“È inaccettabile che l'etnia più grande tra tutte quelli presenti d'Europa ma anche d'Italia non vengano ammessi al Giubileo. La maggior parte dei rom sono Cristiani soprattutto in Italia e malgrado ciò non considerati dalla Chiesa che invece dovrebbe comprendere e aprire le porte proprio ai più discriminati e bisognosi. Il Giubileo è un momento importantissimo per tutti i Cristiani del mondo ed è un duro colpo per la popolazione romanì che di fatto si vede negato la celebrazione importantissima".
Così Giulia Di Rocco, assistente legale e attivista dei diritti umani, membro del Forum RSC istituito dall'UNAR (ufficio anti discriminazione razziale) presso il Ministero delle Pari Opportunità e presidente della Commissione per l'inclusione presso la Provincia di Teramo (la Prima Donna rom a ricoprire in Abruzzo e in tutta l'Italia questo incarico). La romanì abruzzese ha scritto una lettera di protesta e di preghiera a Papa Francesco, e ora la sua speranza è che il pontefice ci ripensi e ammetta anche i rom al Giubileo.
Di Rocco ha già incontrato sua Santità proprio in Vaticano nel maggio 2019 donandogli, a nome di tutto il popolo rom, la bandiera romanì. In quell'occasione lo stesso Papa Francesco ha chiesto scusa al popolo rom perché anche nella chiesa c'è razzismo. A distanza di anni da quelle parole, però, “ad oggi non sono ammessi nel Giubileo i rom”, evidenzia Di Rocco.