“Allagati i corridoi, allagati i Laboratori, allagato pure il cortile con l’effetto cascata annesso: lunedì nero stamane all’Istituto ‘Volta’ dove, come tristemente profetizzato a inizio anno scolastico, i lavori di ritrutturazione, costati 850mila euro, ed evidentemente mal eseguiti, stanno rendendo l’edificio inagibile per le centinaia di studenti presenti. E ad aggravare la situazione c’è la completa indifferenza e assenza della Provincia di Pescara, responsabile della struttura e dei lavori, la quale, seppur a conoscenza della problematica, nulla sta facendo per garantire la sicurezza degli studenti. Oggi, di nuovo rivolgiamo i nostri quesiti al Presidente Di Marco: com’è possibile che in una scuola dove sono appena stati eseguiti lavori di rifacimento di solai, impermeabilizzazioni e controsoffitti la situazione sia già degenerata? Soprattutto vogliamo sapere se è garantita la tutela delle centinaia di studenti presenti nell’Istituto o se gli stessi non rischiano di vedersi crollare sulla testa pezzi di solaio e controsoffitti impregnati di acqua”.
Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, che, stamane, in seguito alle segnalazioni dei genitori degli studenti, è tornato nella scuola di via Volta per verificare i danni causati dal primo acquazzone autunnale.
“Più che una scuola, sembrava di essere entrati in una piscina – ha detto Foschi -. Come previsto, è stata sufficiente una minima pioggia per scatenare l’inferno nell’Istituto ‘Volta’, peggio di quanto era accaduto l’11 settembre scorso, un inferno peraltro già preannunciato a fine estate quando siamo entrati nell’Istituto, ancora senza ragazzi, trovando controsoffitti crollati a terra a causa delle infiltrazioni, pareti ingiallite o ricoperte da muffa nera sempre per l’acqua scesa dal solaio, crepe da ogni parte, e, secondo la testimonianza delle famiglie, infiltrazioni anche nella palestra dove il soffitto era appena stato rifatto dalla Provincia con una spesa di 850mila euro. Un mese e mezzo fa ovviamente abbiamo rivolto delle domande di chiarimento al Presidente Di Marco, chiedendo semplicemente chi avrebbe dovuto vigilare sul corretto svolgimento dei lavori, come fosse possibile un simile degrado a poche ore dalla riapertura della scuola, chi avesse certificato l’agibilità e la sicurezza dell’Istituto e perché, comunque, non si fosse impiegato il periodo estivo per riparare ai danni e consegnare a settembre una scuola pronta e sicura agli studenti e alle famiglie. Per tutta risposta il Presidente Di Marco, anziché giustificare un degrado documentato con decine di fotografie, ha pensato bene di salire in cattedra e impartirci una lezione di ‘buona governance’ accusando l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ di aver detto ‘una serie di inesattezze, probabilmente dovute alla scarsa conoscenza della realtà dei fatti’ e che ‘non erano stati segnalati né tantomeno individuati nel corso dei numerosi sopralluoghi effettuati congiuntamente dai tecnici della Provincia e dai referenti scolastici – durante e alla fine degli interventi – infiltrazioni meteoriche’. Oggi di nuovo, a poche settimane dalle affermazioni del Presidente Di Marco sono bastate poche ore di pioggia a smentire clamorosamente il Presidente stesso: le infiltrazioni d’acqua dal solaio ci sono e hanno allagato tutto il corridoio del primo piano che collega tra loro tutte le palazzine del complesso scolastico e non solo. Stamattina dentro la scuola pioveva in senso letterale: quando gli studenti sono entrati in aula hanno attraversato corridoi trasformati in un lago, una enorme pozza d’acqua, mentre dal solaio continuava a scendere, lungo le pareti inzuppate, altra acqua. E se a settembre scorso il problema si era concentrato in un unico punto dello spazio di attraversamento che porta alle aule, stamane tutti i corridoi erano inzuppati e allagati, segno che il terrazzo sovrastante è privo di opere di impermeabilizzazione. Peggio ancora nelle aule di Tecnologia, Disegno e Progettazione, dove l’acqua scendeva copiosa dal soffitto, mentre gli studenti si riparavano in un angolo per lavorare, e intanto i poveri operatori scolastici cercavano di arginare alla meno peggio il problema, seminando in tutta l’aula dei catini di raccolta dell’acqua e ‘transennando’ le aree a rischio utilizzando gli sgabelli originariamente destinati a ospitare la seduta degli studenti. Ma non basta, i lavori sono stati eseguiti male anche all’esterno della scuola, dove addirittura si sono dimenticati di completare il canale di scolo dell’acqua piovana: in sostanza il tubo, che teoricamente dovrebbe raccogliere l’acqua in accumulo sul terrazzo e portarla fino a terra, è stato fermato al primo piano rialzato, da cui si genera l’effetto cascata, l’acqua fuoriesce dal tubo e scende copiosa allagando tutto il cortile. Anche in questo caso – ha proseguito Foschi – abbiamo la documentazione video che testimonia la situazione registrata stamane all’Istituto ‘Volta’, immagini che, se ne avesse bisogno, manderemo volentieri anche al Presidente Di Marco che stamattina in quella scuola non si è fatto vedere, nonostante la richiesta di genitori sul piede di guerra. E oggi rinnoviamo le nostre domande al Presidente – ha aggiunto Foschi –: come può essere concepibile che una scuola appena ristrutturata con una spesa di 850mila euro sia già un colabrodo? Perché la nuova impermeabilizzazione non ha funzionato? Chi avrebbe dovuto vigilare sullo svolgimento dei lavori? E oggi l’Istituto ‘Volta’ garantisce l’opportuna sicurezza per le centinaia di studenti che ogni giorno vivono quegli spazi?”

