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Il sindaco Albore Mascia su sfratto immediato cittadino arrestato da via Caduti per Servizio

Il sindaco Mascia:"Ora basta"

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“Ora basta: chi usa gli alloggi popolari, a partire da quelli di proprietà comunale, per delinquere, per spacciare droga o addirittura armi, dovrà andarsene. E partiremo con l’inquilino arrestato stamane nel corso di un’operazione condotta dalla squadra mobile di Pescara in via Caduti per Servizio con droga e armi nascosti e scovati tra i mobili di casa: ricevuta una relazione sull’accaduto convocheremo la Commissione comunale alloggi per sancire l’immediata decadenza del diritto all’alloggio e la sua contestuale assegnazione a una famiglia avente diritto. A questo punto faremo scattare la tolleranza zero per garantire la serenità del rione di via Caduti per Servizio dove l’amministrazione comunale sta investendo risorse e mezzi per la riqualificazione di una zona soprattutto dal punto di vista sociale creando punti di aggregazione, come la nuova palestra, o il centro sociale gestito dall’Associazione ‘Amici per Fontanelle’”. Lo ha detto senza mezzi termini il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che in mattinata, non appena ha appreso la notizia dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile nell’ambito della lotta contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, ha allertato l’assessore alla Politica della Casa Isabella Del Trecco per mettere in atto tutte le misure necessarie per lo sfratto immediato del cittadino arrestato. “La misura è colma – ha detto il sindaco Albore Mascia -. Da due anni e mezzo stiamo lavorando per ripristinare un opportuno livello di sicurezza nelle nostre periferie, prestando un’attenzione particolare a via Caduti per Servizio e al rione Fontanelle, raccogliendo le istanze dei cittadini: abbiamo investito nell’apertura di un centro di aggregazione per i cittadini, affidato in gestione direttamente ai componenti dell’Associazione Amici di Fontanelle, e poi il ripristino del vigile di quartiere, la presenza di un punto di primo soccorso, l’avvio del cantiere per la realizzazione della nuova palestra polifunzionale e per l’organizzazione di una nuova viabilità con la rotatoria e la costruzione dei marciapiedi, e ancora la collaborazione con Don Max per garantire azioni sociali concrete nella zona. E poi abbiamo esteso l’intervento al rione San Donato-Fontanelle sul quale abbiamo avuto un incontro qualche giorno fa con Don Valentino Iezzi, per individuare la coincidenza tra opere cantierate dall’amministrazione e necessità dei cittadini. Oggi è arrivata la nuova operazione della Squadra mobile che ha però fatto emergere di nuovo la grave problematica sociale di via Caduti per Servizio, ossia la presenza negli alloggi popolari di cittadini che usano quegli stessi appartamenti per delinquere, per lo spaccio della droga e addirittura per la detenzione illegale di armi. Due le pistole scovate oggi dagli agenti, nascoste nel cassettone di una tapparella delle finestre, una scoperta che inevitabilmente ha fatto alzare il livello d’allarme nel quartiere, ma anche nella stessa amministrazione comunale che peraltro è proprietaria di buona parte degli alloggi popolari di via Caduti per Servizio per i quali stiamo mettendo in cantiere anche un progetto di riqualificazione. A questo punto, se da un lato è necessario proseguire la strada del tentativo di recupero di tali famiglie, dall’altro è fondamentale dare una prova forte alla città: ricevuta la relazione ufficiale dell’operazione odierna, convocheremo nelle prossime ore la Commissione comunale alloggi per lo sfratto immediato dell’inquilino dell’alloggio popolare comunale che ha utilizzato l’appartamento per svolgervi attività illecite, applicando una precisa normativa del nostro Regolamento che disciplina le procedure di assegnazione. Sancita la decadenza dell’alloggio, procederemo con il suo sgombero e con la riassegnazione a una famiglia che si trova in graduatoria. Da questo momento scatta la tolleranza zero: in via Caduti per Servizio vivono decine di famiglie oneste che studiano, lavorano, conducono una vita nel rigore e nel rispetto delle regole, famiglie che hanno diritto di rientrare nella propria casa con tranquillità e non devono aver paura del proprio vicino. Famiglie alle quali abbiamo il dovere istituzionale di garantire e restituire serenità allontanando chi delinque”.
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