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Orto in condotta

L’antica passione per l’orto sul balcone o sotto casa ha ripreso radici

| di Federica De Angelis
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Per limitare l’innalzamento della temperatura globale, è necessario un cambiamento delle abitudini comportamentali.

Per quanto riguarda l’alimentazione ad esempio è utile orientarsi verso diete a basse emissioni di carbonio, che prevedono un consumo maggiore di vegetali e frutta, e una sostanziale riduzione di consumi di carni rosse.

Queste diete hanno anche notevoli vantaggi in termini di salute. Favorire il consumo di alimenti prodotti localmente e migliorare la funzionalità della trasformazione e del trasporto degli alimenti può in alcuni casi ridurre al minimo lo spreco di cibo e ridurre le emissioni di gas serra associate al consumo e allo spreco di cibo.

Infine converrebbe orientarsi verso metodi di agricoltura agro-ecologica, biologica e a basso impiego di agro-farmaci.

Un anno di buone abitudini fa risparmiare CO2 pari alle emissioni di un auto che percorre 3300 km, se consideriamo che gli europei hanno una media di percorribilità annua pari a 12000 km , ciò equivale  a lasciare l’auto in garage ferma per 3 mesi.

Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, corredata da una lista di 17 Obiettivi e 169 sotto-obiettivi, che riguardano tutte le dimensioni della vita umana e del pianeta e che dovranno essere raggiunti da tutti i Paesi del mondo entro il 2030.

L’Agenda 2030 è un documento, sottoscritto da 193 Paesi, inclusa l’Italia, che impegna tutti a contribuire alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile.

L’attuazione dell’Agenda richiede inoltre il coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche,  dagli atenei ai centri di ricerca.

In questo importante documento sono state elencate le azioni amiche del clima, tra le tante ricordiamo:

  • Coltivare l’orto
  • Mangiare frutta e verdura di stagione
  • Bere acqua del rubinetto
  • Non gettare gli avanzi
  • Far mangiare ai bambini prodotti non confezionati per merenda
  • Fare la spesa dal contadino.

Coltivando l’orto ci si guadagna di salute sicuramente, si risparmia oltre il 10% sulla spesa ortofrutticola, è garantita la tracciabilità alimentare e si evita di acquistare cibi imballati dentro plastica, cartone o tetrapak.

Per curare l’orto insieme ci basterà predisporre un angolo sul balcone dove far crescere le piante: dalle erbe aromatiche ai piccoli ortaggi. Se non lo abbiamo, possiamo andare a cercarlo nella nostra città, attraverso tanti gruppi nati negli ultimi anni, che stanno diffondendo l’esperienza degli orti in città.

Possiamo coinvolgere in questa iniziativa anche i bambini, iniziando da un piccolo orto, si possono realizzare insieme a loro delle etichette per indicare che cosa è stato seminato nei vasi o nelle diverse aree del terreno.

I bambini vivranno la coltivazione dell’orto come un gioco, e allo stesso tempo acquisiranno valori importanti come il “prendersi cura”, il senso di responsabilità, il lavoro di gruppo e la condivisione, la tutela dell’ambiente e il rispetto per la natura. Senza considerare che è una vera e propria “aula a cielo aperto”, perché coltivare frutta e verdura è un’attività che implica anche l’insegnamento di nozioni di matematica, chimica, fisica e biologia, ma anche italiano , geografia etc..

Inoltre bisognerebbe dare ai bambini un prodotto non confezionato come un frutto, una fetta di pane con olio, miele o marmellata, un gelato artigianale assicurando in tal modo una merenda gustosa e sana.

Per praticità i genitori sono portati ad acquistare succhi di frutta, merendine, gelati confezionati, biscotti senza pensare che simili prodotti li potremmo evitare con qualche piccolo sacrificio.

Ci si auspica quindi di assistere ad un inversione di rotta comportamentale, ad una cittadinanza più partecipativa e consapevole che si appropria degli spazi e del territorio, perseguendo un bene comune mediante un approccio ecologico che comprende l’uso sostenibile delle risorse e delle coltivazioni e l’instaurazione di relazioni per lo scambio di buone pratiche.

Federica De Angelis

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