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"LiberaLiberata", diretto e interpretato da Milo Vallone, chiude la 2a edizione di "S.E.I. a Teatro"

L’appuntamento è per mercoledì 15 maggio alle ore 21 presso il Teatro Cordova

Redazione
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Mercoledì 15 maggio alle 21, presso il Teatro Cordova, all’interno della rassegna “S.E.I. a Teatro” (Storie E Ideali a Teatro), si terrà la replica dello spettacolo “LiberaLiberata…l’importanza dei nonni”, diretto e interpretato da Milo Vallone. Lo spettacolo che omaggiando la Giornata internazionale della famiglia, chiude il ciclo di sei appuntamenti proposti in questa seconda edizione, sia nei matinée per le scuole che la sera per il pubblico adulto, è prodotto dalla TAM TAM Communications ed è la messa in scena di un testo autobiografico scritto da Angelo Lupo Timini.

Lo spettacolo che si avvale della commistione dei linguaggi cinematografici e teatrali, segue l'innovazione del progetto ideato dal regista abruzzese ormai una quindicina di anni fa e da lui chiamato "CineprOsa". Questa formula di proposta artistica vede appunto la ricorrente alternanza delle due arti in un continuo rimbalzo narrativo tra palco e schermo affidando al linguaggio audiovisivo parte della narrazione e non concependolo come solo elemento di scenografia dinamica.

“LiberaLiberata” chiude quindi la seconda edizione della rassegna “Storie e Ideali a Teatro”, organizzata con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara. Ingresso: 8 euro. “Nel raccontare la storia di Liberata, una nonna, in realtà raccontiamo la storia di un uomo, Angelo, suo nipote ed è proprio in questo splendido inanellarsi di consegne (che il testo esprime), è in questa bellissima staffetta di insegnamenti che da una generazione “anziana” passa a quella “giovane” che ho tratto l’ispirazione per adattare e costruire questo cine-spettacolo”, spiega Vallone.

“La pièce - aggiunge - è stata dunque concepita essa stessa, come fosse una specie di “lezione” proprio per voler continuare a forgiare gli anelli di una sorta di catena della memoria che rappresenta la più prossima possibilità salvifica che abbiamo: imparare. La vita di Liberata è stata tutta una continua lezione, un continuo insegnamento. E come l’etimologia ci ricorda, insegnare deriva da “incidere, imprimere dei segni”. Nel frequentare questo testo, ho quindi riscoperto la voglia di essere “inciso” dai segni di chi ci ha preceduto”.

E conclude: “Ho riscoperto il gusto di voler essere nipote, studente, allievo. Ed è stata una pratica che è andata ben oltre quelle dinamiche professionali che impongono ad un regista e soprattutto ad un attore, di immedesimarsi. È stato proprio un gusto. Il gusto di voler imparare, fino ad esserne inciso, dai nonni e dal loro inestimabile patrimonio di vita e umanità. Il gusto di voler essere nipote, studente e allievo di Liberata e di tutti quei nonni che Liberata da donna davvero libera, straordinariamente, rappresenta”. 

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