Aternum 2040, un piano per la rinascita del centro storico di Pescara

La lista di interventi pensata da Edoardo Di Paolo, un giovane pescarese innamorato della sua città

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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FASE 1: OPERAZIONE DIGNITÀ (ANNO 2025)

  1. Conservazione ed esposizione degli ambienti del bastione S. Vitale emersi durante i lavori RFI. In aggiunta, espropriazione dell’edificio abbandonato ubicato sul retro del cavalcavia ferroviario, in via Forca di Penne;abbattimento delle sovrapposizioni moderne ed esposizione del tratto di mura della fortezza (bastione San Vitale) conservatosi in alzato al suo interno. Il tratto di muro p realizzazione di una piazzetta con panchine e pannelli esplicativi di fronte.


Lo stabile abbandonato (sx) ed il muro intatto del Bastione S. Vitale al suo interno (dx)

  1. Scavo ed esposizione di un tratto di mura bizantine e delle fondazioni torre normanna emersi durante gli scavi condotti in piazza Unione nei primi anni ‘2000, ad opera del Dr. A. Staffa.
  2. Ripulitura dei piloni ponte romano, ubicati su un anonimo spartitraffico sotto il ponte di ferro, e installazione di pannelli informativi, anche sul ponte D’Annunzio, dal quale si gode di buona vista sui reperti.

    Le fondazioni del Ponte Romano nel degrado
  3. Installazione in tutta la città di:
    • cartelli marroni volti a indirizzare cittadini e visitatori verso i maggiori punti di interesse storico-culturale in città;
    • pannelli informativi in Italiano e Inglese volti a informare cittadini e visitatori circa la rilevanza storico / architettonica di quanto stanno osservando. L’esempio di altre città (Olbia, Saronno, etc.) suggerisce che tale intervento potrebbe essere co-finanziato da enti privati (e.g. Rotary Club, Kiwanis Club, Lions Club, fondazioni private), i quali hanno già finanziato simili progetti in altre città.
  4. Completamento di una campagna di scavi ad ampio spettro presso l’ex campo Rampigna e realizzazione di un parco archeologico. Abbattimento degli osceni muri in cemento che circondano il Rampigna e sostituzione con recinzione “a vista” di pregio, in modo da ripristinare il contatto visivo tra la città, il fiume ed il parco. Installazione circuito di videosorveglianza per proteggere i reperti e rimozione cartelloni pubblicitari.
  5. Definizione, sulla base di studi tecnici, della soluzione migliore per garantire la fruizione in sicurezza (al riparo da vandali e infiltrazioni d’acqua) del mosaico romano della Golena Sud. Due alternative: (a) conservazionein loco previa installazione protezioni volte a garantirne la fruizione sicura all’interno del contestooriginario (opzione preferibile e meno invasiva); oppure (ii) rimozione e traslazione all’interno del Museo delle Genti d’Abruzzo (extrema ratio).

    Il Mosaico della Golena
  6. Avvio da parte del Comune di Pescara di una campagna ad ampio spettro volta a sondare l’interesse dei gruppi industriali / imprenditoriali locali per l’adozione di monumenti della storia di Pescara attualmente in stato di degrado, i quali potrebbero essere riqualificati grazie al loro mecenatismo. Ovviamente, la riqualificazione di tali luoghi porterebbe anche un concreto vantaggio per i finanziatori in termini di immagine e reputazione.

FASE 2: PESCARA VECCHIA, IL QUARTIERE DELLA CULTURA (ANNO 2030)

  1. Abbattimento della metà Nord della tribuna del campo Rampigna (la metà lato fiume potrebbe essere preservata a ricordo della storia sportiva del campo, per offrire uno spazio di ristoro all’ombra ai fruitori del parco). Ridimensionamento della Questura e inclusione della Chiesa del Carmine – la cappella della fortezza risalente al XVI sec. – all’interno del parco archeologico.


