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La storia del Circolo Aternino nel documentario "Circolo Aternino - Ieri e Oggi"

Il 22 luglio il documentario di Umberto Santoro e Raoul Verzella sarà proiettato in largo dei Frentani

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Se la città avesse la capacità di analizzare la sua storia recente, arriverebbe alla comprensione che su di essa si proiettano ancor oggi virtù, pregi, comportamenti ed abitudini che risalgono all'epoca in cui si era all'interno delle mura antiche.

Potrebbe così dotarsi di uno strumento utile per migliorare la vocazione cittadina.

Umberto Santoro

 

Scheda Filmato:

"Circolo Aternino - Ieri e Oggi"

Testi Umberto Santoro
Regia Raoul Verzella
Durata 54 minuti.

 

Due secoli di memoria fra la gente del Centro storico.

Il Circolo Aternino nasce nel 1834. La sua storia interagisce all'unisono con le vicende cittadine evidenziando una fase cruciale di transizione per Pescara, ubicata in quel momento ancora all'interno della fortezza.

Eventi quali l'unità d'Italia, l'arrivo della ferrovia, l'abbattimento delle mura della fortezza, la costruzione del ponte viario, la scoperta dell'arenile, l'avvio delle prime stagioni balneari si rincorreranno a catena caratterizzando la fine del secolo con i prodomi dell'incombente trasformazione.

All'interno dell'edificio storico di Piazza Garibaldi comincerà a prendere corpo l'idea della città dei primati e degli eventi che condurrà in modo veloce Pescara all'attenzione della Nazione intera.

Il tutto è stigmatizzato nel filmato "Circolo Aternino- Ieri e Oggi" inserito fra le manifestazioni de "Il Fiume e la Memoria" del 2016, che sarà proiettato

Venerdì 22 luglio- ore 22,30 - Largo dei Frentani - Pescara - ingresso libero.

Un documentario contrassegnato da numeri importanti che trasmettono l'idea di una complessità nella realizzazione che all'inizio nessuno avrebbe potuto supporre.

5 voci narranti – (Milo Vallone- Elia Iezzi-Tiziana di Tonno- Alberto Cantarini-Serena Magazzeni)- con finale di Germano D'Aurelio.

Un nutrito corpo operativo, quasi da cast cinematografico.

Più di 20 persone avvicendate in operazioni di fotografia e ricerca, in riprese aeree e al suolo, in operazioni di costumeria antica e di registrazioni sonore, in interviste varie sul campo, fra cui spiccano quelle al Prof.Colapietra, al Dr Tiboni ed al Prof.Ciglia.

Un percorso arricchito da ricerche di archivio, revisioni universitarie, foto e filmati d'epoca,

Ore e ore, soprattutto notturne, negli studi dedicati alle registrazioni, al mixer, alla regia e montaggio per generare quello che lo stesso Colapietra definisce "un importante contributo alla storia di Pescara".

La memoria nella memoria

La storia del Circolo si sviluppa ovviamente in un ricamo scenografico originale.

Nel frangente, la proiezione del filmato all’interno del medesimo contesto urbano, pur modificato nell'elevato, concederà agli spettatori comunque l'illusione percettiva del tempo ritrovato.

Spizzico, Brandano, Cascella, D'Annunzio, D'Amico, Flaiano, Ferruggia, Farina, Vicentino Michetti, Vittorio Pepe, insomma tutti i personaggi più conosciuti e chiacchierati del documentario, potranno nell'occasione ritornare a dialogare quasi d'incanto in un familiare contesto scenografico e modulare meglio il messaggio rivolto allo spettatore.

Una sceneggiatura nella sceneggiatura che permetterà di rivestire di antica umanità quegli spazi che avrebbero oggi bisogno di migliore attenzione e considerazione da parte della comunità.

La storia è maestra di vita, ma di discepoli sul centro storico ne ha trovati ben pochi.

Le voci del Circolo, rimaste integre per un secolo, cessano definitivamente con il crollo della struttura a seguito dell'incursione aerea del 17 settembre 1943.

Quanto accade nel prosieguo, a voce spenta, è sotto gli occhi di tutti.

Il martirio degli spazi urbani e le sconsiderate riedificazioni rappresentano solo uno sgradito esempio.

E tuttora la Città non riesce a riappropriarsi in maniera convinta ed adeguata di quegli spazi, come accadrebbe, in modo del tutto naturale, in qualsiasi altro punto storico del Paese.

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