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Il Lunedì del Delfino

Il VAR una tecnologia ancora troppo umana?

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Tre punti persi o uno guadagnato? Questo il quesito che i tifosi di un indomito quanto sfortunato Delfino si sono chiesti al termine del match di Castellammare di Stabia, che ha fatto chiudere con l’amaro in bocca questo terribile girone d’andata.

Ancora una volta il Pescara torna a casa con le pive nel sacco, sia per le tante, davvero troppe, occasioni buttate al vento sullo 0-1 a proprio vantaggio, che avrebbero potuto chiudere la gara, ma d’altronde senza un centravanti di categoria, pur con tutto il rispetto per il sempre instancabile Di Nardo, non si può affrontare un campionato come quello di serie B, sia per le inverosimili decisioni arbitrali, davvero inspiegabili.

Premesso che noi siamo sempre stati favorevoli all’introduzione della tecnologia nel calcio, uno sport dove, bisogna ricordarlo, le discussioni post gare in merito agli errori arbitrali erano sempre presenti, prima dell’avvento del VAR, ma per svariate ragioni, da un po’ di tempo, anche questo sistema non sta più funzionando, mostrando limiti notevoli e impensabili. Vero è che se il Delfino si trova da parecchie settimane solitario all’ultimo posto non è certamente colpa esclusiva dei torti subiti, ma in terra campana forse il signor Marco Piccinini e i suoi assistenti in sala VAR hanno davvero esagerato. Si è visto chiaramente che Correia, il centrocampista stabiese, ha trascinato il pallone con il braccio destro prima di spingerlo in rete per il goal dell’1-1, così come né Brosco né altri biancazzurri hanno commesso falli di mano per l’assegnazione del rigore che poi ha consentito ai padroni di casa di portarsi in vantaggio. Per fortuna ci ha pensato a tempo scaduto il subentrato Lorenzo Sgarbi a rendere meno amaro il ritorno a Pescara dei suoi compagni. Senza addentrarsi in pensieri complottisti, va sicuramente sottolineato che a differenza di quanto da lui spesso recitato ai microfoni amici, il presidente Sebastiani non gode affatto di particolari simpatie in seno alla Lega, questione cui già in altre occasioni abbiamo fatto cenno, per cui sarebbe opportuno, da parte sua, iniziare a farsi sentire, diversamente anche per questo dovremmo per forza pensare male.

Volendo ragionare in termini esclusivamente tecnici, invece, vale la pena spiegare per quali ragioni la tecnologia non sta più dando quella serenità sportiva tanto attesa dal mondo del calcio. Innanzitutto, come spesso accade, gettando gli sguardi oltre i nostri confini, negli altri campionati le cose non vanno poi così male, cosa che evidenzia il consueto modo di fare tutto nostrano, per cui “fatta la legge si trova subito la maniera di trovare l’inganno”, ma detto ciò è chiaro che senza l’introduzione del tempo effettivo di gioco, in primis, a differenza di qualsiasi altro sport, troppe sono le situazioni ingestibili che ogni gara si trascina; poi, sempre rispetto ad altre discipline, nel calcio si continua a fare un uso “troppo umano” del VAR, in quanto non sono le immagini a decidere, ma gli uomini che le giudicano e questo ci riporta indietro nel tempo, inevitabilmente.

Nel frattempo il mercato di riparazione continua a languire, fatta eccezione per la cessione dell’eterna e mai confermata promessa Squizzato, finalmente ceduto agli avversari per la salvezza della Virtus Entella. Più il tempo passa e più si affievoliscono le speranze di non retrocedere nuovamente in serie C, nonostante anche le altre compagini impegnate abbiano deciso di attenderci, almeno per ora. In attesa, quindi, dei promessi rinforzi, volgiamo i nostri pensieri al prossimo match, importantissimo (ma ormai lo saranno praticamente quasi tutti) per cercare di agganciare le immediate rivali in graduatoria: si torna a giocare in casa, domenica 18 gennaio con inizio alle ore 15, contro il Modena, ieri sconfitto nettamente in quel di Padova, ma ancora insediato in zona play off.

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