Domenica 26 gennaio, presso l’Officina del Gusto dell’Istituto Alberghiero di Pescara si è svolto un nuovo Open Day dal titolo Festival dei vini e dei vitigni autoctoni Abruzzesi, aperto alle famiglie, agli studenti e a tutti i cittadini di Pescara, per far conoscere il settore vitivinicolo abruzzese che è pilastro dell’economia, espressione e vanto delle tradizioni enogastronomiche abruzzesi.
Tante le aziende e gli estimatori e studiosi del settore in sala: le Donne del Vino Abruzzo, Città del Vino, Unione Cuochi Abruzzesi, Associazione Cuochi Pescara, AMIRA Abruzzo e Molise, AIS delegazione Pescara, ABI Professional Abruzzo e Molise, Terre dei Vestini Montepulciano d’Abruzzo.
Al tavolo dei relatori l’imprenditore Vitivinicolo Azienda Lampato Tommaso Patricelli, l’imprenditore dell’Azienda Marramiero e Presidente dell’Associazione Terre dei Vestini Enrico Marramiero, il Responsabile regionale del Servizio Fito Sanitario Domenico D’Ascenzo e il Presidente Nazionale di Città del Vino Angelo Radica.
La Dirigente della scuola Alessandra Di Pietro presentando i relatori e ringraziando tutti i presenti ha detto:
“Obiettivo degli Open Day speciali è far conoscere agli studenti e alle famiglie i possibili sbocchi lavorativi che i percorsi formativi della scuola possono prospettare. Oltre a ciò obiettivo dei corsi di studio è formare professionisti che siano in grado di promuovere al meglio la nostra regione e il turismo enogastronomico anche attraverso le eccellenze del nostro territorio. Protagonisti di questo processo siamo noi a formare la futura generazione di professionisti in questo settore. Non da soli ma con associazioni che operano nel territorio con grande competenza. Attraverso la formazione le giornate intense di preparativi degli Open Day diventano formativi perché i ragazzi lavorano per organizzare l’evento.
Oggi il settore vitivinicolo è un settore importate simbolo di tradizioni e identità culturale del territorio. L’incontro di oggi pone sul tappeto argomenti di riflessione e di approfondimento come l’importanza della formazione che attraverso il vino porta alla conoscenza del territorio”.
Dopo i saluti della Dirigente, il Sindaco Carlo Masci ha parlato della grande qualità scolastica dell’Istituto Alberghiero, che forma professionisti dell’accoglienza sempre aggiornati alle esigenze del territorio, e fa conoscere le tradizioni enogastronomiche attraverso lo studio attuale e storico dei prodotti della terra come il vino, l’olio.
Tommaso Patricelli, noto imprenditore, proprietario della cantina Lampato ha parlato dell’importanza dell’imprenditore agricolo vero custode della natura che preserva i prodotti che essa ha donato. Il comparto vitivinicolo abruzzese è molto importante anche economicamente rappresentando il 60% del valore totale della produzione regionale. Anche i vitigni cosiddetti minori come il pecorino, la passerina, la Cococciola hanno un’importante valore produttivo.
Il ruolo del viticoltore è veicolare le eccellenze in tutto il mondo parlando dell’Abruzzo, di Pescara e di Terre dei Vestini e non solo del vino ma anche delle altre produzioni che si sono affermati come i tondino del Tavo, il pomodoro a pera d’Abruzzo, il pecorino e l’olio aprutino pescarese riconosciuto a livello nazionale. Parlare di viti è fondamentale informando anche le nuove generazioni dell’utilizzo del vino non solo come bevanda ma come conoscenza del territorio. Oggi il Montepulciano è anche il cerasuolo vino fresco con la vinificazione in bianco come il montepulciano e Il pecorino altro vino che si sta affermando con spumantizzazione con un raccolto precoce o tardivo.
