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Rapposelli: "Verranno installati dei Parklet per agevolare bar e ristoranti"

Queste le parole del Presidente della Commissione Commercio e Attività Produttive

Redazione
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“Sì all’installazione dei Parklet per agevolare la ripresa, post-emergenza Covid-19, del lavoro per bar e ristoranti, ma con regole chiare e inderogabili: le strutture dovranno essere esteticamente uguali su tutta la città per non creare un effetto arlecchino, quindi base scura in legno, coperture laterali in vetro trasparente e tendaggi bianchi; non sarà ammessa alcuna forma di pubblicità o sponsorizzazione, potranno essere dotati di impianti luminosi e funghetti per riscaldare. Ma soprattutto gli uffici dovranno essere capaci di individuare il giusto equilibrio tra l’installazione dei Parklet e la conservazione comunque di un numero adeguato di parcheggi a servizio delle altre tipologie commerciali. Oggi è iniziato l’esame del nuovo Regolamento nella Commissione Commercio e Attività Produttive, un percorso che dovrà necessariamente essere veloce per consentire la sua adozione in Consiglio comunale e la sua fruizione a quelle attività che ancora per alcune settimane potranno beneficiare dell’occupazione gratuita del suolo pubblico per disporre tavoli e sedie all’aperto per i propri clienti”.

Lo ha detto il Presidente della Commissione Commercio e Attività Produttive Fabrizio Rapposelli al termine della seduta che ha aperto l’esame del Regolamento dei Parklet, teso a disciplinare l’autorizzazione a installare strutture mobili temporanee a servizio di bar e ristoranti per agevolare la somministrazione all’aperto di cibi e bevande.

“Pare evidente il valore strategico dei Parklet per quei pubblici esercizi che, non disponendo di spazi al chiuso dimensionalmente adeguati per ospitare i propri clienti in funzione dell’emergenza Covid-19, vedono una concreta ancora di salvezza proprio nell’opportunità di occupare temporaneamente e gratuitamente uno spazio esterno, originariamente destinato come stallo per la sosta dei veicoli, e di sfruttarlo per la somministrazione di pasti o bevande – ha ricordato il Presidente Rapposelli -. Tuttavia è altrettanto evidente che tale attività vada urgentemente disciplinata con regole chiare e univoche stabilite a monte dall’amministrazione comunale con la Polizia municipale, per evitare soluzioni fai-da-te affidate alla creatività del singolo esercente, che avrebbero effetti devastanti sull’immagine e l’economia cittadina. Primo requisito fondamentale è che i Parklet saranno autorizzabili solo a quegli esercizi dotati di servizi igienici accessibili dall’utenza esterna. Poi gli aspetti più rilevanti sono quelli inerenti l’aspetto estetico e dimensionale delle strutture e nel Regolamento abbiamo già previsto che saranno autorizzabili solo i Parklet che avranno un’occupazione del suolo uguale al fronte del locale cui si riferiscono, dunque potrà svilupparsi esclusivamente dinanzi alle vetrine degli esercizi di riferimento, sino a occupare un massimo di due posti macchina, quindi una lunghezza massima di 10 metri lineari; la profondità consentita sarà sino a un massimo di due metri dal cordolo del marciapiede in presenza di un parcheggio lineare, e sino a un massimo di 3 metri in presenza di un parcheggio a spina di pesce, come accade, ad esempio, nel primo tratto di via Firenze, compreso tra via del Concilio e via Venezia. In altre parole, se un bar ha anche 4 o 5 vetrine, il suo Parklet comunque non potrà occupare più di due stalli di sosta per le auto, proprio perché è nostro dovere contemperare le esigenze di tutti, ovvero non possiamo sottrarre un numero eccessivo di parcheggi a servizio della città e delle altre attività commerciali diverse dalla somministrazione, per le quali è vitale disporre di uno stallo di sosta nei pressi del proprio negozio, attività che pure hanno sofferto il blocco totale del lavoro causa pandemia al pari degli esercizi pubblici. Ovviamente – ha aggiunto il Presidente Rapposelli – i Parklet dovranno essere realizzati filo marciapiede, dunque non potranno creare dei ‘denti’ sporgenti, che rappresenterebbero una inammissibile barriera per i diversamente abili. Il piano di calpestio di tali strutture dovrà essere in legno, non dovrà superare l’altezza massima di 20 centimetri dal piano strada e si dovrà preferire una base scura. Le delimitazioni verticali potranno essere realizzate con pannelli di vetro di sicurezza trasparente antinfortunio, non sono ammessi vetri colorati né pubblicità sui pannelli proprio per garantire la permeabilità visiva; le delimitazioni potranno avere un’altezza massima di 120 centimetri dal piano della pedana e dovranno essere resistenti ai possibili urti dei veicoli in transito, ovviamente per garantire la sicurezza della clientela presente. Infine tali box potranno essere dotati di corpi illuminanti, non abbaglianti rispetto ai veicoli in transito, e degli apparecchi riscaldanti, stile i funghetti. Saranno consentiti sedie, tavoli e dei tendaggi e ombreggi, questi ultimi di colore esclusivamente bianco, non si potranno sistemare armadietti, e si potranno abbellire gli interni con delle fioriere, ma anch’esse dovranno essere uniformi per non determinare un effetto bazar sulla città. Infine, altra regola essenziale: durante le ore di chiusura degli esercizi, tutti gli arredi dovranno essere rimossi e riposti all’interno del locale e, soprattutto, gli spazi esterni dovranno essere sottoposti a costante sanificazione anti-Covid-19. Nei prossimi giorni – ha anticipato il Presidente Rapposelli – torneremo a confrontarci con le Forze politiche circa le norme fissate, poche ma chiare, per poi portare il documento in Consiglio comunale”.

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