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Il Lunedì del Delfino

Una vergogna senza fine

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Senza esperienza e fisicità, scarsa tecnica e qualità, società e tecnico supponenti e malamente visionari, si sta palesando un mix da incubo per i tifosi del Delfino. La vergogna senza fine di una stagione che già tutti vorrebbero dimenticare, ma che purtroppo resterà invece negli annali di questo sport, sconfinando oltre i limiti del territorio nazionale. Statistiche da incubo, che peggiorano settimana dopo settimana, marchiando d’infamia gli indegni protagonisti di un’annata che si annuncia lunga e terribile, come una tortura cinese.

Se le responsabilità di Daniele Sebastiani, colpevole di praticare una gestione societaria da sempre autoritaria e chiusa nelle proprie scarse certezze, all’interno di un piccolo universo virtuale e parallelo dove solo i suoi eletti possono vivere, sono da tempo conosciute, al contrario quelle di Massimo Oddo non erano quasi mai state poste sotto una corretta lente d’ingrandimento. Il tecnico angolano è assolutamente colpevole di aver avallato una campagna acquisti rivelatasi completamente inadeguata alla Massima Serie, che, come già abbiamo scritto in passato, probabilmente non avrebbe retto nemmeno l’urto della Cadetteria. Non ci sono attenuanti per lui, in ogni caso. Se, come incredibilmente ha affermato la scorsa settimana il suo presidente, a inizio stagione si credeva certo di lottare per un posto in Europa League (…), vuol dire che non è un tecnico in grado di valutare le potenzialità dei suoi atleti, quindi inadatto ad allenare a certi livelli. Ma anche se avesse mentito, proseguendo imperterrito nel suo teatrino, fino a poche settimane or sono, per compiacere i vertici societari, in ogni caso non avrebbe dimostrato di possedere i giusti attributi per potersi imporre in futuro. Un allenatore serio avrebbe già dovuto dare le dimissioni e rifiutarsi apertamente di proseguire il suo impegno anche il prossimo anno in Serie B, come invece vorrebbe Sebastiani, il quale si rende giustamente conto, dal suo contorto punto di vista, che un signorsì come Oddo non lo troverebbe forse mai più. Un ex Campione del Mondo disposto ad avallare qualunque decisione gli possa cadere dall’alto, senza fiatare, anzi beatificandole durante le conferenze stampa, alla presenza di chi scrive e commenta sotto l’egida dell’Ordine dei giornalisti, sicuramente continuerà a lungo il binomio con questa “piazza” ormai fuori dalla realtà.

Nel frattempo, complici il successo dell’Empoli contro il Cagliari nell’anticipo pomeridiano del sabato, abbinato alla sconfitta del Crotone a Udine (mentre sarà sicuramente inutile l'episodica e rocambolesca vittoria del Palermo a spese del Genoa), incredibilmente si è già in sostanza conclusa, con largo anticipo, la “lotta” per la salvezza. La contemporanea sconfitta della Roma, nello scontro diretto allo Juventus Stadium, ha quasi consegnato l’ennesimo scudetto ai bianconeri piemontesi, così che ci ritroviamo a vivere il più inutile e scontato campionato italiano di calcio della storia. Restano da definire le posizioni che assegnano l’accesso alle Coppe Europee, ma in generale all’intero ambiente mancheranno gli stimoli per proseguire a lavorare con un minimo di entusiasmo. Ridurre il numero delle partecipanti da venti a diciotto, riteniamo a questo punto rappresenti l’assoluta priorità, se si vuole riconsegnare un minimo di credibilità a quello che un tempo, non così lontano, fu definito il campionato più bello del Mondo.

Per quanto ci compete, proveremo, con malcelata difficoltà, a raccontare le vicende degli amati colori biancazzurri, fino al termine della stagione, salvo imprevisti. Forse qualcuno, prima di iniziare la lettura dell’editoriale, avrà notato il “50” posto a bella vista in copertina. Ebbene sì, tanti sono a oggi i “Lunedì del Delfino” scritti e pubblicati, nel corso di questa piccola avventura, iniziata, un po’ per caso e per gioco, più di un anno fa, precisamente il 25 ottobre del 2015, quando intravedemmo le potenzialità di una squadra che avrebbe potuto conquistare grandi obiettivi. Ci piacque accompagnarla in questo modo nella sua cavalcata che, in effetti, si rivelò appassionante e vincente. Mai avremmo immaginato di “festeggiare” questo traguardo con una tale mestizia, ma per fortuna, anche rischiando di scadere palesemente nell’ovvio, in questo brutto periodo ci piace ricordare che nulla è eterno, i presidenti, gli allenatori, i calciatori, anche i giornalisti e i tifosi, tutti passano, mentre i colori e la passione per il biancazzurro non verranno mai meno. Non conosciamo, pertanto, altro modo di chiudere questo cinquantesimo numero, se non al consueto grido di … E SEMPRE, FORZA PESCARA!

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