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Maxi frode scoperta dalla finanza di Chieti. L'attività criminale si svolgeva anche a Pescara

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La Guardia di Finanza di Chieti ha quest'oggi scoperto una frode fiscale di 295 milioni di euro ed ha denunciato a piede libero 42 persone alla Procura della Repubblica di Chieti.  In particolare le Fiamme Gialle hanno accertato, in quella che è stata ribattezzata 'operazione Carinzia', un danno ingente al fisco.

Fra i denunciati spiccano sei persone, ritenute al vertice del sodalizio, che devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e all'omessa dichiarazione, con l'aggravante della transnazionalità ovvero del fatto che il reato è stato commesso in diversi Stati. Il meccanismo della frode, secondo quanto hanno ricostruito le Fiamme Gialle attraverso indagini e riscontri documentali, era basato su operazioni tra soggetti che avevano sede in diversi paesi membri della Comunità Europea finalizzate ad aggirare le norme sul regime Iva degli acquisti intracomunitari. In sostanza la merce veniva acquistata in esenzione da imposta da soggetti giuridici esteri la cui localizzazione in Austria, Polonia e Slovacchia è risultata fittizia in quanto la loro attività si svolgeva di fatto in Italia, tra Pescara, Francavilla al Mare e Ripa Teatina. La merce veniva rivenduta successivamente ad acquirenti italiani.

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