6 Aprile 2009 - 6 Aprile 2021 per non dimenticare

Alle ore 3:32 la prima scossa di terremoto che colpì L'Aquila e l'Abruzzo

| di S. D’Amico
| Categoria: Attualità
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6 Aprile 2009 - Ore 03:32:40.

Per il secondo anno consecutivo, causa Covid, non si svolgerà l’ormai tradizionale fiaccolata che riunisce una comunità intera nel ricordo di ciò che è stato, tra le vie del centro – alcune ancora incerottate, ma per fortuna sempre meno.

Per questo dodicesimo triste anniversario, L’Aquila è tornata a chiedere la mobilitazione simbolica dell’Italia per non dimenticare. In tanti hanno risposto all’appello per partecipare al ricordo delle 309 vittime del sisma del 2009, accendendo una luce da finestre e balconi.

Ieri sera alle 21:15 in Piazza Duomo, i 309 rintocchi, con l’accensione di un simbolico braciere, a cura di un Vigile del Fuoco, posizionato nei pressi della chiesa, alla presenza del prefetto della provincia dell’Aquila, del sindaco dell’Aquila, il cardinale, e del sindaco di Cugnoli (Pescara), Lanfranco Chiola, in rappresentanza dei Comuni del cratere.

Dodici anni fa, si scriveva una delle pagine più dolorose e tristi della storia italiana del XXI secolo. Un forte terremoto di magnitudo 6.2 colpisce nel cuore della notte il centro Italia, precisamente uno dei centri abitati più popolosi dell'intera fascia appenninica: L'Aquila. Il bilancio, calcolato definitivamente nei mesi successivi, è spaventoso: 309 vittime, 1.600 feriti e oltre 70.000 sfollati.

La scossa viene avvertita in praticamente tutta Italia, le segnalazioni arrivate all'INGV non risparmiano nessuna regione dalla Calabria alla Lombardia. La PGA (la misura della massima accelerazione del suolo registrata dagli accelerometri) registrata dalla stazione sismica di Coppito raggiunge un valore di 665.599 cm/s², un dato spaventoso, vi basti pensare che un terremoto generalmente inizia ad essere avvertito da 2-3 cm/s².

Eppure questo violento sisma non fu altro che il culmine di una sequenza sismica iniziata nel mese di gennaio e terminato soltanto nell'aprile del 2012. Il mese di gennaio fu caratterizzato da una sismicità strumentale che nulla faceva trasparire: 79 terremoti, il più forte dei quali ebbe magnitudo 2.5. Febbraio invece chiuse a quota 99 terremoti, il più forte fu di ML 2.7. Nella prima metà di marzo la sequenza sismica rallentò notevolmente, i terremoti che superarono magnitudo 2.0 furono molto pochi, anche se bastavano ed avanzavano per mettere in ansia la popolazione locale.

È dal 30 marzo in poi che la sequenza sismica subì un'improvvisa accelerazione con un terremoto di magnitudo 4.0, spaventando seriamente per la prima volta tutti i cittadini del capoluogo abruzzese. Da lì in poi i terremoti furono praticamente continui: dal 1 al 5 aprile vennero registrate almeno 65 scosse, 3 delle quali superarono magnitudo 3.0. L'ultima di queste, avvenuta alla mezzanotte del 6 aprile convinse molti, per fortuna, a trascorrere la notte fuori, salvando così chissà quante vite.

In totale, dal 1 gennaio 2009 al 17 aprile 2012 vennero localizzati oltre 60.000 terremoti grazie alle stazioni sismiche sia temporanee che permanenti messi a disposizioni sia dall'INGV che da altri enti. Di queste 60.000 scosse, 302 hanno superato magnitudo 3.0, 24 magnitudo 4.0 e ben 5 magnitudo 5.0, la più forte delle quali avvenne il 7 aprile nella zona del comune di Fossa (Mw 5.4).

Ed è proprio quest'ampissima sequenza sismica che ci ha permesso di conoscere ed imparare molto meglio il meccanismo e il funzionamento delle faglie appenniniche del centro Italia. Grazie alla localizzazione molto precisa di queste scosse, si comprese che il terremoto principale era avvenuto sulla faglia di Paganica ad una profondità di soli 8 km. Il meccanismo focale calcolato nelle ore e nei giorni successivi non poteva che essere distensivo, ovvero un tipo di terremoto in cui il blocco di roccia scende verso il basso, creando così un terremoto gravitazionale, un classico per l'appunto dei terremoti dell'appennino (Amatrice-Norcia 2016 oppure Colfiorito 1997).

S. D’Amico

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