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Un bosco in città

Giornata di festa per la riapertura del Parco Caracciolo a Penne

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ogni importante città italiana è dotata di un giardino botanico che funge da museo all’aperto. Anche Penne, nel suo piccolo, ne ha uno, e dopo anni in cui è stato celato il suo splendore, verrà finalmente riaperto al pubblico.
Venerdì 12 giugno la cittadinanza celebrerà il recupero di una delle opere naturali ed architettoniche di cui è stata privata per troppo tempo. Un’intera serata all’insegna del divertimento e della cultura, organizzata dall’ Università della LiberEtà “Nicola Perrotti”, Italia Nostra e FAI (Fondo Ambiente Italiano), rappresenterà il punto di partenza per restituire a Penne un giardino ed un palazzo di cui disporre quotidianamente.  Si comincerà alle ore 19.00 con un Convegno dal titolo “Parco Caracciolo: Recupero di un bene ambientale ed architettonico”, tenuto all’interno del palazzo stesso dal presidente di Italia Nostra Antonio Di Vincenzo, il quale esporrà un percorso storico e presenterà il libro estratto da “Un bosco in città” del professor Antonio D’Angelo. A seguire si darà spazio alla videoart con l’Associazione Inangolo che, senza perdere di vista il protagonista della serata, regalerà uno spettacolo di immagini e musica a cura di Francesco Di Bernardo, Alessandro Rietti e Francesco Toppeta. Dalle ore 20.30 partirà la festa vera e propria, con musica dal vivo dei Raccolta Differenziata, dj-set con Toppet-One e aperitivo cenato a cura di due bar siti in Piazza Luca da Penne, che per l’occasione metteranno a disposizione le proprie prelibatezze enogastronomiche all’interno dello spazio. Due ulteriori opportunità verranno offerte ai partecipanti: la possibilità di vedere il video sul Parco Caracciolo realizzato nel 2008 da Antonio D’Angelo in collaborazione con Serena Valentini e Stefano Di Giacomo, e acquistare il libro redatto da Antonio Di Vicenzo inerente il suo intervento.
Al nome di una delle famiglie nobiliari più importanti d’Italia è legata una vasta area sita nel centro storico del paese, racchiusa tra le mura rustiche dello fortezza vestina. Al loro interno si trova un’esposizione permanente di tesori di ogni genere: l’imponente palazzo reduce da numerosi passaggi di proprietà, il cortile antistante e l’antico orto risalente alla prima metà del XIX  secolo. Ciò che in passato venne definito “giardino delle delizie” attualmente ospita 41 specie arboree ed arbustive e tra di loro è possibile ammirare tassi ultra centenari ed un arco naturale formato dall’unione di due aceri. Un vero e proprio bosco che, se curato con professionalità e costanza, potrebbe tornare a risplendere come cuore verde immerso nel centro del paese e divenire cornice perfetta per un palazzo da destinare ad attività culturali di ogni genere.
Il 12 giugno è una data simbolica che si spera entri negli annali della città come momento di rivincita, ma per arrivare a questo tanto lavoro è stato svolto e tanto ce ne sarà da svolgere in seguito. Tre associazioni differenti si sono unite per il raggiungimento di un obiettivo comune, dimostrando come le piccole realtà territoriali sono attive nel quotidiano e possono coesistere in una stessa area, non soltanto senza avere conflitti d’interessi bensì portando anche benefici alla collettività. Pulizia materiale del posto, ricerca negli archivi storici e coordinazione sono state fatte in perfetta sintonia e con il supporto del Comune di Penne, dal quale si spera un riscatto dell’intera struttura attualmente nelle mani della Comunità Montana. La promotrice dell’evento è stata l’Università della LiberEtà che, prima del convegno, sarà impegnata con la chiusura dell’anno accademico e l’introduzione di quello che partirà in autunno. Il presidente Tito Viola ha commentato con entusiasmo il raggiungimento di tale traguardo: «Proprio come ci siamo prefissati all’inizio, siamo riusciti ad unire diverse realtà e creare sinergie utili anche tra diverse generazioni che sono state in grado di collaborare e produrre ottimi risultati».

Francesca Di Giovanni

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