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L'uomo uccello di Mattia Labadessa

Il giovane art designer napoletano al FLA 2016 di Pescara

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Seconda giornata del FLA2016 e fra i numerosi protagonisti presenti, abbiamo incontrato il giovanissimo Mattia Labadessa, 23 anni, napoletano, divenuto in pochi mesi un vero fenomeno virale, grazie ai divertenti e irriverenti sketch, pubblicati sulla sua pagina facebook, protagonista un antropomorfo uomo-uccello.

Da pochissimo, grazie alla recente collaborazione con la casa editrice Shockdom, è stato stampato il suo primo libro, Le cose così, con i disegni che vedono protagonista il suo personaggio. Amato, odiato, celebrato e smitizzato, come lui stesso ha ammesso, le sue provocazioni non sembrano concedere mezze misure. Lo abbiamo incontrato e intervistato per voi, prima del poco formale incontro con i tantissimi fans accorsi al Circolo Aternino, nel pomeriggio di oggi, accompagnato dal bravissimo Stefano Antonucci, in pratica suo mentore, in questo momento anch’egli agli onori delle cronache grazie ai primi tre numeri (dei quattro previsti) finora stampati e editi, di Quando c’era LVI, forse il fumetto satirico più celebrato del momento, prodotto con Daniele Fabbri e Mario Perrotta. A fare gli onori di casa è stato invece chiamato Francesco Brescia, il direttore artistico del Satyricom, la rassegna nazionale di satira web, che si tiene ogni anno a Pescara, nel mese di giugno.

Ciao Mattia, benvenuto a Pescara, raccontaci del tuo rapporto con Stefano Antonucci.

Antonucci mi sta guidando in quest’avventura, per me completamente nuova, tra l’altro essendo lui il grafico della Shockdom, mi ha subito riempito di consigli fondamentali nel corso della preparazione di questo mio primo libro, accompagnandomi ora in giro per l’Italia, in fiere ed eventi come quello odierno. Si è creato un bellissimo rapporto, sia con lui sia con gli altri collaboratori di questa casa editrice, che sono felicissimo di aver scelto.

Che cosa pensi, a proposito dei tuoi nuovi amici, del grave episodio d’intolleranza, che li ha visti vittime e involontari protagonisti, nel corso del Romics dello scorso aprile, per opera di un leader di CasaPound?

Beh, penso che siano str…. te, dispiace solo per la casa editrice e per i tanti volumi che sono stati rovinati, ma sono episodi che davvero lasciano il tempo che trovano. Tra l’altro, indirettamente hanno anche fatto loro un favore, giacché se ne parla così diffusamente, una cosa davvero stupida quindi.

Parliamo ora del tuo personaggio, della genesi e di come intendi ancora svilupparlo, se ci stai già pensando.

Guarda, io lo ripeto sempre, è nato tutto per puro caso, istintivamente, così come anche la scelta grafica dei colori. Un progetto nato lo scorso dicembre, che sta procedendo davvero bene, bruciando le tappe. Ora sta acquisendo una sua identità, poiché inizialmente si presentava con un’espressione molto diversa da quella attuale, più cupa, mentre in seguito, ispirandomi anche ai miei studi di art designer presso l’accademia di belle arti, ha conquistato l’attuale stile minimale, molto vicino alla grafica, diventando quello che è adesso. Oggi posso finalmente dire, quando penso al mio personaggio, che possiede una sua personalità. Di sicuro lo curerò ancora per parecchio tempo, consapevole però che dovrò rinnovarmi, com’è giusto che sia, non immediatamente, perché il libro è appena uscito, ma in seguito inserirò nuovi personaggi.

Se un domani dovessi ricevere la chiamata di un’importante casa editrice, ad esempio la Sergio Bonelli, che ultimamente, come un po’ tutte d’altronde, sta sperimentando nuove produzioni, cosa risponderesti?

Non mi sento legato al fumetto. Ti confesso che ho avuto già contatti con altri editori importanti, ma per ora mi trovo benissimo con la Shockdom, che sta curando il mio lavoro e la mia persona in maniera pressoché perfetta.

Una delle principali fonti d’ispirazione, soprattutto per chi, come te, intraprende questa carriera con uno stile certamente alternativo, è la figura di Andrea Pazienza. Lo è stata anche per te?

Certamente lo conosco, ma in realtà non mi sono mai basato su nessuno che fosse un fumettista. Potrebbe sembrare anche strano, ma io con il mondo del fumetto, almeno come appassionato, c’entro poco.

Il prossimo progetto in cantiere?

Sto lavorando insieme con un amico a una nuova pubblicazione, una storia questa volta, sempre per la Shockdom.

L’Uomo uccello è un personaggio che può piacere a chiunque?

Ho notato che c’è un target abbastanza vasto fra i miei lettori, dai diciottenni, fino ai trentenni, ma anche quarantenni. Donne, uomini, persino ragazzini e questi ultimi sono proprio quelli che fanno le riflessioni più importanti, anche sulla morte. I temi che tratto avvicinano davvero chiunque, non esistono regole fisse.

Qual è la tua ambizione professionale?

Il mio è un lavoro “onesto”, la mia ambizione è di poter continuare a realizzare libri, che danno la possibilità di evitare tutti i limiti imposti da un social network come facebook, quindi divertirmi anche di più. Non rinnego assolutamente la pagina che mi ha fatto conoscere, ma lì mi sento davvero poco libero di raccontare e raccontarmi.

Per finire, qualcuno profetizza che presto o tardi non si stamperà più su carta, ma esclusivamente in digitale, tu cosa ne pensi in merito?

In fondo è solo una questione di praticità. Abbiamo i mezzi, il progresso va sfruttato. Rispetto il passato, che non deve essere eliminato, ma diventerà una nicchia per soli appassionati. In ogni modo l’una non esclude l’altro, non credo esista un vero problema.

Grazie Mattia e buon lavoro.

 

Foto I. Barigelletti

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