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Pescara, Campo ex Gesuiti: Totò Martorella rivive l’ottobre ’89 con la neonata ASD Femminile Pescara

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A ventiquattro anni esatti dal proprio debutto in maglia biancazzurra nel Pescara di Reja, la scorsa sera, presso il Campo Ex Gesuiti, Antonio Martorella ha omaggiato la società e le ragazze dell’ASD Femminile Pescara con il ricordo delle tappe più significative della propria carriera calcistica.

Questo l’esordio di Totò: “Da pescarese ricordo il I ottobre 1989 come il giorno più felice della mia vita! Credo che sia il sogno di ogni bambino esordire con la maglia della propria squadra e fare gol alla prima partita”.

Quel memorabile Pescara-Brescia finì infatti 1-0 a vantaggio dei pescaresi grazie alla rete dell’ala diciannovenne, all’epoca solo all’ingresso della cattedrale dei propri sogni e dei personali successi non solo sportivi. Un altro gol storico oltre che memorabile, ancora di testa, quello inflitto alla Signora il 30 maggio 1993, che, per giunta cumulato alle reti di Allegri, di Borgonovo e di Palladini, contribuì all’incredibile risultato di 5-1 (sic!).

A proposito del grande Borgonovo, Martorella ha rivelato un ricordo personalissimo: “a fine allenamento aveva la bontà e la pazienza di fermarsi con me ed un portiere; con una batteria di palloni, da 18 metri, mi insegnava il calcio di mezzo collo in esterno e mi spronava moltissimo al miglioramento”.

Di mezzo collo e non, da buon attaccante, di reti ne ha realizzate non solo diverse ma – unicum nel panorama italiano – abbastanza da battezzare tutte le categorie del calcio organizzato. Assaporati l’apice e la cadetteria, passato poi in C in giro per l’Italia (in C1: Spal, Brescello e Savoia; in C2: Pisa, Rimini e San Marino), in D a Moncalieri e in Eccellenza a Sulmona, ha reagito alla rottura del menisco e del crociato raggiungendo un traguardo non comune per un calciatore professionista: la laurea in Economia e commercio e la specializzazione in Diritto ed economia dello sport.

Noto ai più come Totò, Martorella è stato anche scherzosamente insignito, a Ferrara, dell’epiteto di Prof; e dal compagno Allegri del titolo di Avvocato… Dopo lo stop di sei anni e l’avvento di un nuovo inizio alla Pescara Nord (condotta dalla Terza alla Prima categoria) è poi giunta la volta del record nazionale, ottenuto all’età di 42 anni con la casacca del Torre Alex Cepagatti in Promozione: un gol al 93′ di una gara comunque persa ha regalato a Martorella la medaglia simbolica di marcatore assoluto, l’ÜberFußballer, l’oltrecalciatore noncurante del mero schematismo di serie e di categoria.

Interrogato sull’importanza del binomio umiltà-dilettantismo da conservarsi, a detta di Papa Francesco (tifosissimo del San Lorenzo, la squadra di Bianchi Arce…), ancor più quando si è un professionista, Martorella ha risposto: “Credo di avere uno spaccato unico del calcio italiano, sia a livello super-professionistico che dilettantistico. Il dilettante ha in sé dei valori fondati sul rispetto che contribuiscono al miglioramento della società stessa”.

A proposito della partita Cesena-Pescara, Totò ha aggiunto: “Il Pescara ha dimostrato carattere nel crederci, seppur con l’uomo in meno, fino alla fine”. Sulla possibilità di individuare un erede tra i nuovi talenti pescaresi, ha poi affermato: “Ragusa mi ha molto impressionato. Negli anni c’è stata anche un’evoluzione del ruolo dell’ala. Mi piaceva Kevin Keegan, un affascinante calciatore inglese al quale mi sono ispirato”.

Sull’ipotesi di essere egli stesso nuovamente aggredito dal virus del calcio (rispetto al quale dice di non avere anticorpi) in forma mutata, e di ritrovarsi nei panni, nel corpo e nella mente di un allenatore, Martorella ha annuito usando il condizionale…

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