Il Lunedì del Delfino

Pescara spuntato e ultimo in classifica

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Una piazza calcistica, come quella pescarese, che ha avuto modo di applaudire attaccanti del calibro di Tontodonati, Rebonato, Carnevale, Immobile (e ci perdonino gli altri), fino ai recenti Lapadula e Mancuso, per il secondo anno consecutivo deve invece fare a meno di un centravanti degno di questo nome. Un Delfino costantemente spuntato, triste da seguire nell’arco dei novanta e passa minuti di ogni singolo match, perché si sa fin dal fischio iniziale che l’agognata, eventuale marcatura, non potrà che giungere casualmente, frutto di un’invenzione da parte di un singolo, da un calcio piazzato o da uno svarione avversario. È probabile che questa assenza condizioni anche psicologicamente il reparto nevralgico della squadra, quel centrocampo che spesso gira a vuoto, senza punti di riferimento.

La sconfitta casalinga di sabato scorso contro l’Empoli dei tanti ex, alcuni decisivi, come Romagnoli, autore del primo goal, ma anche Fiamozzi (assist decisivo per Moreo) e lo stesso Mancuso, ancora una volta ha evidenziato la carenza sopra descritta. Dubitiamo fortemente che gli infortunati Ceter e Asencio (quest’ultimo difficilmente lo vedremo in campo domani sera a Venezia, come invece si sperava) potranno risolvere l’ormai endemica assenza, ma naturalmente ci auguriamo il contrario.

È poi abbastanza irritante il continuo rincorrersi di nomi “altisonanti”, quali Pazzini, Pato o altri, sistematicamente smentiti da tecnico e società poco dopo essere stati citati dai vari organi d’informazione. Infastidiscono sia per l’implicita ammissione di averne bisogno (nonostante, come al solito, tanto Sebastiani quanto il suo amico Oddo, abbiano magnificato, a fine campagna acquisti, le meraviglie di questo gruppo), sia per “l’impronta” che potrebbero donare alla maglia biancazzurra, questi ormai quasi ex calciatori, ovvero probabilmente nulla.

Insomma siamo alle solite, si va avanti a forza di promesse, bugie, speranze e senza programmazione. Vorremmo tanto credere all’ultima delle mille “storielle” raccontate dal presidente in quest’ultimo decennio, ovvero quella di un serio interesse per l’acquisto del (per ora) 50% di quote societarie da parte di … già, ma di chi? Non lo sappiamo e, forse, mai lo sapremo. Di certo il Pescara è ormai da tempo un paziente in coma (irreversibile?), forse staccare la spina potrebbe non essere il male minore. Questo vegetare anno dopo anno, con il solo scopo di mantenere in vita gli affari di chi lo dirige, lasciando in cambio ai tifosi quasi solo pessime prestazioni, non può e non deve durare ancora a lungo. Avremo, purtroppo, ancora tempo e modo di riprendere il discorso, per ora sospendiamolo, con il beneficio del dubbio che possa, per la prima volta, averci riferito una verità.

Segnaliamo, in questo pessimo inizio di stagione, almeno una nota lieta: le ottime prestazioni di Fabio Maistro, giovane centrocampista in prestito dalla Lazio, con tanta voglia di mettersi in mostra. Due incontri per altrettante realizzazioni, entrambe di ottima fattura, purtroppo inutili ai fini del risultato. Si contrappongono alle continue gare insufficienti di Cristian Galano, il cui talento sembra essere scomparso alla fine del girone d’andata dello scorso campionato, allorquando le sirene berlusconiane chiamarono a Monza il suo “gemello” Machin, l’unico che sembrava in grado di attivarne le enormi potenzialità. Forse sarebbe il caso di farlo partire dalla panchina per un po’ di tempo, magari entrando nei finali di partita avrebbe maggiori possibilità di tornare ad essere decisivo.

Come già anticipato sopra, domani sera, a partire dalle 21, i biancazzurri scenderanno in campo contro i lagunari del Venezia. Sabato prossimo poi, alle ore 16, all’Adriatico ospiteranno il Frosinone. Almeno da una delle due gare bisognerà portare a casa i tre punti, altrimenti si aprirebbe un’inevitabile crisi tecnica, che metterebbe già in discussione Massimo Oddo. Difficile davvero essere fiduciosi, staremo comunque a vedere, magari all’interno dello spogliatoio un salutare scossone potrebbe rinvigorire gli animi apparentemente spenti dei giocatori.     

Fabio Rosica

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