo pubblicamente e di firmare la sfiducia nei confronti dell’intera giunta, perché il giudizio politico su tale vicenda non può essere che quello di una sonora bocciatura”.

 

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