Il padel sta vivendo un boom senza precedenti in Italia. In pochi anni i campi dedicati a questo sport sono spuntati su tutto il territorio nazionale, dai centri metropolitani ai piccoli comuni. Sempre più imprenditori e gestori di impianti sportivi valutano l’investimento nel padel come un’opportunità redditizia.
In questo approfondimento proviamo a offrire una panoramica neutrale e tecnica sugli step necessari per avviare un’attività in questo settore, analizzando i costi da affrontare e le possibili prospettive di guadagno, con l’obiettivo di fornire informazioni utili e verificate a chi intende inserirsi in un mercato in crescita.
Il fenomeno padel in Italia: un mercato in forte crescita
Negli ultimi anni il padel è passato da attività di nicchia a fenomeno di massa. Alcuni dati illustrano la rapida ascesa di questo sport: nel 2019 in Italia si contavano appena un migliaio di campi, mentre nel 2022 si è arrivati a circa 6.000 impianti.
Il numero di praticanti oggi supera il milione, un risultato impressionante se si pensa che i giocatori erano nel complesso poche centinaia di migliaia fino a qualche anno fa.
Di pari passo, è nata una vera e propria “Padel Economy”: secondo uno studio di Banca Ifis il comparto ha generato ricavi per circa 700 milioni di euro nel 2022, con la quota principale derivante dall’affitto dei campi da gioco. Ciononostante, la densità di campi per abitante in Italia resta inferiore a quella spagnola, segno che il mercato non è ancora saturo.
Come avviare un impianto di padel: step principali
Chi desidera aprire un centro padel deve pianificare con attenzione ogni fase del progetto.
In primo luogo è necessaria un’analisi di mercato locale: occorre valutare la domanda potenziale nella zona prescelta, la presenza di eventuali concorrenti (altri circoli o palestre con campi da padel) e identificare una posizione ben accessibile. In parallelo vanno considerate le questioni burocratiche: l’allestimento di uno o più campi richiede permessi comunali e autorizzazioni edilizie, oltre al rispetto delle normative urbanistiche e sportive. È importante verificare la disponibilità di spazi idonei (terreni o strutture esistenti) e ottenere tutti i nulla osta necessari alla costruzione.
Superata la fase autorizzativa, si passa alla realizzazione vera e propria. Questo step include la progettazione degli impianti e la scelta del tipo di campo. Esistono campi fissi permanenti (in cemento o acciaio) e campi smontabili da esibizione con elementi prefabbricati; inoltre bisogna decidere se creare campi all’aperto oppure al coperto.
I campi indoor offrono il vantaggio di essere utilizzabili tutto l’anno e con qualsiasi condizione meteo. Spesso si opta per la realizzazione di coperture o capannoni per padel dedicati, così da garantire un utilizzo continuo delle strutture anche nei mesi invernali o in caso di pioggia. La fase realizzativa comprende la predisposizione del campo da gioco con fondo e rivestimento idoneo (es. erba sintetica), l’installazione di pareti vetrate e recinzioni regolamentari, e l’impianto di illuminazione notturna. Non vanno trascurati i servizi accessori: spogliatoi con docce, un punto reception e magari un’area ristoro possono arricchire l’offerta rendendo il centro più attrattivo.
Una volta completati i lavori, l’attenzione si sposta sulla gestione e promozione dell’impianto.
Conviene affiliarsi alle federazioni sportive (in Italia la FITP) per poter organizzare tornei ufficiali e comparire nei circuiti federali. La strategia di lancio dovrebbe prevedere iniziative promozionali sul territorio e una presenza attiva online per farsi conoscere dalla community di appassionati. La definizione di tariffe competitive e formule di abbonamento per i giocatori abituali aiuta a fidelizzare la clientela.
Costi di realizzazione e voci di investimento
L’investimento iniziale per aprire un centro padel può variare sensibilmente in base alle dimensioni dell’impianto e alle soluzioni scelte. Il costo principale è rappresentato dalla costruzione dei campi: un singolo campo da padel costa circa 15.000–40.000 €, a seconda dei materiali impiegati e delle finiture.
A questa voce si aggiungono le spese per eventuali strutture di copertura (dalle tensostrutture ai capannoni in acciaio), che possono raggiungere decine di migliaia di euro per coprire più campi. Inoltre vanno considerati i lavori sul terreno (livellamento, fondazioni, allacciamenti), l’installazione dell’illuminazione e l’allestimento di servizi come spogliatoi e aree comuni. Sommando queste voci, allestire un piccolo impianto con 2 campi coperti e relativi servizi può richiedere circa 80.000–120.000 € di capitale iniziale.
Oltre agli oneri di avvio, vanno considerati i costi di gestione annuali. Questi includono la manutenzione ordinaria dei campi (pulizia, eventuale sostituzione periodica del manto erboso o di vetri e reti usurati), le utenze (illuminazione notturna, eventuale riscaldamento, acqua calda per le docce), l’affitto o ammortamento del terreno, le assicurazioni e il personale.
In generale la manutenzione di un campo da padel è piuttosto contenuta: un impianto ben realizzato richiede interventi minimi e può restare funzionale per 10–15 anni prima di sostituire le componenti principali. Il personale necessario dipende dalla scala dell’attività: un piccolo impianto con 2 campi può essere gestito quasi interamente dal proprietario con pochi collaboratori, mentre strutture più grandi richiedono personale dedicato all’accoglienza e alla manutenzione.
Prospettive di guadagno e tempi di rientro
Le potenzialità di guadagno di un centro padel ben avviato sono interessanti, specialmente nelle aree urbane dove la domanda è elevata. I ricavi provengono principalmente dall’affitto orario dei campi, ma anche da servizi accessori (lezioni private con istruttore, noleggio attrezzatura, vendita di bevande e snack). Il tariffario medio per il noleggio di un campo è di circa 30–40 € per un’ora e mezza di gioco, cifra in genere ripartita tra i quattro giocatori.
Considerando un buon tasso di occupazione – ad esempio 6–8 prenotazioni al giorno per campo nelle fasce orarie di punta – in impianti ben gestiti si possono ottenere incassi di 3.000–5.000 € mensili per campo, equivalenti a oltre 40–60 mila euro l’anno per ciascun terreno di gioco. Un piccolo centro con 2 campi, a regime, ha quindi la possibilità di fatturare intorno agli 80–100 mila euro annui soltanto dai noleggi.
In termini di redditività, il capitale investito può essere recuperato in tempi relativamente brevi se l’impianto lavora a pieno regime. In media il tempo di rientro è di circa 2–3 anni per un centro padel di piccole dimensioni, supponendo una domanda adeguata.
In condizioni molto favorevoli il break-even può scendere sotto i 2 anni, mentre in situazioni meno vantaggiose può allungarsi oltre i 4–5 anni. Occorre comunque tenere conto di alcuni rischi: una crescita troppo rapida dell’offerta di campi potrebbe ridurre i margini di guadagno, e la gestione richiede impegno costante sulla qualità del servizio per evitare di perdere clientela.
In sintesi
Avviare un centro padel può rivelarsi un’iniziativa imprenditoriale vincente se affrontata con un approccio razionale e orientato alla qualità. Sono determinanti un’analisi accurata del contesto, una pianificazione finanziaria realistica e un’attenzione costante alla soddisfazione del cliente. Con queste premesse, l’apertura di nuovi campi da padel può generare valore e contribuire alla diffusione di uno sport ormai entrato nelle abitudini di migliaia di persone.

