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Il Lunedì del Delfino

Ennesima occasione sprecata

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Il Delfino e il Bari si dividono la posta in palio al termine di una gara surreale che alla fine scontenta entrambe le squadre.

Partita fortemente condizionata dalla sciagurata espulsione di Giacomo Olzer alla mezz’ora del primo tempo, per un’entrata da dietro inutile e assolutamente stupida a centrocampo nei confronti dell’algerino Dorval. In uno stadio quasi deserto e senza tifosi del Pescara al seguito, a causa del divieto imposto dalla Lega, con i pochi supporters baresi intenti a fischiare piuttosto che incitare i propri giocatori, i biancazzurri partono benissimo, con un gran goal di testa del bomber Di Nardo dopo pochi minuti, su assist al bacio di Tommaso Corazza. Gli uomini di Gorgone dominano la scena e il copione sembra già scritto, fino alla follia già descritta. A quel punto, chiaramente, il match cambia aspetto, anche se il Delfino tiene comunque bene il campo e i pugliesi di Vivarini, eh sì, proprio lui, come sappiamo accasatosi a Bari da un paio di settimane, non riescono ad approfittare della superiorità numerica.

Nel secondo tempo al Pescara non resta che chiudersi a riccio e tentare qualche ripartenza, con Tonin che all’inizio sfiora anche il raddoppio. Poi al quarto d’ora circa, ennesima fesseria dei biancazzurri, stavolta ad opera di Gaetano Letizia, che pesta al limite dell’area, anche in questo caso inutilmente, Castrovilli. Intervento del VAR e calcio di rigore per i biancorossi di casa. Desplanches, in vena di miracoli, para per ben due volte, penalty ripetuto per aver alzato entrambi i piedi dalla linea prima del calcio, la massima punizione a Moncini. Sembra davvero fatta, ma purtroppo a poco meno di dieci minuti dal termine, una perfetta inzuccata di Maggiore su cross di Dorval, infila la rete del giovane portiere in prestito dal Palermo.

Finale nervoso, con vari cartellini gialli e rossi sventolati ai padroni di casa, compreso uno proprio a Vivarini e tutti a casa.

Peccato, davvero peccato, perché i baresi avevano tutto contro, con il morale a terra per le ultime deludenti prestazioni e il Pescara avrebbe potuto dominare la gara, non solo vincerla. La classifica continua ad essere preoccupante, con soli dieci punti conquistati in quindici partite, frutto di una sola vittoria, sette pareggi e altrettante sconfitte. Trenta le reti fin qui subite, con una precisa media di due a gara. Ultimo posto solitario a quattro lunghezze dalle quart’ultime, per l’obiettivo play off, due in più per la salvezza diretta. Ormai per il Delfino ogni confronto dovrà essere affrontato come una finale.

Non aiuta il calendario, nell’immediato, anche se le prossime due gare si disputeranno all’Adriatico. La prima contro il lanciatissimo Frosinone, che dopo le strafavorite Monza e Palermo, sembra la più attrezzata per il salto di categoria, in programma domenica prossima alle 17:15. Di seguito, sabato 20 dicembre, alle 19:30, con la Reggiana, che grazie alla vittoria esterna di oggi pomeriggio a Mantova si è rilanciata in zona play off.

Avremo mai la possibilità di disputare una stagione senza dover ricorrere sempre e solo alla parola “miracolo”? Finché non avremo una nuova società sicuramente NO! 

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