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Ex Filanda Giammaria: è ora della ricostruzione

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nell’aprile del 2019, dopo una lunga battaglia da parte delle associazioni di Pescara, che non volevano la costruzione di un palazzo sull’area dell’ex filanda, la struttura venne definitivamente acquisita dal Comune di Pescara che, con apposita delibera, la destinò a Centro di documentazione del lavoro delle donne nella storia di Pescara.

Lo stop avuto a causa della pandemia ha di fatto fermato ogni attività edilizia da parte del Comune, ma le associazioni, che si erano battute per far rivivere attraverso la ricostruzione del manufatto la storia di Pescara e del lavoro delle donne, hanno scritto una lettera per sollecitare l’Ente affinché l’impegno preso venga portato a termine.

Di seguito la lettera inviata al Comune di Pescara dal COMITATO PRO-FILANDA costituito dalle seguenti associazioni:

Italia Nostra Pescara e Regionale Abruzzo – UDI Pescara -  MILA donnambiente  - SPI Cgil Pescara – CGIL Camera Sindacale di Pescara - INU Abruzzo Molise –  OCA Dd’A  (Osservatorio Partecipazione Cittadinanza Attiva Pescara) –- Commissione Pari Opportunità, Comune Pescara - Galina Caminante - Associazione Libertà e Giustizia – FIAB Pescarabici – Carrozzine Determinate – Legambiente Abruzzo  - Associazione Ville e Palazzi dannunziani – Comitato Stop al cemento – Comitato Abruzzese del Paesaggio - Accademia Musicale pescarese – Comitato Oltre il Gazebo no filovia - Ambasciatori della Fame ––ANFE delegazione provinciale Pescara - Associazione La Frangia - AUSER Pescara – Spazio Donna Abruzzo - FAI Abruzzo e Molise -  Archeoclub  Pescara -  WWF Chieti-Pescara, Touring Club Pescara – Associazione FORM ART -  L.A.A.D. – Pescara Tutela.

                                                                            C’ERA UNA VOLTA LA FILANDA; E C’E’ ANCORA.

Dopo la quarantena, oggi sI ritorna a tessere il nastro della nostra storia…

Tra i tanti capi ancora pendenti e in sospeso, rimane quello che ci lega alla vicenda, sospesa ma non rimossa, della ex Filanda di Pescara.

Storia e memoria che verrebbero sommerse nell’indistinto grigio del cemento senza la nostra attenzione e protezione e senza una adeguata reattività dell’Ente Locale e delle altre Istituzioni.

La crisi da Coronavirus ha messo in luce l’importanza di alcuni valori e modificato la prospettiva con cui guardiamo le nostre città. Ad esempio, i valori che danno senso, calore e spessore alla nostra convivenza, costituendone la memoria identitaria. Oggi si comprende meglio che preservare capitoli importanti del nostro vissuto culturale e sociale, consente di strutturare gli spazi e il nostro stesso futuro dando loro slancio in una direzione ancorata alla nostra identità.

Poche settimane fa, ad esempio, abbiamo avuto la fortuna di riscoprire alcuni tratti della Fortezza antica che costituiva la cintura protettiva della Città, a cavallo del fiume. Molti si augurano, e noi fra quelli, che quei reperti vengano inseriti in un progetto che ne sveli la ricchezza e consenta a noi e ai futuri pescaresi di percepire, interiorizzare e valorizzare lo spessore della storia della Città.

Si deve comprendere fino in fondo che sul versante civile e sociale, la Filanda Giammaria, quel luogo, quel boschetto di gelsi è un altro pezzo, altrettanto significativo della nostra storia. PER QUESTO VA RIPRESO E PORTATO A COMPIMENTO IL LUNGO LAVORO DI CORREZIONE DI UN VERO E PROPRIO ERRORE URBANISTICO sulla riparazione del quale tutte le forze politiche hanno convenuto, giungendo, infine, ad un voto unanime sulla sua soluzione urbanistica.

Per questo chiediamo che, finito lo stop sanitario e sociale da Coronavirus, la questione ritorni a occupare il tavolo delle decisioni da prendere. Decisioni che erano arrivate al punto in cui si poteva assumerle rapidamente, in una convergenza degli elementi a portata di mano.

In questo caso è in gioco la memoria della storia del lavoro delle donne per l’emancipazione e la fortuna economica di Pescara, la possibilità di testimoniare il contributo femminile alla storia civile, lavorativa e sociale della Città, inaugurando una pratica che sarà sicuramente antesignana in tantissime altre località.

Ci rivolgiamo quindi, caldamente, alle Consigliere, alle Assessore, quindi agli Assessori e, comunque, in primis al Sindaco di Pescara perché vogliano fissare al più presto un incontro per riprendere insieme le fila di questa vicenda.

Da parte nostra al più presto convocheremo, nelle condizioni possibili, la riunione delle Associazioni e delle Personalità mobilitate in difesa della Filanda, invitando Forze politiche, Giunta e Consiglieri comunali al confronto; perché le posizioni si assumano alla luce del sole e non mediante oscuri ostruzionismi che contrastano con le posizioni pubblicamente assunte.

Pescara sta riscoprendo la sua storia; la Filanda fa parte di essa.

 

 

Maria Luisa Abate

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