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Il Lunedì del Delfino

Per l'onore e il rispetto

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Se avessimo voluto elencare in ordine decrescente di difficoltà le diciannove gare del girone di ritorno, ebbene quella di ieri pomeriggio a Napoli avrebbe ricevuto di sicuro l’onore del primo posto. In fondo contro Juventus e Roma, il Delfino si giocherà le sue scarse possibilità all’Adriatico, potendo almeno contare sull’esiguo vantaggio del fattore campo. Ciò premesso, la sfida contro i partenopei di Mister Sarri appariva talmente in salita al fischio d’inizio, considerate anche le tantissime defezioni, soprattutto nel già carente settore difensivo, che anche i più ottimisti fra i tifosi, in cuor loro, temevano l’uso del pallottoliere. Così non è fortunatamente stato e, anzi, la chiusura del primo tempo a reti bianche ha lasciato incredibilmente intravedere un risultato positivo, che obiettivamente non era davvero possibile immaginare.

L’esordio di Alberto Gilardino, di per sé abbastanza negativo, alla luce anche della clamorosa palla goal sprecata a metà del secondo tempo, indegna di un rapinatore d’area della sua fama, ha però messo in mostra le potenzialità di una coppia, con Gianluca Caprari, che nelle prossime settimane, di fronte ad avversari più abbordabili, potrebbe regalare parecchie soddisfazioni ai colori biancazzurri. In attesa dell’eventuale recupero del francese Jean-Christophe Bahebeck, della crescita, ci auguriamo, di un volenteroso Alberto Cerri e magari dell’innesto, prima della fine del mercato, di un’altra punta di spessore, almeno il problema della sterilità offensiva potrebbe avere le settimane contate. Se anche il nuovissimo acquisto di centrocampo, il talentuoso argentino Adrian Andres Cubas, renderà come ci si auspica, a patto che riesca a interagire, in quel nevralgico settore del campo, con la mediocre annata di capitan Memushaj, gli unici problemi cui Massimo Oddo rischierà di non trovare soluzione, saranno esclusivamente in difesa. Il che non ci rassicura per niente, giacché storicamente, nella nostra Serie A, i successi, tanto in chiave Scudetto, quanto in salvezza, hanno sempre arriso alle squadre meno perforate, piuttosto che a quelle con i migliori attacchi. In realtà i recenti acquisti di Cesare Bovo e Guglielmo Stendardo dovrebbero aver garantito maggiore solidità al reparto, con tanti centimetri e forza fisica in più da mettere sul piatto della bilancia, a sostegno soprattutto della finora pessima gestione delle palle inattive, che tante sconfitte sono fin qui costate al Pescara. E’ probabile che anche con entrambi in campo, il Napoli in qualche modo l’avrebbe alla fine spuntata e pertanto, volendo cogliere a tutti i costi un aspetto positivo degli infortuni recentemente loro occorsi, potremmo dire che la sfortuna è stata un bene averla attirata tutta alle pendici del Vesuvio, purché avvenga, anche in tal senso, una repentina inversione di tendenza e il Mister possa finalmente avere quasi tutta la Rosa al completo fin dalle prossime gare in calendario.

Il pareggio esterno dell’Empoli in casa della Sampdoria, ha realisticamente quasi già condannato le ultime tre in classifica a un mesto ritorno nella Cadetteria. Se però, come tutto l’ambiente auspica, si vorranno perseguire almeno gli obiettivi del terzultimo posto e di lasciare eventuali record statistici negativi alle altre due consorelle, bisognerà che tutti i venticinque elementi della Rosa biancazzurra ci credano fino in fondo, con grinta e determinazione. Coloro che si sentono già retrocessi farebbero bene a seguire le orme di Alberto Aquilani, mentre la società e lo staff tecnico, di contro, dovrebbero invece prendere seriamente in considerazione la possibilità di mantenere nell’organico il croato Dario Župarić. Non sarà tecnicamente all’altezza di disputare un buon campionato di Serie A, ma ha dimostrato un attaccamento alla maglia e un’umiltà davvero rari in quest’ambiente. Respinto al mittente dai turchi del Kasimpasa, dopo aver giurato eterno amore al Delfino, in attesa di fare nuovamente le valigie verso una nuova destinazione, non convocato per la trasferta campana, causa l’imprevista indisponibilità anche di Stendardo, ieri mattina ha ricevuto incredibilmente una telefonata da Oddo, che gli ha chiesto di mettersi subito in viaggio, direzione Napoli, per una maglia da titolare! Con la propria autovettura e una piadina velocemente consumata in autogrill come pranzo, è giunto al San Paolo, dove si è reso protagonista di una prestazione da guerriero per tutti i novanta minuti di gioco. Con questo spirito il Pescara, anche se sconfitto, non uscirà mai davvero perdente dai terreni di gioco. Rimangono l’onore e il rispetto degli avversari da difendere, non rinunciare a questi fondamentali valori dello sport e della vita di tutti i giorni rappresenterebbe un piccolo ma rilevante obiettivo da raggiungere, che renderebbe molto meno amara e dolorosa l’ennesima e immediata retrocessione della storia pescarese.

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