Gli antichi mestieri: l'ombrellaio di Secinaro

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Tradizioni
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Il nono appuntamento con la rassegna Gli Antichi Mestieri ci porta a Secinaro, un piccolo comune in provincia de l'Aquila che oggi conta 438 abitanti, per parlare dell'ombrellaio.

Le notizie che oggi si riescono a trovare sugli ombrellai, come per tanti altri mestieri ormai scomparsi, sono davvero poche anche perchè i dati ufficiali sono mancanti. Giovannelli in ogni caso, dopo diverse ricerche, riesce a fornirci alcune informazioni.


"Li hai visti tante volte. Con la cassettina degli arnesi a tracolla, con un fascio di ombrelli mezzo sfasciati sotto il braccio. Sono di Secinaro, un paesello annidato nella valle Subequana, sotto il Sirente. Vanno di paese in paese, per tutta Italia, passano le Alpi. E quando per le vie di una città lontana, tu senti la loro voce; ombrellaro! accomodo ombrelli!, ti pare come un saluto della tua terra d'Abruzzo”.

Così, nel 1925, Umberto Postiglione descrive gli ombrellai di Secinaro nella Collezione di Almanacchi Regionali, diretta dal prof. Roberto Almagià (Cfr. U. Postiglione, La terra d'Abruzzo e la sua gente, Torino, G. B. Paravia & C, 1925).

Nel 1974, alla descrizione di Postiglione mi ispirai per rendere figurativamente l'ombrellaio di Secinaro,  personaggio caratteristico nel mondo dei riparatori abruzzesi che vanno per via, perché la sua figura era ancora mancante di documentazione iconografica  d'arte (Cfr., Vito Giovannelli, L'ombrellaio di Secinaro, in La Grande Illustrazione, A. III, gennaio-febbraio, Pescara, 1974, Supplemento bimestrale alla rivista Attraverso l'Abruzzo).

Il riparatore di ombrelli di Secinaro difficilmente ha posseduto una bottega. Ha sempre avuto solo una cassettina con pochi attrezzi e diversi ombrelli rotti dai quali attinge i pezzi di ricambio per svolgere il suo lavoro di riparatore. Le parti che compongono l'ombrello sono numerose, a cominciare dalla rosetta di chiusura del cupolino. Forse l'ombrellaio di Secinaro non ha mai riparato in Abruzzo esemplari realizzati con cupolino in taffetas o ombrelli con manici d'argento o d'avorio, simbolo di nobiltà e di raffinatezza. L'ombrello di qualità difficilmente ha avuto in Abruzzo un pubblico numeroso.

Raramente gli ombrellai abruzzesi si sono iscritti alla Camera di Commercio della loro provincia. L'anagrafe camerale non li registra alla classe dei riparatori. Questa mancanza di documenti ufficiali rende ancora più difficile la loro individuazione.

Qualche dato, però, è emerso. Diversi studiosi di abruzzesistica hanno lasciato tracce sull'ombrellaio di Secinaro. Tra gli scrittori si ricordano (Giuseppino Mincione, Benedetto  Grassi, Luigi Braccili, Nino Del Pozzo, Emiliano Giancristoforo, Licia Mampieri, Giulio Marino, Marco Notarmuzi); tra gli illustratori emergono i nomi di (Stefano Di Vitto, Basilio Cascella, Vito Giovannelli);  tra i musicisti hanno composto canzoni  (Antonio Piovano, Ermete Postiglione) e nel 1952, il regista Francesco Maselli realizza un documentario sugli ombrellai di Secinaro.

Certamente gli ombrellai della vallata superequana, della quale Secinaro fa parte, sono meno famosi dei colleghi piemontesi della valle del Vergante, dei quali resta ampia memoria nel museo civico di Gignese, fondato nel 1939 da Igino Ambrosini. Agli ombrellai del Vergante si rivolse il negus d'Etiopia  Hailé  Selassié per farsi costruire un baldacchino per le sue sfilate (Cfr., Orlando Perera, Artigianato curioso, Trento, Daniela Piazza Editore, 2002).

Luigi Braccili nel volume "Quegli strani mestieri nell'Abruzzo di un tempo che fu" Cerchio, Polla, 1991, ha scritto che alcuni riparatori di ombrelli provenivano anche da Preturo, altro paese della provincia aquilana.

Con la rarefazione dei riparatori l'identificazione dei luoghi di provenienza degli ombrellai non è agevole. L'ombrellaio è sempre stato un operatore isolato. Ha lavorato da solo, e per questa ragione organizzativa, non riuscirà mai a creare una impresa artigiana. Con la civiltà del consumo è impossibile e inutile pensare di vivificare la sua attività.  Il suo lavoro è sempre appartenuto all'artigianato di riparazione e non a quello di produzione.

Studi sistematici sull'attività degli ombrellai di Secinaro per quanto mi è dato sapere mancano e sugli ombrellai di Preturo, addirittura, c'é solo la notizia di Luigi Braccili.

Vito Giovannelli

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