Il Lunedì del Delfino

Dieci anni di cose mai viste a Pescara

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Non abbiamo partite da commentare questo lunedì, com’era d’altronde previsto, alla luce del posticipo di questa sera che vedrà il Delfino incontrare, fra le mura amiche, il Cosenza di Piero Braglia, terz’ultimo in graduatoria. Avremmo comunque potuto dare poco spazio al calcio giocato, visto che gli argomenti collaterali non mancano.

Punto di partenza del nostro editoriale, naturalmente, la chiusura del mercato di gennaio. Riuscire nell’annuale impresa di indebolire la Rosa, quest’anno appariva davvero difficile, anche per un ormai “esperto del settore” qual è Daniele Sebastiani. Con un organico a disposizione già insufficiente dal punto di vista qualitativo, fatta eccezione per quattro o cinque elementi portanti e con l’assoluta necessità di reperire almeno un numero nove di categoria, l’ipotesi peggiore che ogni tifoso pronosticava, stavolta, era di rimanere al palo, mantenendo il medesimo assetto. Invece, un paio di giorni prima del gong, è trapelata una notizia che, ai più, appariva come un pesce d’aprile anticipato: Machin si trasferisce al Monza di Berlusconi e Galliani. L’iniziale incredulità si è andata trasformando, con il trascorrere delle ore, in una rabbiosa certezza, scatenando nell’ambiente del tifo biancazzurro una più che giustificata rivolta sui social, culminata addirittura con il blocco, da parte della Pescara Calcio, di uno dei gruppi più numerosi e vivaci del web.

Nulla di strano, beninteso, questa società, la cui gestione è unica nel suo genere nell’intero panorama del calcio professionistico nazionale, ha da sempre mostrato fastidio nei confronti delle voci “non amiche”. Praticamente mai un contraddittorio in dieci anni, fatta eccezione per il celebre duetto fra Sebastiani e Gianni Lussoso dell’ormai datato 18 febbraio 2013, su ForzaPescaraTV.

Da allora solo dichiarazioni univoche con l’ausilio dei microfoni amici, tendenti a dipingere una realtà di parte e assolutamente parziale. Eppure eravamo certi che questo irriverente modo di rivolgersi alla stampa e, di conseguenza, ai tifosi, inevitabilmente prima o poi avrebbe comunque tradito il comandante in capo. Così è stato infatti, poiché l’intervista telefonica trasmessa dall’emittente locale Rete8 al presidentissimo, che rientrava dalla trasferta milanese del calcio mercato, ha svelato implicitamente quella realtà che, in fondo, ormai tutti immaginavano. Non vorremmo porre però l’attenzione solo sulle parole, quanto sull’infastidito tono di voce stizzoso, qui non replicabile chiaramente, tipico di chi avrebbe fatto volentieri a meno di dover dare spiegazioni, nonostante sapesse che molto difficilmente avrebbe ricevuto domande particolarmente scomode a cui rispondere. Ma elenchiamo, di seguito, gli autogoal di cui si è reso protagonista il presidente nel corso degli scarsi dieci minuti trasmessi, ne vale davvero la pena, ad imperitura memoria:

  • “…i giocatori sono di un’altra società, che decide se li vuole dare o meno…” riferendosi a Melchiorri e Iemmello. Quindi ci sono società che possono trattenere i loro tesserati? … strano, perché a Pescara pensavamo tutti non fosse possibile!
  • “…abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo fare …” il che, alla luce di quanto appunto fatto, dimostra quali siano le potenzialità …
  • “… Machin ha fatto, diciamo, una scelta di cuore …”
  • “fra venti giorni (sigh) avremo a disposizione Balzano, che non mi pare sia un terzino sinistro” rispondendo alla domanda su perché non sia stato reperito almeno un terzino destro;
  • “non abbiamo solo tre centrali difensivi, Campagnaro (ancora sigh) e Elizalde (doppio sigh) mica sono stati ammazzati?”
  • “mi preme sottolineare che noi abbiamo già una Rosa molto competitiva”
  • “…se dovessimo muoverci in base all’umore della piazza, allora dovremmo fare un ragionamento molto più ampio, che non voglio fare”; e perché non vuole farlo? Quale sarà mai questo più ampio ragionamento? Chissà … temiamo che, almeno finché resterà al timone, difficilmente lo scopriremo;
  • “i criticoni … prima di giudicare bisognerebbe conoscere tutte le dinamiche che ci sono intorno alla società … i lacci e i laccioni … per poi parlare e valutare” “… parlare solo per aprire la bocca è facile, senza sapere come stanno le cose”. Beh certo, ha ragione presidente, ma appunto chi, se non lei, dovrebbe una buona volta spiegarci queste dinamiche, in modo da consentirci di affrontare delle argomentazioni a ragion veduta? Altrimenti verrebbe da pensare che non si renda edotto l’ambiente, proprio per poter poi affermare che ogni critica sia fine a sé stessa! Accetti, anzi, chieda lei stesso i contraddittori con la stampa non di parte e vedrà che le illazioni, come le definisce lei, spariranno d’incanto.

Ulteriori commenti non ne facciamo, lasciando libero arbitrio di pensiero ai lettori. Daniele Sebastiani ha anche fatto cenno ai tanti bonus e alle valorizzazioni che questa società percepisce da sempre vendendo giovani ad altre società, il che si traduce facilmente in moneta sonante che riempie le casse e sistema il bilancio. Indirettamente si era quindi già risposto da solo, dichiarando proprio ieri a un noto quotidiano locale che “il Pescara spende 12 milioni (di cui 8 in stipendi) per il campionato cadetto, prendendone solo 6 di contributi”, nell’ambito di un discorso riguardante un futuro (e da lui auspicato …) cambio societario, avvertendo quindi i pretendenti al trono che le spese non sono poche! A tal proposito, questa è la tipica sua frase finale di quasi ogni intervista, che vale la pena riproporre: “Si dice sempre che Sebastiani ci guadagna con il Pescara, ma finora mai nessuno si è fatto avanti. Come mai?”. Già, come mai? Forse perché se vuoi vendere qualcosa la devi magari esporre in vetrina con il cartellino del prezzo, invece che affermare sempre e solo che chi vuole acquistare deve andare da te e basta?

Ci sarebbe anche un’altra frase, da lui dichiarata sempre nel corso della diretta telefonica, che abbiamo preferito lasciare per ultima, anche perché su questa concordiamo anche noi: “alla fine è il campo che decreta se una squadra è più o meno forte”. A parte le due celebri figuracce in serie A, d’altronde siamo ancora fra i professionisti e per chi si contenta, cosa c’è di meglio?

Infine, al termine di un’intervista al solito microfono, proprio ieri, oltre a ribadire quanto già scritto, così si è espresso: “… una società che in dieci anni ha fatto vedere delle cose che a Pescara non si sono mai viste …”. In effetti …

 

Fabio Rosica

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