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Giaccio (Ugs): "Il 61% dei giovani ha votato No, le nuove generazioni non sono disposte a cedere la propria voce"

Redazione
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"L'esito del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 ci consegna una fotografia inequivocabile del Paese reale, una realtà che l'attuale maggioranza ha cercato in ogni modo di ignorare e, ancor peggio, di marginalizzare. La bocciatura di questa riforma non è solo un atto di difesa dei pesi e contrappesi della nostra Costituzione, ma è una clamorosa lezione democratica impartita da chi in questo Paese rappresenta il futuro: le nuove generazioni". Così Alex Giaccio, Unione dei Giovani di Sinistra Abruzzo, sull'esito del referendum. 

“Abbiamo ascoltato per mesi le dichiarazioni arroganti di esponenti del Governo Meloni, impegnati a dipingere una riforma divisiva come la volontà unanime della nazione. Eppure, dietro la retorica, le azioni dell'esecutivo sono state mirate a restringere gli spazi di partecipazione democratica. La bocciatura del voto fuorisede in Parlamento non è stata un incidente di percorso o un problema tecnico: è stata una scelta politica cinica e deliberata. Hanno tentato di escludere dalle urne centinaia di migliaia di studenti e giovani precari, consapevoli che proprio quella fascia demografica avrebbe respinto con forza lo stravolgimento della Carta costituzionale. Ma il calcolo politico di Palazzo Chigi si è rivelato un boomerang. I giovani hanno risposto con un'affluenza straordinaria, organizzandosi per superare ogni ostacolo logistico ed economico”. 

Poi Giaccio aggiunge: "Il dato è schiacciante e non ammette repliche: il 61% dei giovani ha votato No. Questa è la dimostrazione palese che le nuove generazioni, le stesse che da tempo chiedono giustizia sociale, climatica e diritti, non sono disposte a cedere la propria voce e a barattare l'equilibrio democratico per assecondare le ambizioni accentratrici di questa destra. Oggi, con responsabilità istituzionale, non cadremo nella trappola di urlare in modo sterile alle dimissioni immediate del Governo. Tuttavia, la portata di questo voto non può essere minimizzata. È un avviso politico inequivocabile, un cartellino giallo che sta a significare una cosa sola: Giorgia Meloni non ha mai rappresentato, e tantomeno rappresenta oggi, la maggioranza degli italiani. Hanno confuso una vittoria elettorale — viziata da un astensionismo record — con un mandato in bianco per ridisegnare da soli le regole del gioco. I cittadini li hanno fermati. Questo risultato ci indica che esiste un'Italia viva, partecipe, ecologista e profondamente democratica, pronta a fare da argine alle forzature della destra. È da questa energia, dai nostri giovani e dalla difesa instancabile dei diritti, che l'opposizione deve ripartire per costruire un'alternativa reale e credibile".

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