Il Lunedì del Delfino

Riuscirà a salvarsi il Pescara con una difesa così insufficiente?

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Grazie ai tre soffertissimi punti conquistati ieri pomeriggio, ai danni di uno Spezia già in vacanza nei primi due terzi di gara, salvo poi rivitalizzarsi nel concitato finale, la situazione in classifica del Delfino non si è ulteriormente aggravata.  Restano cinque gare al termine di quest’ennesima sciagurata stagione targata Sebastiani e il calendario, beffardo, propone ora ai biancazzurri ben quattro scontri diretti, uno dietro l’altro, con altrettante compagini che li tampinano in classifica: Ternana, Cesena, Novara e Ascoli. L’ultima giornata, venerdì 18 maggio, si andrà infine a Venezia, con i liguri di Pippo Inzaghi sicuramente impegnati a conquistarsi un piazzamento nei play off.

Di positivo possiamo citare unicamente il tanto profetizzato risveglio di Leonardo Mancuso, la cui “esplosione” è stata attesa fin troppo a lungo. A tal proposito ci auguriamo che la tripletta contro lo Spezia sia stata solo la prima importante performance di questo pericoloso finale di campionato. Non potendo fare affidamento sulla difesa, reparto che garantisce solo sofferenza e delusioni, almeno si proverà a segnare una rete più degli avversari.

Di certo Bepi Pillon dovrà fare affidamento su tutta la sua esperienza, per cercare di tirare fuori il meglio dai suoi uomini, in vista di quest’ultimo, fatidico, mese di gare. Non preoccupa solo lo scarso valore tecnico di questa Rosa, davvero mal costruita, quanto piuttosto gli aspetti psicologici, che il tecnico e il suo staff dovranno provare a curare. Poche speranze di riuscirci, a tal proposito, con alcuni mercenari, che evidentemente non sono stati autorizzati dai loro procuratori a metterci il cuore e tanto meno le gambe. Uno per tutti Christian Capone, tanto irritante nel vederlo calpestare senza rispetto il terreno dell’Adriatico, da far venire voglia di scendere in campo solo per prenderlo a calci! Ci chiediamo come mai Pillon insista nel proporlo, seppure dalla panchina, come ieri. Le risposte possono essere solamente due: o gli hanno chiesto di farlo giocare (…), oppure le alternative sono da lui considerate peggiori. In entrambi i casi c’è poco da stare sereni, se la salvezza del Pescara dovrà passare anche attraverso le giocate di questa futura promessa del calcio nostrano.

La prima delle sfide salvezza sopra citate, quella del prossimo sabato, sarà forse la più complessa da risolvere. La Ternana, data per spacciata poco più di un mese fa, è riuscita incredibilmente a conquistare ben dieci punti nelle ultime quattro partite, mettendo a segno, nel corso delle stesse, tredici reti e subendone cinque, rientrando così, prepotentemente, in corsa per la permanenza nella cadetteria. Gli uomini di De Canio sono reduci, tra l’altro, dalla brillante vittoria nel derby di ieri pomeriggio, nel quale hanno ribaltato un doppio svantaggio e finendo per sconfiggere i cugini del Perugia, in lotta per un posto nei play off, con un indicativo 2 - 3. Si affronteranno, fra l’altro, le due peggiori difese del campionato: sessantacinque le reti subite dagli umbri e sessantadue dagli abruzzesi. A questo punto, rientrare da Terni già semplicemente imbattuti, sarebbe fondamentale, fermo restando che saranno decisive, in particolare, le due gare interne rimaste: da vincere a tutti i costi.

Nel frattempo in serie A il Napoli riapre clamorosamente la lotta per lo scudetto e il Benevento certifica la matematica retrocessione proprio il giorno dopo la prima vittoria esterna della sua breve storia nel Massimo Campionato, addirittura a San Siro contro il Milan. Mentre i campani proveranno a superare, da qui al termine della stagione, il record negativo di punti detenuto dal Pescara di Sebastiani, Oddo e, parzialmente, Zeman, dello scorso anno, proprio l’ex allenatore pescarese ha collezionato, contro il Crotone di Walter Zenga, l’undicesima sconfitta consecutiva. Quasi certamente sarà esonerato, anche in questo caso, come accadde a Pescara la scorsa stagione, con colpevole e sospetto ritardo. Resta da capire come la famiglia Pozzo, pur con tutta l’enorme esperienza maturata, in questo strano mondo del pallone, abbia immaginato di affidare l’Udinese a un tecnico che, nel contesto di una Rosa a dir poco ridicola, durante il precedente campionato non sia stato in grado, tanto per citarne una, di far giocare il, forse, miglior talento di centrocampo del calcio italiano: Bryan Cristante. Davvero le (il)logiche del calcio attuale rendono difficoltosi e improbabili i commenti tecnici. E’ ormai fin troppo evidente che anche nel mondo dello sport professionistico, così come in tanti altri aspetti della nostra società, le carriere non si costruiscono più grazie all’impegno e alle competenze specifiche. Non sarà nemmeno un caso, d’altronde, se quest’anno dovremo seguire i Mondiali di Russia 2018 da semplici spettatori …

Fabio Rosica

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