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PC e console? No grazie. Oggi il 90% dei player gioca da smartphone

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Il panorama del gaming globale si è oramai trasformato in modo radicale, con una netta predominanza dell’utilizzo degli smartphone rispetto alle tradizionali piattaforme (console e PC). Secondo i dati pubblicati da Dfc Intelligence, nel mondo ci sono circa 3,7 miliardi di videogiocatori: di questi, solo 300 milioni continuano a usare device dedicati come i PC da gaming o le console domestiche, dalla Playstation alla Xbox. La restante percentuale, pari al 90% del totale, preferisce giocare utilizzando il proprio telefono.

La diffusione capillare degli smartphone

La diffusione capillare degli smartphone ha modificato in modo netto, e per certi versi anche clamoroso, le abitudini dei videogiocatori. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica dei dispositivi mobile, la fetta di utenti che gioca ai videogame è aumentata in modo considerevole. Di fatto, il mobile ha "convinto" anche le persone che in passato non avrebbero mai acquistato una console, per via della facilità in termini di accesso. 

I telefoni di fascia media o alta oggi garantiscono delle prestazioni elevate, il che rappresenta un ulteriore incentivo per chi desidera godere di un'esperienza positiva e gratificante. Inoltre il lancio degli smartphone gaming ha ulteriormente alzato il livello qualitativo, stavolta destinato ai giocatori più esigenti. Va però detto che anche gli smartphone di fascia bassa, oramai, risultano adatti per il gaming, soprattutto se si parla dell'accesso ai browser games. Basti ad esempio pensare ai migliori siti casino online 2025, pienamente compatibili con qualsiasi telefonino attualmente in circolazione.

Un altro aspetto che ha spinto questa evoluzione riguarda il modello economico dei giochi disponibili su mobile. La maggior parte dei titoli viene distribuita con la formula del free to play, ovvero senza costi iniziali per il download. I ricavi vengono generati attraverso le micro-transazioni, che permettono ai giocatori di acquistare contenuti aggiuntivi, potenziamenti o personalizzazioni varie ed eventuali (come le skin). Questo modello si è rivelato molto redditizio, come dimostrano casi emblematici come Fortnite, che ha registrato entrate miliardarie nonostante l'accesso gratuito.

Gli altri fattori che hanno spinto il mobile

La frammentazione dell’offerta su console e PC rappresenta oggi un limite, rispetto alla semplicità d’uso degli smartphone. Sul mobile, l’accesso al gioco è immediato e l’aggiornamento del software avviene in modo automatico, e soprattutto non bisogna spendere soldi per i costosi upgrade delle componenti hardware.

Microsoft, consapevole di questo trend, sta valutando il lancio di una Xbox Mobile Platform, che porterebbe i titoli tradizionali della sua console anche sui dispositivi mobili, ovviamente con un'interfaccia ad hoc. Questa mossa dimostra quanto le grandi aziende del settore stiano rivalutando le proprie strategie sul medio e sul lungo periodo. L'obiettivo? Intercettare un pubblico che oramai si muove quasi esclusivamente all’interno dell’ecosistema smartphone.

La natura stessa del videogiocatore è cambiata. Se in passato si tendeva a distinguere tra casual gamer e giocatori assidui in base alla piattaforma utilizzata, oggi questa separazione non risulta più valida. Anche chi gioca quotidianamente su smartphone può essere considerato un gamer a tutti gli effetti: l’impegno, il tempo dedicato e l’investimento economico nelle micro-transazioni rendono l’esperienza mobile paragonabile, per molti aspetti, a quella su console o PC.

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