Enrico Marramiero, Presidente dell’associazione Terre dei Vestini con il suo intervento ha sottolineato l’importanza per le cantine di diventare vero luogo di diffusione della cultura vinicola regionale diffondendo la conoscenza della territorio interessato. Le terre dei Vestini sono un territorio pescarese e l’associazione è nata per arrivare alla DOCG, riconosciuta solo in Italia, ed è binomio qualità. Quindi due DOCG uno a Casauria e un’altra per le Terre dei Vestini. In altre regioni i vini sono conosciuti anche solo indicando il nome delle città. Il vino Montepulciano è rappresentativo delle Regione e con la divisione del territorio si possono rilevare differenze epigenetiche dalla costa alla collina per le condizioni climatiche diverse. La creazione di una sottozona permette di fare progetti diversi che hanno lo scopo di intraprendere il cammino che porta alla conoscenza delle stesse che devono cambiare parlando del territorio in materia integrata. L’Alberghiero è una tessera del puzzle importante per il territorio. Bisogna impegnarsi tutti insieme organizzando eventi culturali e formando nuovi imprenditori dell’accoglienza. Il pecorino, ad esempio, è l’espressione di una cultura che racconta la transumanza, la storia dei pascoli dove le pecore si arrampicavano per mangiare il vitigno. Il vino non deve essere solo il prodotto, ma la qualità del vino si deve unire all’accoglienza alberghiera. Le cantine devo fare sinergia tutte insieme e la collaborazione con la scuola è importante affinché i ragazzi che si formano possono raggiungere l’obiettivo proposto.
Domenico D’Ascenzo, responsabile servizio socio sanitario regionale, ha parlato del grande tema della formazione e della tutela dell’ambiente. Bisogna conoscere quali sono gli strumenti di supporto che consentono agli imprenditori di approcciare meglio gli argomenti che riguardano la difesa sanitaria del territorio stimolando la formazione di norme che vadano incontro alle esigenze degli imprenditori senza trascurare le esigenze del territorio.
La conoscenza permette di capire quale sia la differenza degli organismi modificati da quelli a cui sono state applicate tecnologie scientifiche che danno la possibilità di avere delle piante che possono produrre in maniera sostenibile.
Molto importante è la formazione e l’informazione che uno studente deve avere per conoscere le nuove tecniche e la loro evoluzione. Non si può pensare che l’agricoltura antica sia riproponibile e con la formazione e l’innovazione si comunica la qualità dei prodotti in agricoltura al passo con la modernità e la sostenibilità. Si deve, dunque, fare sistema per trasmettere e far capire la valorizzazione del territorio facendo conoscere le nuove tecniche produttive.
Angelo Radica sindaco di Tollo e Presidente nazionale dell’associazione nazionale Città del vino nata nell’87 che raccoglie circa 500 città italiane.
Radica ha parlato dell’associazione da lui presieduta che si costituì il 21 marzo 87 ad opera di 39 sindaci riuniti in una enoteca a Siena 39 sindaci. Oggi la viticoltura italiana è sana nel 1975 la media di consumo pro-capite di vino era litri 104, nel 2010 di litri 55, nel 2012 di litri 40 litri e attualmente di litri 29,5. Il vino non è un alimento che fa male se però bevuto con moderazione e in relazione alle altre pietanze consumate, ma differente è l’abuso che se ne fa come per altre bevande e alimenti.
Per il turismo è necessario la formazione e l’informazione iniziando dalle scuole facendo conoscere la qualità e l’uso del vino e qual è la differenza tra consumo moderato e abuso. Bisogna bere bene con prodotti sani e conosciuti. Bisogna imparare a fare accoglienza e questa non può essere solo da parte dell’imprenditore, ma anche da chi gestisce la pubblica amministrazione che deve provvedere a garantire la raggiungibilità della cantina primo step dell’accoglienza.
La formazione ha poi concluso Radica deve essere fatta su tre livelli: formazione scolastica di base, formazione post diploma come con i corsi ITS, e la formazione continua con quella di alto livello. L’imprenditore può non avere la conoscenza necessaria per accoglienza dei possibili ospiti, ma veri esperti possono sopperire a tale mancanza. La legge nazionale 10 agosto 2020 ha parlato di enoturismo regionale e quindi è indispensabile creare figure sia all’interno dell’impresa sia di esperti esterni che possano far conoscere il prodotto aziendale e l’informazione su tutto il territorio che comprende le tradizioni locali, il patrimonio naturale e architettonico.
Il turismo deve entrare nella vita quotidiana dell’agricoltura e quindi la conoscenza e l’accoglienza sono fondamentali per la riuscita del progetto.