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Minori, allenare al futuro: dalla fragilità alla fiducia

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25 febbraio, presso l’Hotel Villa Maria di Francavilla al mare, si è svolto l’incontro dal titolo Minori, allenare al futuro: dalla fragilità alla fiducia, organizzato dal Soroptimist club Pescara, Inner Wheel, Fidapa Pescara e il Centro Studi Strategie di Genere ETS per ascoltare Christian Ricciardi assistente sociale esperto di disagio giovanile, Marianna Di Renzo progettista per Prossimità alle Istituzioni e Massimo Ippoliti coordinatore per il progetto educativo di strada e psicologo esperto in dipendenza della Cooperativa sociale On the Road.

Christian Ricciardi ha evidenziato le origini dell’associazione Prossimità alle Istituzioni sorta a Palermo e oggi operante anche a Napoli e Padova con Pescara come capofila per la progettazione. L’associazione contrasta il disagio giovanile, seguendo minori in condizioni di disagio e fragilità con progetti formativi e diverse attività dalla pratica degli sport, alle discipline artistiche, culturali e ricreative.

La dott.ssa Marianna Di Renzo ha illustrato il proprio lavoro di progettista, per vincere bandi che assicurino finanziamenti anche congrui. È necessario dare continuità a questi progetti e supportare le tante esigenze particolari di singole persone che spesso si creano e che non possono essere previste nei progetti. 

Christian Ricciardi ha detto che un solo giorno di esperienza di vita particolare può incidersi nella memoria dei ragazzi e diventare sostegno e spinta per la propria ricerca del sé, ma questo deve ugualmente farci lavorare per cercare, secondo i vari ambiti, continuità di azione.

Andrea Papa protagonista della vita sportiva pescarese nel surfing, che in numerose occasioni ha offerto esperienza e competenza in queste iniziative di aiuto, ha sottolineato quanto sia difficile lavorare per certe forme di burocrazie e quanto i ragazzi siano cambiati anche nelle espressione di motricità. Bisogna fermare questa progressione di distacco e disinteresse per riuscire a dare nuova forza ai minori. 

Massimo Ippoliti ha scosso i presenti con la sua esperienza a contatto con i minori ed ha animato una riflessione collettiva sui millenials che diventati genitori non sono stati capaci di veicolare l'uso della tecnologia ai propri figli. I ragazzi non sono problematici ma vivono i problemi perché abbiamo attraversato in modo troppo veloce cambiamenti sostanziali. I ragazzi che sono sempre più soli in casa prendono da internet tutto quello che hanno bisogno e hanno rispetto a noi grandi differenza nella percezione emozionale. Sono sollecitati continuamente a vivere oscillazione emozionale 

I giochi sulla consolle, le play station di anni fa, usati per periodi di tempo limitati insegnavano obiettivi e finalità e problem solving. Non solo riflessi oculo motori. 

I bambini e ragazzi non hanno più luoghi dove incontrarsi, si sentono, soli nelle loro case, in rete con il mondo essi stessi cittadini del mondo. Sono isolati davanti ai social che diventano la loro bibbia e offrono senza controlli tutto quello che desiderano.

Non cercano altro, non chiedono aiuto.

I ragazzi più problematici non li abbiamo trovato a nei quartieri periferici ma in quelli centrali. 

Dobbiamo riuscire a porre un filtro alle emozioni che si vivono sui social, e che allontanano sempre più dalla vita reale. 

Ha concluso i lavori la Presidente del Soroptimist di Pescara Annarita Frullini che ha invitato ad un lavoro di rete fra associazioni, diretto agli aduli, genitori e insegnanti, perché si possa conoscere realtà che ci sfuggono e ristabilire una sinergia operativa. È la società tutta ad essere in confusione e gli adulti devono trovare un sistema preventivo per supportare i ragazzi.

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