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Conservatorio di Pescara: entriamo nel merito del Progetto

L’arch. Gianluigi D’Angelo documenti alla mano scopre le carte del progetto

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In questi giorni si è discusso molto del nuovo progetto del Conservatorio e dell’Auditorium, soprattutto su due aspetti che considero i più gravi: la “terza missione” e il presunto spacchettamento delle prestazioni professionali per ricondurre i servizi tecnici in ambiti che permettano affidamenti diretti, evitando procedure competitive. Su queste due questioni molto importanti ritorneremo in seguito e posso anticiparvi che ci sono numerosi e significativi livelli di criticità.

Contestualmente ho deciso di fare un passo ulteriore: ho analizzato l’intero progetto esecutivo e tutto il materiale reperibile del PFTE, per capire come è stato costruito questo lavoro, nel merito degli elaborati. Quello che emerge, già dalle prime verifiche, è sconcertante.

Per trasparenza e rispetto della professione, pubblicherò una serie di post a puntate, ciascuno basato su un fatto documentale verificabile e su domande tecniche puntuali.

PUNTATA 1 – AUTODESK EDUCATION nel PFTE

Ho esaminato gli elaborati del PFTE e in particolare la tavola 02_R01 – relazione tecnico-illustrativa.

Alle pagine 3-4-5 del PDF, lungo i margini, risulta presente (coperta volutamente da un rettangolo bianco per non farla leggere) la dicitura:

“realizzato con un prodotto Autodesk versione per studenti”

Questo non è un dettaglio grafico. Le licenze Educational sono gratuite e destinate, per loro natura, a finalità di didattica, ricerca accademica e sperimentazione, e non a impieghi commerciali/professionali. La presenza della dicitura può far sorgere il dubbio che l’elaborato derivi da ambienti non professionali.  Mentre noi liberi professionisti investiamo migliaia di euro in licenze commerciali in un lavoro pubblico da 15 milioni di euro troviamo elaborato con licenze gratuite per la finalità didattica. 

Emergono degli interrogativi:

Chi ha materialmente prodotto quell’elaborato (soggetto, struttura, ruolo)?

Con quale titolo e in forza di quale incarico formale?

Con quali strumenti software e con quali licenze?

Se si tratta di output accademici, perché sono stati inseriti in un PFTE di opera pubblica e chi ne ha validato l’uso?

Urge massima chiarezza, perché qui non è in gioco un’opinione, ma un principio: le regole devono valere per tutti, e i documenti di un’opera pubblica devono essere puliti, tracciabili e inattaccabili.

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