SOCIETÀ E SALUTE
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Rischio suicidario tra i giovani, Assunta Di Basilico: «La prevenzione comincia dall’ascolto»
La pedagogia richiama attenzione preventiva a famiglie, scuole e istituzioni a una responsabilità condivisa: riconoscere precocemente i segnali del disagio, rafforzare i presìdi educativi e attivare tempestivamente la rete dei servizi sanitari. «Intervenire ai primi segnali di sofferenza può interrompere l’isolamento, contenere il rischio e accompagnare il giovane verso un percorso qualificato di aiuto e di cura».
Contributo psicopedagogico della Dott.ssa Assunta Di Basilico
La sofferenza adolescenziale cambia spesso linguaggio prima di diventare emergenza. Può manifestarsi attraverso la rabbia, il ritiro, l’abbandono delle attività amate, un improvviso calo scolastico, l’autolesionismo o una presenza digitale sempre più cupa. Per gli adulti, il passaggio decisivo consiste nel cogliere la trasformazione e darle un significato, evitando che il silenzio del ragazzo venga scambiato per tranquillità.
Il rischio suicidario tra i giovani richiama una responsabilità che attraversa famiglia, scuola, servizi sanitari e comunità. L’Istituto Superiore di Sanità colloca il suicidio tra le principali cause di morte nella fascia giovanile. Il fenomeno possiede un’origine multifattoriale: depressione, disturbi d’ansia, traumi, bullismo, cyberbullismo, discriminazioni, uso di sostanze, conflitti familiari, isolamento e precedenti tentativi possono intrecciarsi nella storia della stessa persona.
«Ogni gesto estremo matura dentro una vicenda individuale», osserva Assunta Di Basilico, pedagogista, educatrice socio-pedagogica e presidente dell’Associazione Essere Oltre ETS. «La prevenzione acquista efficacia quando la comunità impara a riconoscere la sofferenza nella sua complessità e costruisce un collegamento rapido tra ascolto educativo e cura sanitaria».
“È una gioia essere nascosti e un disastro non essere trovati.» Donald W. Winnicott, Gioco e realtà”
Il dolore che cancella il futuro
Edwin Shneidman, tra i fondatori della suicidologia moderna, utilizzò il termine psychache per descrivere un dolore mentale vissuto come intollerabile. Vergogna, colpa, umiliazione, perdita e senso di esclusione possono restringere progressivamente il pensiero. La persona resta prigioniera del presente e perde la capacità di immaginare un cambiamento.
In questa condizione, definita anche visione a tunnel, la morte può apparire come l’unica interruzione possibile della sofferenza. La prevenzione agisce riaprendo il campo mentale: offre parole, tempo, relazioni affidabili, alternative concrete e accesso alla cura. «Un giovane attraversa più facilmente la crisi quando qualcuno custodisce con lui il presente e gli restituisce la possibilità di pensare il domani», sottolinea Di Basilico.
I segnali acquistano valore quando vengono letti insieme e confrontati con il comportamento abituale. Frasi sul desiderio di sparire o morire, isolamento improvviso, perdita di interesse, disperazione persistente, alterazioni del sonno e dell’alimentazione, consumo di alcol o sostanze, autolesionismo, saluti insoliti, cessione di oggetti personali e presenza di un piano richiedono una risposta tempestiva. Anche una calma improvvisa dopo una fase di grave agitazione merita attenzione.
Parlare con chiarezza può proteggere
Una delle indicazioni più importanti riguarda il modo di porre la domanda. Chiedere con rispetto «Hai pensato di farti del male o di toglierti la vita?» consente al giovane di affidare a qualcuno un pensiero taciuto. Le evidenze disponibili indicano che una domanda diretta non introduce l’idea suicidaria; può invece ridurre l’isolamento e favorire l’accesso all’aiuto.
L’ascolto richiede calma, tempo e responsabilità. Frasi come «hai tutto», «devi reagire» o «è soltanto una fase» possono trasformare il dolore in vergogna. «Ti credo», «quello che stai vivendo è importante», «cerchiamo insieme l’aiuto adatto» rappresentano risposte capaci di costruire fiducia. Quando emergono un’intenzione imminente, un piano o mezzi disponibili, la protezione della vita richiede l’intervento immediato dei familiari e dei servizi sanitari.
