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Con dei genitori che hanno perso un figlio si parla. Non si chiamano carabinieri

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La verità e il dolore irrompono nella campagna elettorale. I genitori di una delle vittime dell'Hotel Rigopiano si presentano a una cena elettorale del candidato PD Luciano D'Alfonso, presidente della Regione Abruzzo. E' un documento da vedere e su cui riflettere. Tante volte in queste settimane durante le nostre iniziative ho ripetuto che in un paese civile dopo la pubblicazione delle intercettazioni sulle turbine i responsabili si sarebbero dovuti ritirare a vita privata. 

E' evidente che sono tante le concause della tragedia ma questo padre grida una verità difficilmente contestabile. Ci si è talmente abituati all'occupazione della cosa pubblica e a una logica clientelare che l'intercettazione che attesta che le turbine venivano dirette dal presidente in persona non ha suscitato la dovuta indignazione. Quanto grida questo padre rappresenta un atto d'accusa che spero risvegli le coscienze.

È vergognoso che un politico come D'Alfonso si sia sottratto all'incontro.

Con dei genitori che hanno perso un figlio si parla. Non si chiamano i carabinieri. 

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