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Processo a D'Annunzio

Serata finale della Settimana Dannunziana

| di Fabio Rosica
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il concerto di Edoardo Bennato allo Stadio del Mare di Pescara ha chiuso questa III edizione della Festa della Rivoluzione, ma in serata, poco prima, all'interno della consueta cornice dell'Aurum, si è svolto un inconsueto e affascinante processo a Gabriele D'Annunzio.

Nelle vesti del Vate non poteva che presentarsi lo storico Giordano Bruno Guerri, mattatore e protagonista di tantissimi incontri svoltisi durante questa edizione della Settimana Dannunziana. Presidente della giuria il sindaco di Pescara Carlo Masci. Avvocato difensore di D'Annunzio il direttore del TG2, Gennaro Sangiuliano. I noti giornalisti Marcello Veneziani e Paolo Corsini hanno partecipato in qualità di testimoni.

La pubblica accusa ha puntato il dito in particolare su tutte le idee rivoluzionarie e intrise di modernità che il Vate ha prodotto nell'intero arco della sua esistenza, che avrebbero condizionato in negativo la società attuale. L'istrionico Guerri, un D'Annunzio quanto mai credibile, ha immediatamente esordito con un'affermazione che non lasciava nulla all'immaginazione: "Il processo alla mia persona non è per aver tentato di superare l'uomo, ma per l'averlo sicuramente superato!". Detto ciò ha poi ribattuto punto su punto alle accuse, spiegando che ogni sua idea ha positivamente intriso il futuro degli italiani, anche se essi non se ne rendono ancora pienamente conto. D'altronde, ha ribadito Gennaro Sangiuliano, a nessuno degli uomini che hanno fatto la Storia è stata riconosciuta in vita la loro grandezza, basti pensare a Dante Alighieri, Cristoforo Colombo, Galileo Galilei, Giordano Bruno e altri ancora. Grazie anche alle parole dei testimoni, al termine del processo il Presidente Masci ha letto la sentenza, chiaramente di piena e totale assoluzione, approvata dal pubblico (la giuria popolare) con uno scrosciante e convinto applauso.

Qualche piccola defiance da parte dell'organizzazione, nel corso di queste intense nove giornate, non hanno di certo scalfito l'ampiezza di questo evento. D'altronde, come ha spesso ricordato Lorenzo Sospiri all'inizio dei vari appuntamenti che si sono succeduti, è stata davvero un'operazione complessa e, per questo, pienamente riuscita.

Sperando che i fondi raccolti per la ricostruzione della Pineta Dannunziana saranno sufficienti almeno per i primi lavori di ripristino, non resta che salutarci e darci appuntamento per l'edizione del 2022.

Fabio Rosica

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