Abruzzo Pride, la risposta del sindaco Carlo Masci

| Categoria: Attualità
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Questo è la mia nota di risposta all'attacco subito per la vicenda Abruzzo-pride. La solita musica stonata dei partiti e movimenti di sinistra che, non potendo criticare la mia azione amministrativa, si inventano storie inesistenti per farmi apparire quello che non sono.

Mi dispiace che nella loro furia distruttiva mettano in cattiva luce la città. Pescara è una città libera, liberale, aperta, ciascuno faccia quello che crede nel rispetto della dignità di tutti.

Con questo post su facebook il sindaco di Pescara Carlo Masci introduce il testo del comunicato inviato in merito alla vicenda caso Abruzzo Pride.

 

Ogni evento che la Città di Pescara ospita è di interesse pubblico, e quindi lo è anche «Abruzzo Pride», nonostante gli organizzatori tentino di fornire una versione addomesticata dei fatti, quindi sostanzialmente falsa, veicolata con singolari sincronismi di interventi sui media e con inequivocabile matrice politica. Vero è, invece, che gli stessi avevano preannunciato nella mattina di oggi proprio a Palazzo di Città che se le loro richieste non fossero state accolte "ad horas", avrebbero provveduto a creare il caso, con polemiche preconfezionate che non hanno ragion d’essere né di essere alimentate.​

La verità è verità.

La presunta negazione dello spazio della «Nave di Cascella» non è una discriminazione o tanto meno una penalizzazione come invece si cerca di far credere: la concessione degli spazi della «Madonnina del Porto», quelli sui quali si staglia il «Ponte del Mare» che è uno dei simboli di Pescara, infatti, non è né un ripiego né ​una marginalizzazione, e sarebbe difficile dimostrare il contrario a chiunque sappia di cosa parla, considerando che lì sono stati ospitati eventi di alto profilo e di grande rilievo, ben più di un semplice flash mob. Proprio questa sede era stata indicata sin dallo scorso anno. Ma la speciosità della polemica è paradossalmente dimostrata proprio dagli stessi organizzatori che l’hanno creata ad arte, in quanto da giorni e a più riprese pubblicizzano sul web l’appuntamento del 27 giugno alla «Madonnina del Porto», che da essi stessi era stato indicato nella mail inviata in data 16 giugno alle ore 15.12 all’assessore Nicoletta Di Nisio, tra le tre in opzione.​

È poi strumentale e anche di basso profilo voler a tutti i costi mettere a confronto «Abruzzo Pride» con la richiamata manifestazione dello scorso agosto in cui alla Nave di Cascella non c’era «il segretario nazionale di un partito» che «ha tenuto lì un comizio politico», come si vuol far credere con allusioni di grana grossa, ma il ministro dell’Interno allora in carica, con tutto quanto ciò comporta in termini di ordine pubblico.​

Quanto all’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che nei fatti è totalmente trasparente, si ricorda agli organizzatori che la stessa è stata presente ufficialmente al vernissage dell’evento, e già questo sarebbe sufficiente a respingere ogni insinuazione. Agli organizzatori va ricordato che proprio nella mattinata odierna hanno avuto modo di interloquire sull’argomento con il sindaco, persino in occasione di una conferenza stampa. Parlare, come fanno oggi, di «politica ostile» e addirittura di «grave errore di valutazione dell'Amministrazione Comunale», più che manifestazione di orgoglio lo è di mala fede. In democrazia siamo tutti uguali, e non si può pretendere di prendere a prestito Orwell per essere «più uguali», millantando un privilegio spacciato per diritto.​

Non esiste, quindi, nessun complotto e men che meno una fantomatica discriminazione.​

Se poi tutto questo polverone, al di là delle accuse false e inconsistenti, sia servito a creare interesse mediatico sulla manifestazione e a pubblicizzarla, è altra questione.​

L’amministrazione comunale augura ad Abruzzo Pride ogni successo e che venga lungamente ricordata per la sua valenza. Ma certamente non per una polemica pretestuosa.

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