La responsabilità riguarda anche i mezzi di informazione. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda una comunicazione capace di evitare sensazionalismo, descrizione dei metodi e semplificazioni fondate su una sola causa. Un giornalismo attento indica le risorse di aiuto e racconta anche la possibilità di superare la crisi. Il linguaggio pubblico può alimentare vulnerabilità oppure diventare parte della prevenzione.
La scuola può vedere ciò che altrove resta nascosto
La scuola incontra quotidianamente il giovane nei processi di apprendimento, nelle relazioni con i pari e nei cambiamenti del comportamento. Assenze ripetute, ritiro dal gruppo, crisi emotive, episodi di bullismo, autolesionismo o elaborati dal contenuto disperato possono costituire l’inizio di una richiesta di aiuto.
Secondo Di Basilico, «il pedagogista rappresenta un primo presidio educativo e preventivo: osserva la persona nel contesto, sostiene l’alleanza tra scuola e famiglia, promuove competenze emotive e facilita l’attivazione della rete territoriale». La valutazione del rischio suicidario e il trattamento appartengono alla sfera sanitaria e coinvolgono, secondo l’età e la situazione, pediatra, medico, psicologo, neuropsichiatra infantile o psichiatra.
Per rendere efficace questa collaborazione, ogni istituto dovrebbe adottare procedure chiare: referenti riconoscibili, modalità di segnalazione, comunicazione con la famiglia, collegamento urgente con i servizi, tutela della riservatezza e accompagnamento al rientro dopo una crisi. Anche la postvention, successiva a un tentativo o a una morte per suicidio, richiede competenze specifiche per sostenere compagni, docenti e familiari e contenere il rischio imitativo.
Educare significa rendere nuovamente pensabile il domani
La prevenzione primaria comincia molto prima dell’emergenza. Educazione emotiva, capacità di chiedere aiuto, gestione dei conflitti, appartenenza al gruppo, contrasto alle discriminazioni e consapevolezza digitale rafforzano i fattori protettivi. Una relazione adulta stabile può diventare un punto di ancoraggio nei momenti in cui il ragazzo perde fiducia in sé e nel futuro.
Anche le arti possono svolgere una funzione pedagogica rilevante. Musica, teatro, poesia, scrittura, disegno e movimento offrono una forma a emozioni ancora prive di nome. «L’arte rende rappresentabile il dolore, la relazione educativa lo rende condivisibile e la rete di cura protegge la vita», afferma Di Basilico. Il valore preventivo di queste attività cresce quando esse fanno parte di progetti continuativi, affidati a professionisti qualificati e collegati ai servizi territoriali.
Attraverso lo spazio di ascolto Voce Amica, l’Associazione Essere Oltre ETS promuove una cultura della prossimità e dell’invio responsabile. «Ascoltare significa accogliere la domanda, riconoscere i confini del proprio intervento e accompagnare la persona verso la cura adeguata. Ogni giovane deve sapere che esiste qualcuno disposto a fermarsi e a restare».
Le parole di Winnicott restituiscono il cuore del problema: l’adolescente desidera custodire una parte segreta di sé e, nello stesso tempo, ha bisogno di essere trovato. La prevenzione abita proprio questa soglia. Una comunità educante diventa credibile quando sa riconoscere il silenzio, sostenerne il peso e restituire futuro a chi, per un tratto della propria vita, ha smesso di vederlo.
In caso di rischio immediato
In presenza di un’intenzione suicidaria imminente, di un piano preciso, della disponibilità di mezzi o di un gesto già compiuto, occorre restare accanto alla persona, mettere in sicurezza l’ambiente per quanto possibile, chiamare il 112 oppure raggiungere il Pronto Soccorso e garantire continuità di accompagnamento dopo la fase acuta.
Dott.ssa Assunta Di Basilico
Pedagogista ed Educatrice socio-pedagogica • Laureata magistrale in Psicologia • Mediatrice familiare e scolastica • Presidente Associazione Essere Oltre ETS - Membro Apei Associazione Pedagogisti Educatori italiani Commissione Scuola - Disabilità - Editoria Libri -
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