Pescara-Pordenone 0-2, Oddo: "Non mi dimetto, mi assumo le mie responsabilità"

Così il tecnico nel post-gara

| di Riccardo Camplone
| Categoria: Sport
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Settima sconfitta in campionato per il Pescara. All'Adriatico anche il Pordenone si è imposto sulla squadra di Oddo. Le parole del tecnico in conferenza stampa:

“Non ho visto nessuno e non mi dimetto. Ci sono delle difficoltà e queste decisioni le prenderà la società. Rischiamo di essere condizionati dal risultato, abbiamo fatto una buona partita ma abbiamo commesso il solito errore su un fallo laterale e queste cose le paghi. Non abbiamo rischiato altro al di fuori dei gol. Quando crei e non segni condizioni la partita. Secondo me Vadifiori ha fatto una buona partita, il rammarico sono gli errori che sono poco spiegabili, prima del gol c’era un fallo clamoroso e l’arbitro non ha fischiato. Ci stavamo lamentando però dobbiamo stare sul pezzo e non possiamo prendere gol mentre protestiamo sono cose inaccettabili. Purtroppo in campo si commettono degli errori. L’espulsione di Fernandes? Ha fatto un’entrata a centrocampo che non servita a nulla ed ha complicato le cose.  Ho messo Jaroszynski perché nella partita di rifinitura non avrebbe dovuto giocare ma l’ho messo per le caratteristiche di velocità rispetto a Scognamiglio, mentre Valdifiori può servire i giocatori in avanti. Memushaj ha fatto un solo allenamento e l’ho messo per avere qualità. Penso di aver sbagliato qualcosa? Sicuramente, altrimenti non avremmo perso. Ci sono degli errori ma non stiamo qui ad elencarli. Mi assumo le mie responsabilità ma ripeto il rammarico è come perdiamo le partite. Perché manca l’atteggiamento? È difficile dare una risposta, ci sono dei momenti in cui in campo non è semplice mantenere la concentrazione per 90’ e se aggiungiamo che se fai un’occasione da gol e gli altri parano a volte le partite incidono sotto queste azioni. Perché mi assumo sempre io le responsabilità e gli altri no? Non sono una persona designata a valutare l’operato dei direttori, gli opinionisti siete voi. Mi metto a disposizione del gruppo e devo fare quello che consente ai ragazzi di fare meglio. Non faccio le valutazioni. Non so se la colpa è mia, io mi prendo la mia fetta e non posso pensare agli errori degli altri e devo cercare di migliorare le cose controllabili.”

Riccardo Camplone

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