Il Delfino non è riuscito a dare un minimo di continuità alla vittoria casalinga contro la Reggiana, uscendo malamente sconfitto dal campo dello Spezia, con una rete a tempo scaduto causata dalla solita dormita collettiva del reparto difensivo.
Non è bastata la rete del malconcio ma sempre grintoso Matteo Dagasso al termine del primo tempo, che aveva ripostato la gara in equilibrio, per portare a casa un pareggio fondamentale in termini di classifica e morale. Complice anche un discutibile arbitraggio, che (non) ha utilizzato il VAR in maniera estremamente discutibile, negando un paio di probabili penalty ai biancazzurri, il “solito” Pescara chiude l’anno solitario all’ultimo posto, con prospettive quanto meno preoccupanti per il prosieguo di stagione. In vista del mercato di gennaio questa sconfitta potrebbe anche risultare salutare, evitando di far pensare ai più ottimisti che non ci fosse bisogno di chissà quali ritocchi, ma questa è un’altra storia.
Senza i consueti miracoli di Desplanches, fra l’altro, anche stavolta il passivo sarebbe potuto risultare molto più pesante, però anche di questo ormai è quasi inutile continuare a scriverne. Il povero Di Nardo, poi, si danna l’anima ad ogni incontro, ma è chiaro che non si può immaginare il peso dell’intero attacco solo sulle sue spalle.
L’anno solare è giunto a conclusione e, come di consueto, sarebbe anche tempo di bilanci, non quelli contabili, che lasciamo al più sapiente ragioniere della società, ma quelli sportivi. Apparentemente dovremmo considerare il 2025 un anno positivo, grazie alla promozione o, meglio dire, al ritorno in cadetteria, dopo quattro anni trascorsi nell’inferno della C, ma l’aritmetica ci racconta qualcosa di molto diverso. Se eliminiamo dal computo delle gare disputate il miracoloso mese dei play off (esattamente dal 7 maggio al 7 giugno), dove non la tecnica, ma la magia, a detta degli stessi protagonisti, ha trascinato al successo il Delfino, ebbene ci ritroviamo fra le mani un ennesimo anno solare negativo!
Ecco i numeri: 36 (trentasei) gare disputate a cavallo fra la seconda parte dello scorso campionato e la prima di quello in corso, per complessive 9 (nove) vittorie (pensate solo 9 partite vinte nel corso di dodici mesi…), 12 (dodici) sconfitte e 15 (quindici) pareggi; 51 (cinquantuno) le reti segnate a fronte di 55 (cinquantacinque) subite.
Le chiacchiere stanno a zero, a parlare sono le statistiche e, per l’appunto, i freddi, ma concreti, numeri. Dove non esiste programmazione tecnica, ma esclusivamente economica, l’unica possibilità per non fallire i campionati è sempre quella di affidarsi a magia, fortuna e disgrazie altrui. Qualche volta va bene, il più delle volte male. Per inciso, all’indomani dell’ennesimo arbitraggio quanto meno dubbio, anche i fanfaroni che vanno sbandierando il presunto compiacimento in Lega verso questa società, immaginiamo dovranno per forza ricredersi.
Il presidente a vita non mollerà mai la gallina dalle uova d’oro, di questo ne siamo più che sicuri, a prescindere dalle favolette che ogni tanto ci vengono propinate, per cui l’unica possibilità a cui i tifosi possono attaccarsi è quella di sperare ne possa reinvestire qualcuna, di queste uova, per rinforzare una Rosa del tutto inadeguata alla categoria. In caso di eventuale retrocessione poi, vi possiamo già anticipare le dichiarazioni ai riccioluti microfoni amici: “non è stata colpa nostra, ma dei tecnici e dei giocatori, anche dei tifosi, ma questo meglio non esplicitarlo … ci metteremo subito al lavoro per riportare questo Pescara dove merita …”. Si certo, come no, d’altronde se vogliamo credere a Babbo Natale e alla Befana, tutto è possibile.
Nell’augurare agli amici di Pescara News e ai veri tifosi del Pescara un felice anno nuovo, diamo appuntamento ai lettori fra quindici giorni, per commentare la prima gara del 2026, che si disputerà nel difficile campo di Castellammare di Stabia, sabato 10 gennaio alle 17:15.

