Il Comune di Pescara conferirà la Cittadinanza Onoraria a Patrick Zaki

Nel febbraio 2020 lo studente egiziano dell'Università di Bologna venne arrestato per l'accusa di istigazione alla violenza e al terrorimo

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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“Il Comune di Pescara conferirà la Cittadinanza Onoraria a Patrick George Zaki, lo studente egiziano iscritto all’Alma Mater di Bologna e arrestato e detenuto in Egitto dal 7 febbraio 2020, con l’accusa, tra l’altro, di istigazione alla violenza e al terrorismo, un’accusa contro cui la famiglia, gli amici e l’opinione pubblica mondiale si è mobilitata in difesa del giovane e per chiedere la sua liberazione. Anche la nostra amministrazione comunale ha ritenuto doveroso associarsi a tale istanza, con la volontà di riconoscere Zaki come cittadino italiano, in difesa dei suoi diritti, ovvero in difesa dei valori della democrazia e della libertà”.

Lo ha annunciato stamane l’assessore ai Servizi Demografici e alle Politiche Giovanili Patrizia Martelli, Gruppo Lega, anticipando in Commissione Sport e Servizi, presieduta da Adamo Scurti, la delibera firmata con il sindaco Carlo Masci che la prossima settimana approderà in Consiglio comunale.

I principi della libertà e della democrazia non conoscono confini – ha spiegato l’assessore Martelli – perché sono a fondamento della civiltà giuridica e rappresentano l’espressione più alta del senso di umanità e solidarietà, e quando quei valori vengono calpestati non possiamo reagire con l’indifferenza o, peggio, con la tolleranza nei confronti di tali soprusi. Il Comune di Pescara vuole dare voce a chi ancora oggi, nel terzo millennio, non può esprimere le proprie idee e oggi lo facciamo rendendo omaggio a Patrick Zaki, lo studente egiziano di 27 anni iscritto al Master Internazionale in Studi di Genere e delle Donne – GEMMA all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, ricercatore per i diritti umani e di genere all’Egyptian Iniziative for Personal Rights, un’organizzazione egiziana che dal 2002 si impegna per rafforzare e proteggere i diritti e le libertà fondamentali in Egitto. Il 7 febbraio 2020 Patrick è stato arrestato in Egitto, accusato dal Governo egiziano di ‘istigazione al rovesciamento del Governo e della Costituzione’ per aver pubblicato presunte notizie false attraverso i suoi canali social con l’intento di disturbare la pace sociale, per aver incitato proteste contro l’Autorità pubblica, per aver utilizzato i social network al fine di minare l’ordine sociale e la sicurezza pubblica e per aver istigato, addirittura, al terrorismo e alla violenza. Accuse che sono state ampiamente smentite non solo da Zaki, ma anche da quel mondo universitario che ha sempre collaborato con lui, attivando una campagna pro-Zaki free che però, a oggi, non ha sortito effetti. Infatti dal quel 7 febbraio 2020 il giovane studente è in stato di detenzione preventiva, con una custodia cautelare che viene rinnovata mese per mese, sottoposto a minacce, torture, elettroshock, come già accaduto in Egitto ad altri attivisti, giornalisti e ricercatori, vittime di continue violazioni dei diritti umani e di detenzioni arbitrarie da parte delle Autorità al fine di reprimere il dissenso e la libertà d’espressione. Tale situazione ha generato però un’onda di solidarietà nel mondo e in Italia dove si stanno moltiplicando le iniziative per chiedere la sua liberazione, anche su sollecitazione della stessa famiglia del ragazzo, di intellettuali, accademici, giornalisti e parlamentari. Anche l’amministrazione comunale di Pescara – ha proseguito l’assessore Martelli –, al pari di altre città italiane, ha deciso di aderire alla rete pro-Zaki, conferendogli la Cittadinanza Onoraria, riconoscendo il valore simbolico del suo operato, e vogliamo, in questo modo, accoglierlo a braccia aperte nella sua nuova comunità italiana, peraltro dando seguito all’ordine del giorno già approvato lo scorso 29 aprile in Consiglio comunale e formalizzando l’iniziativa con una delibera che tornerà in aula per l’approvazione formale definitiva. Attraverso la vicenda di Patrick Zaki vogliamo testimoniare la nostra vicinanza e solidarietà nei confronti di tutti coloro che in molte nazioni rette da governi dittatoriali e antidemocratici, vengono ingiustamente detenuti e condannati solo perché sospettati di far parte di associazioni o movimenti in difesa dei diritti civili e politici, e soprattutto ribadiremo la posizione del Comune di Pescara attento alla difesa dei valori di libertà, uguaglianza e democrazia sanciti dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e dalla Costituzione della Repubblica italiana”.

La delibera è stata intanto approvata all’unanimità dalla Commissione.

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