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Nel 2020 salta Lo Sport non va in Vacanza

L'evento avrebbe portato oltre 1000 bambini a non poter rispettare il distanziamento sociale

| di ufficio stampa Lega Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“L’emergenza Covid-19, che non è ancora finita, ci impone cautela, prudenza e senso di responsabilità, amministrativa e morale, nei confronti di tutti coloro che praticano sport, amatoriale o agonistico. Tale consapevolezza ci ha suggerito una riapertura graduale e progressiva dei nostri impianti sportivi, abbiamo iniziato con lo Stadio ‘Giovanni Cornacchia’, dove stiamo anche ‘educando’ atleti e società alle nuove norme comportamentali anti-contagio. Dal primo giugno riapriremo anche le altre strutture man mano che le Associazioni e società ce ne faranno richiesta, anche in quel caso formando gli utenti sulle modalità di utilizzo degli spazi. E sempre l’emergenza sanitaria, quest’anno, non ci permette di organizzare ‘Lo Sport non va in Vacanza’, che avrebbe visto l’inevitabile assembramento almeno di 1.070 bambini. Piuttosto stiamo studiando l’organizzazione di campus ludico-sportivi estivi per piccoli gruppi di bambini, dove sarà anche più semplice il controllo. Apprezzo l’interessamento e la premura espressi dal consigliere comunale Claudio Croce, e posso rassicurare lo stesso consigliere sul massimo impegno che sto impiegando nella cura della delega allo sport mettendo al primo posto sempre l’interesse e la salute dei bambini che sono i principali fruitori”.

Lo ha detto l’assessore allo Sport Patrizia Martelli in replica ai quesiti sollevati dal consigliere Croce circa la mancata riapertura di alcuni impianti e la mancata organizzazione de ‘Lo Sport non va in Vacanza’.

“La confusione e il continuo susseguirsi di informazioni e provvedimenti mi rendo conto che possano aver condotto fuori strada il consigliere Croce, e allora rimettiamo ordine – ha detto l’assessore Martelli -. Innanzitutto ricordiamo che tutti i provvedimenti assunti dal Comune devono necessariamente rispettare le indicazioni contenute dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri al quale, essendo uomini e donne dello Stato, come ricorda sempre l’assessore regionale azzurro Mauro Febbo, riconosciamo una ‘cabina di regia’, permettendoci di presentare suggerimenti e proposte. E anche i tempi di riattivazione graduale dei servizi sono stati dettati dal Governo e il consigliere Croce lo sa. Tradotto: il 25 maggio scorso abbiamo iniziato la riapertura graduale dei nostri impianti, cominciando con lo Stadio ‘Adriatico – Cornacchia’, seguendo le linee guida del Governo per scongiurare qualunque rischio di contagio tra i possibili fruitori. L’iniziativa ha richiesto una serie di operazioni propedeutiche, come il predisporre la necessaria segnaletica per differenziare gli ingressi e le uscite, la formazione di atleti e associazioni sul comportamento responsabile da tenere all’interno dell’impianto, l’acquisizione delle autocertificazioni sullo stato di salute almeno 2 giorni prima di venire allo Stadio. Per sostenere lo sforzo ho anche chiesto all’assessore delegato Seccia un supporto della Protezione civile con due unità che ci stanno aiutando a ‘educare’ gli atleti. Dal primo giugno inizieremo a riaprire anche gli altri impianti, che però prima devono essere perfettamente in regola perché la nostra prima preoccupazione sono i ragazzi, i bambini che dovranno vivere il proprio tempo dentro quelle strutture. E soprattutto procederemo con le riaperture mano a mano che le Associazioni ce le chiederanno, perché il periodo estivo incentiva, in modo naturale, più le attività all’aperto che quelle al chiuso. Anche le palestre, chiuse ormai da marzo, prima di essere riaperte dovranno essere sanificate. Poi lo ‘Sport non va in vacanza’ - ha proseguito l’assessore Martelli -. Con grande senso di responsabilità il Coni, quest’anno, ovviamente, non ha aderito ed è normale: parliamo di una manifestazione che vede la presenza contemporanea di 1.070 bambini di età scolare, di cui 450 solo dentro lo Stadio, 150 nell’impianto ‘D’Agostino’ a Zanni, 170 nel parco di Villa dei Riseis, 300 ai Gesuiti. Parliamo di soggetti fragili da proteggere, ma soprattutto parliamo di una delle manifestazioni vietate dal Governo visto che, in quel caso, l’assembramento sarebbe inevitabile. Questo però non significa che nell’estate 2020 il Comune abbandonerà i bambini a casa, anzi: faccio già parte attiva di un Tavolo di lavoro in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali, ovvero l’assessore Adelchi Sulpizio, per organizzare la meglio le attività ludico-ricreative, sportive e dei centri estivi, disciplinate nell’allegato 8 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 17 maggio. In altre parole, garantiremo sicuramente un servizio ai cittadini, alle famiglie che già hanno vissuto le difficoltà dei due mesi e mezzo di lockdown accogliendo i loro bambini in condizioni di assoluta sicurezza”.

ufficio stampa Lega Pescara

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