Il Lunedì del Delfino

Verso il baratro

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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I reggi microfono televisivi, che seguono le sorti negative del derelitto Delfino targato Daniele Sebastiani, sono capaci (e nemmeno tutti) solo di parlare e lasciar fare dichiarazioni, al limite del farneticante, ai tesserati biancazzurri. Perché non scrivono? Perché non chiedono spiegazioni quando “intervistano”? Da almeno quattro anni, per tacere dei precedenti, Pescara è in caduta libera, senza un’anima, senza speranze per il futuro, eppure questi “profeti” col vestito della festa indosso, continuano imperterriti con i loro inutili e qualunquistici commenti tecnici. Lo sappiamo, devono portare a casa la pagnotta, ma i tifosi, eccetto i loro amici più intimi, ormai li hanno definitivamente delegittimati. D’altronde non è un caso se per le vie della città o in rete, dovunque si parli del Delfino insomma, questi signori dal volto famoso, entro i pochi metri quadrati locali naturalmente, non siano più chiamati “giornalisti”, ma appunto reggi microfono. Cosa non si fa per uno stipendio!

Che altro aggiungere? Dovremmo fare un copia e incolla dello scorso editoriale, quando commentando la sconfitta in coppa Italia a Teramo, scrivemmo “sempre peggio”, aggiungendo poi che non sarebbe finita lì e che altri bocconi amari i tifosi avrebbero dovuto ancora ingoiare. Che se avessimo perso a Cesena, ogni eventuale e residuo sogno di gloria l’avremmo dovuto abbandonare. Niente di nuovo, quindi, se non che nemmeno con la formazione titolare, per di più giocando in casa, i biancazzurri sono stati in grado di superare i cugini biancorossi. Una pena infinita, amici lettori e tifosi. Ma noi, a differenza dei reggi microfono, che solo da qualche settimana azzardano qualche commento sopra le righe, lo scriviamo da anni, come Gianni Lussoso, l’unico vero Giornalista con la G maiuscola che questa città possa vantare, per lo meno a livello calcistico. Anche altri, a dire il vero, ma a questo punto penso sia il caso di fare un distinguo fra coloro che scrivono costantemente i loro editoriali e chi, saltuariamente, commenta sul web. Ormai tutto l’ambiente calcistico pescarese sta franando verso il baratro, non si salverà nessuno, nemmeno chi ha da sempre avvisato del pericolo, ma la Storia racconterà di chi ha contribuito a questo disastro, anche semplicemente legittimando il modus operandi della Sebastianese, rispetto a chi ha invece sempre scritto la dura e cruda verità. “gufi” ci chiamavano, ma va bene così, come già precisato altre volte, molto meglio essere paragonati a nobili rapaci, piuttosto che a manichini ben vestiti.

Prima di chiudere rivolgiamo una domanda ai giocatori che vestono senza ritegno la nobile casacca biancazzurra: “ma le rivedete a casa le vostre prestazioni? Non vi vergognate nemmeno un pochino?”. Cristian Galano, a parte il girone d’andata del primo anno, non ha fatto più vedere nulla di anche solo sufficiente. Miloš Bočić, che giocatore è? Non sa tirare, non corre, è falloso, non vince un tackle nemmeno per sbaglio. Basta così, gli elenchi non ci piacciono, continuate pure voi lettori, tanto di materiale umano su cui esprimere giudizi negativi, a partire da chi siede in panchina, ce n’è in abbondanza.

Fabio Rosica

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