“Il sindaco Alessandrini ha il dovere istituzionale di garantire massima assistenza e soprattutto un tetto a tutte le 84 famiglie di via Lago di Borgiano che oggi stanno sicuramente vivendo una delle loro giornate più tragiche, costrette a lasciare il proprio alloggio popolare in quanto a rischio crollo. Famiglie che hanno il diritto di restare a Pescara e di non rischiare di essere ‘deportati’ altrove: al di là degli alberghi disponibili, seppur in piena estate, che comunque rappresentano una soluzione temporanea, chiediamo al primo cittadino di individuare, sin d’ora, tutte le possibili soluzioni per assicurare una dignitosa sistemazione a lungo termine rispetto all’emergenza in corso. A tal fine vanno requisiti tutti gli immobili comunali disponibili nel patrimonio cittadino, come le abitazioni di via Colle Marino e via Stradonetto, oggetto di confisca alla microcriminalità e assegnati al Comune, come pure le scuole eventualmente vuote, e penso all’ex media di via Saffi, revocando ulteriori eventuali assegnazioni, e chiedendo alla Curia la disponibilità del dormitorio di via Alento, peraltro dotato anche di una cucina attrezzata per centinaia di utenti”.
A dirlo è stato il Coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini, che sta seguendo l’evolversi del dramma di 84 famiglie, costrette a lasciare la propria casa dichiarata inagibile.
“Si tratta di un dramma nel dramma – ha sottolineato il Coordinatore Cerolini – perché parliamo di molte famiglie oneste, che vivono in condizioni modeste, in piccoli alloggi popolari in cui è racchiuso tutto il loro mondo, famiglie spesso monoreddito, e che quindi, una volta sgomberate, non hanno la possibilità materiale di prendere in affitto un alloggio privato e di sostenerne i costi, superando, dunque, con disinvoltura, l’emergenza. Parliamo di famiglie composte da anziani che vivono in via Lago di Borgiano da trent’anni, sopportandone anche gli eventuali disagi, di famiglie con bambini, di nuclei che oggi stanno subendo anche un trauma psicologico, strappati dalle loro radici, costretti a scappare dal pericolo con qualche valigia, ma lasciandosi dietro tutti i propri piccoli beni e ricordi. In questo caso è evidente che la tempestività e la garanzia di assistenza rappresentano dei capisaldi e certezze cui tutti devono potersi aggrappare, e il primo passo è quello di garantire un tetto alle 84 famiglie. Sappiamo che diverse strutture ricettive hanno dato la propria disponibilità ad accogliere alcuni nuclei, ovviamente tenendo conto che siamo nel pieno dell’estate e la maggior parte degli alberghi sono pieni. Tuttavia anche l’albergo rappresenta la precarietà: il sindaco Alessandrini deve attivare subito le misure per garantire una sistemazione il più possibile stabile ai cittadini interessati, innanzitutto attraverso la sistemazione immediata degli alloggi popolari eventualmente murati per disagi superabili con minimi interventi di manutenzione. Poi – ha proseguito il Coordinatore Cerolini - deve attingere al proprio patrimonio, anche a quello dichiarato alienabile, ovvero a tutte le strutture disponibili per ospitarvi le famiglie: pensiamo agli alloggi confiscati alla microcriminalità e che lo Stato ha affidato al Comune, in via Colle Marino 19 e via Stradonetto 166; pensiamo alle proprietà comunali come un appartamento in via Modesto della Porta, un altro alloggio in via Catania, al fabbricato annesso al campo sportivo di via San Marco, originariamente destinato a ospitare l’alloggio del custode e mai utilizzato; e ancora alla scuola media di via Saffi, che il Comune ha appena ceduto al Conservatorio per ampliare l’istituzione scolastica musicale, ma siamo certi che il Conservatorio comprenderà l’emergenza in atto e sarà ben disposta a cedere temporaneamente l’uso dell’immobile che, ovviamente, andrà sottoposto a manutenzione con la massima urgenza. E poi chiediamo al sindaco Alessandrini di fare appello a tutte le Istituzioni esistenti sul territorio e che dispongono di immobili utilizzabili, come la Curia che potrebbe mettere a disposizione almeno una parte del dormitorio di via Alento, che peraltro ha anche una cucina capace per fornire centinaia di pasti al giorno. Ovviamente continueremo a monitorare la situazione pronti a dare il nostro contributo di idee e risorse, ma decisi nel garantire la tutela dei diritti delle 84 famiglie che da oggi sono ufficialmente senzatetto seppur legittime assegnatarie di un alloggio popolare e non certo ‘abusive’”.

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