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Il Lunedì del Delfino

La grinta di Simone Pepe per invertire la tendenza

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Della prestazione non m’interessa nulla: devono andare undici cani in campo. Questa la forte dichiarazione di Massimo Oddo alla vigilia del decisivo match di ieri pomeriggio, all’Adriatico, contro il Cagliari. Ebbene, i suoi quadrupedi, pardon, calciatori, l’hanno accontentato, letteralmente però, con una prestazione davvero degna delle ben note qualità calcistiche dei mammiferi canini. Sebbene in superiorità numerica fin dal 33’ del primo tempo, il Delfino non è riuscito a impensierire il portiere isolano, Marco Storari, davvero mai, riuscendo a centrare un forse, inutile pareggio, solo grazie a una carambola casuale a tempo scaduto, finalizzata da Gianluca Caprari. Uno sterile possesso palla, con fraseggi inutili e stucchevoli, che hanno favorito il gioco muscolare degli uomini di Massimo Rastelli, i quali hanno rischiato di portare a casa il massimo risultato, nonostante tutto.

La consapevolezza ormai acquisita di non essere assolutamente all’altezza della situazione, resa ancor più evidente dalla vista di una classifica che definire deficitaria è un puro eufemismo, mista alla paura di osare qualcosa in più, perché oltre all’attacco, anche la difesa traballa di continuo, al punto da non consentire al centrocampo di ragionare positivamente, stanno condannando il Pescara a una retrocessione fra le più tristi della sua storia. Esclusivamente la coincidenza di altre tre squadre, più o meno sugli stessi, scarsissimi livelli, impegnate in questo campionato, continua a mantenere viva la flebile fiammella della speranza, peraltro indotta dalla chimera di un miracoloso mercato di riparazione (…) che durante il prossimo gennaio dovrebbe condurre, a Casa Sebastiani, chissà quali campioni in grado di ribaltare una sentenza quasi annunciata. Premesso che, come già rilevato in precedenti occasioni, le suddette tre, Empoli, Palermo e Crotone, ci appaiono in ogni caso come meglio attrezzate, soprattutto sul piano dell’impostazione fisica, davvero non riusciamo a immaginare, attraverso quali promesse, si potranno convincere dei calciatori, cosiddetti “importanti”, a vestire la casacca biancazzurra.

Sembra un’ovvietà, ma per vincere le partite bisogna tirare in porta e fare goal, faccenda di non facile esecuzione per una squadra che, fin dal primo minuto di gioco, si schiera senza una prima punta. L’unica parvenza di attaccante in dotazione, all’interno della Rosa biancazzurra, sarebbe l’albanese Rey Manaj ma Massimo Oddo parrebbe averlo già scaricato, non ritenendolo idoneo, anche per motivi disciplinari, alla causa del Delfino. Di conseguenza, miracoli calcistici a parte, anche nelle prossime tre gare di questo decisivo mese di dicembre, saremo condannati al triste oblio di prestazioni sotto il livello della sufficienza, intramezzate, durante le settimane, da dichiarazioni non propriamente azzeccate da parte del Mister, sebbene in linea con lo standard qualitativo di questa finora infausta stagione.

Se è vero che l’ossatura della squadra ricalca in gran parte quella dello scorso campionato di serie B, ciò dimostra ulteriormente che, a prescindere dal bel gioco predicato da Massimo Oddo, senza un finalizzatore del calibro di Gianluca Lapadula, nel frattempo divenuto già uno dei beniamini del popolo rossonero, sponda milanista, anche la promozione in Serie A, tanto brillantemente conquistata lo scorso 9 giugno in quel di Trapani, sarebbe stata un sogno impossibile da realizzare.

La grinta e, in alcune occasioni, la rabbia espressa in campo ieri pomeriggio, a più riprese, da Simone Pepe, anche nei confronti dei suoi compagni, troppo spesso imprecisi e abulici dal gioco, ci consegnano le residue speranze di un’improvvisa inversione di tendenza. Più che undici cani, il prossimo sabato pomeriggio, nell’anticipo-spareggio di Crotone, sarebbe auspicabile veder giocare tutta la squadra con la stessa intensità agonistica mostrata dal centrocampista laziale. Diversamente sarà quasi impossibile uscire indenni dall’Ezio Scida, giacché i rivali calabresi, da quando hanno potuto riabbracciare il proprio pubblico, dopo il forzato esilio proprio a Pescara d’inizio stagione, stanno invertendo positivamente la tendenza del gioco, anche se finora non supportato, per nostra fortuna, dai risultati. Una sconfitta, per il Delfino, sarebbe a questo punto pressoché fatale, non solo dal punto di vista della classifica, ma anche da quello psicologico, mentre con un pareggio si potrebbe almeno postdatare una prematura retrocessione, infine l’eventuale, ma allo stato attuale delle cose, alquanto improbabile, vittoria, determinerebbe invece quello scossone che tutto l’ambiente auspica ormai da parecchie settimane. Sarà una battaglia, anche di nervi, i quali determineranno con discreta ragionevolezza il risultato finale, che speriamo finalmente sorrida ai nostri colori.

 

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