Partecipa a Pescara News

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Il gaming studiato dal punto di vista dei cybercriminali

Condividi su:

Il settore del gaming ha generato un fatturato di 2,243 miliardi di euro, confermandosi come uno dei comparti digitali più redditizi a livello globale. Questa crescita e l’elevato numero di utenti coinvolti lo hanno reso un obiettivo a dir poco strategico per i cybercriminali. Non a caso, gli attacchi informatici nel gaming sono aumentati fino al +415%: un dato che evidenzia quanto le minacce alla sicurezza di giocatori e aziende siano diventate parte integrante dell’ecosistema videoludico. I criminali informatici considerano il gaming un comparto prezioso, non solo per la quantità dei dati sensibili gestiti dalle piattaforme, ma anche per le abitudini degli utenti, spesso poco attenti alla sicurezza.

I dati sul cybercrime e il gaming

Il settore ha registrato un incremento del 21,9% rispetto all’anno precedente, e questa rapida espansione ha creato un’infrastruttura tecnologica complessa, non sempre protetta in modo adeguato. I sistemi delle aziende di gaming sono continuamente esposti alle vulnerabilità sfruttabili attraverso tecniche ben note nel mondo del cybercrimine, come la SQL injection, il cross-site scripting (XSS) e il credential stuffing. Questi metodi permettono agli hacker di accedere ai dati personali dei giocatori, alle loro credenziali di accesso e - in alcuni casi - direttamente ai portafogli digitali utilizzati per le micro-transazioni.

Il problema del cybercrime nel gaming colpisce tutti i settori. Ciò comprende anche i browser games, generalmente considerati più sicuri, per via della possibilità di giocare senza il download di un client. Nonostante ciò, in determinate nicchie conviene sempre fare molta attenzione. Una regola che vale ad esempio nel gambling, dove si consiglia di leggere le recensioni delle slot online non aams affidabili, prima di effettuare la registrazione su un portale di questa categoria.

Le tecniche più diffuse tra gli hacker

I gamers sono particolarmente esposti agli attacchi di phishing e al social engineering: due strumenti usati con frequenza dai cybercriminali per ottenere informazioni personali, o per indurre comportamenti che compromettano la sicurezza dell’utente. Le chat in-game, i messaggi diretti e le piattaforme esterne come Discord vengono spesso utilizzate per scopi tutt'altro che virtuosi: ovvero per diffondere link malevoli, o per convincere le vittime a installare componenti aggiuntivi che promettono vantaggi nel gioco, ma che in realtà contengono software dannosi.

Discord in particolare è diventato un canale preferenziale per la pianificazione e la coordinazione degli attacchi, sia contro i singoli giocatori sia contro le infrastrutture delle aziende. Gli hacker sfruttano la natura decentralizzata della piattaforma per scambiare istruzioni, condividere exploit e distribuire malware. Un accenno lo meritano gli attacchi DDoS, in aumento del +37% a livello globale, e che rappresentano una minaccia molto diffusa nel gaming.

Questa tipologia di attacco, che punta a sovraccaricare i server rendendo inaccessibili i servizi online, ha un impatto notevole sull’esperienza dell’utente e sulle performance aziendali. Le società di gaming colpite subiscono infatti numerose interruzioni operative, la perdita di dati e diversi danni alla reputazione del proprio brand. Da sottolineare il fatto che il gaming ha addirittura superato il settore della finanza, in termini di attacchi informatici ad alto impatto.

Condividi su:

Seguici su Facebook