"Fatemi godere questa festa, fate sentire l'urlo dei lupi abruzzesi, altro che spifferi sardi". Così il governatore abruzzese Marco Marsilio (foto Roberto Di Blasio) nel comizio di chiusura del centrodestra a Pescara in vista delle elezioni regionali in programma domenica. "Pensano di farci paura perché una presidente sarda eletta per un soffio di voti viene qui a fare campagna elettorale contro di me - aggiunge - ma la notte del 10 marzo festeggerò con una sola sarda che è mia moglie, e non la presidente della Sardegna", dice Marsilio riferendosi ad Alessandra Todde.
Con la vittoria in Abruzzo "proverò a restituire solo un pezzetto dell'amore che mi dedica perché non riuscirò mai a pareggiarlo. Noi siamo gente fatta così, che ha pudore dei propri sentimenti, per questo mi fa fatica anche dire 'ti amo'. I miei familiari che vengono infangati in questi giorni da certi quotidiani e da certi soggetti, ma lasciamo perdere, non meritano troppa attenzione”.
“Continuo ad essere insultato perché non sono nato in Abruzzo, io sono abruzzese da sette generazioni: quanti possono dirlo di quelli che mi insultano?”, si è poi chiesto Marsilio. “5 anni fa l'Abruzzo era fuori dalla carta geografica. Era ultimo nella graduatoria per le spese europee e oggi lo lasciamo che ha rialzato la testa. Abbiamo portato qui la Rai con Cartoons on the Bay. Oggi tutto il governo sta in Abruzzo, questo è il mio popolo e la mia gente, io non faccio come altri che se ne sono scappati, resto qui", ha infine puntualizzato il presidente uscente. “Nu semme nu… e vincemme nu!”.