La cappella ed il muro della fortezza preservatosi sul suo retro

  1. Trasformazione di Pescara vecchia in “quartiere della cultura” attraverso i seguenti interventi:
    1. Apertura presso il Circolo Aternino della prima sala studio comunale di Pescara, uno spazio destinato a riportare vita e frequentazioni nel centro storico anche di giorno, restituendo a Pescara vecchia il ruolo di motore culturale della città. L’afflusso in orario diurno di decine di studenti creerebbe inoltre forti esternalità positive a vantaggio delle attività commerciali e di ristorazione della zona, tuttora afflitta da un processo di desertificazione sociale.
    2. Esposizione di un tratto di fondamenta delle mura bizantine e della torre normannain p.zza Unione.
    3. Ristrutturazione completa del Teatro Michetti, volta a restituirlo a piena fruizione. Nel lungo periodo, sarebbe interessante studiare la possibilità di ripristinare l’originale organizzazione degli spazi interni, tramandataci da foto risalenti al 1910, simile ai teatri antichi all’Italiana.
    4. Pedonalizzazione del tratto di viale D’Annunzio compreso tra via dei Bastioni e via Conte di Ruvo (non incluse). La pedonalizzazione di tale area permetterebbe di riportare alla luce per intero le fondazioni e le colonne del monumento antico più importante della città: il Tempio della Vittoria Augusta, noto come S. Gerusalemme, oggi intrappolato sotto la carreggiata. La realizzazione di una piazza davanti alla Cattedrale di S. Cetteo e al Teatro Michetti valorizzerebbe enormemente l’area, sottraendola all’odierno degrado. La presenza di una piazza di fronte al duomo ed al teatro aumenterebbe inoltre l’attrattività di questi ultimi come location per eventi / matrimoni, producendo ingenti esternalità positive a beneficio delle attività ricettive e di ristorazionedella zona. Infine, la piazza aperta sugli scavi proietterebbe Pescara verso una prospettiva di turismo culturale oggi impensabile.
    5. Delocalizzazione della Questura di Pescara, oggi ubicata nell’area un tempo occupata dalla caserma di cavalleria della fortezza spagnola di Pescara (ancora esistente, in parte), ad area da destinarsi. Questa non è la sede più opportuna per determinare la location ove realizzare la nuova Questura. Al tempo stesso, si segnala la presenza in pieno centro di un locale contenente 17'000 mq di locali sfitti e gallerie da centinaia di posti auto completamente inutilizzate: la zona uffici della Stazione FS di Pescara Centrale. La pratica di spostare uffici amministrativi e/o delle forze di polizia si è dimostrata un grande successo in altre realtà, come i Paesi Bassi, ove ha permesso di sottrarre il centro di città come Delft ed Utrecht al degrado, mantenendo al tempo stesso la centralità dei servizi amministrativi. La delocalizzazione della Questura in altra sede permetterebbe di estendere il parco archeologico del Rampigna all’intero perimetro occupato dall’ex fortezza a Nord del fiume. Nel lungo periodo, una speciale commissione potrebbe essere convocata allo scopo di determinare quali strutture conservare all’interno della ex Questura, a cominciare dalle ex caserme di fanteria, tuttora presenti sotto un rivestimento moderno. Nel frattempio, nel medio periodo, nuove ricerche archeologiche potrebbero portare alla luce uno dei pezzi forti della sponda Nord di Aternum: il tempio a pianta circolare con grande scalinata d’accesso citato dal Pollidoro e da Romanini. In particolare, già nel 1819, quest’ultimo scrisse che:

“Riporta il Pollidoro, che nel sito oggi detto Rampigno di là dal fiume verso settentrione si fosse scoverto uno speco sotterraneo, in cui si trovarono tanti ordini di sepolcri con ossa umane, e coverti di lastre di marmo, sulle quali si lessero ignoti caratteri. Poco distante da questo sepolcreto si trovarono parimente le vestigia di un tempio. Era di forma rotonda abbellito di pietre quadrate. La sua porta guardava l'Oriente, cui accendevasi per varj larghi gradini".

  1. Conclusione di un accordo tra la Fondazione Genti d’Abruzzo (che gestisce anche il Museo Cascella), il MIBAC (gestore del Museo di Casa D’Annunzio) ed il management del Museo Venceslao Di Persio (oggi in fase di completamento), ubicato presso l’ex Banca d’Italia di viale D’Annunzio e candidato a diventare una delle pinacoteche più importanti d’Italia per la pittura del XIX secolo. L’accordo dovrebbe introdurre la possibilità di acquistare un biglietto unico che permetta di visitare, nell’arco di 3 giorni, tutti e tre i musei.
  2. Espansione del Museo delle Genti d’Abruzzo nella sezione dell’ex Bagno Borbonico oggi occupata dal Genio Militare. Realizzazione di una sezione del Museo interamente dedicata alla Storia di Pescara, ove esporre reperti recuperati nel corso delle campagne di scavi descritte sopra, modellini della fortezza spagnola e della città romana / bizantina.
  3. Saggio delle condizioni della muratura del Bagno Borbonico sotto l’intonaco moderno, volto a studiare la fattibilità / opportunità della sua rimozione dalle pareti originali del Bagno, a cominciare dal lato prospiciente via delle Caserme, allo scopo di rendere visibile la muratura originale.

FASE 3: RITORNO AL FUTURO (ANNI 2035-2040)

  1. Potenziamento della viabilità a supporto del Ponte Flaiano per fluidificare il traffico in entrata / uscita dall’asse attrezzato. Esempi di interventi utili a tale scopo:
    1. Rimozione- ove possibile - dei parcheggi in carreggiata, malcostume tipico delle città italiane, nelle strade in entrata / uscita dal ponte (e.g. via Forca di Penne, via Gran Sasso, via Saline, etc.) e conseguente allargamento della carreggiata. Realizzazione parcheggi di scambio a servizio dei residenti nelle aree dismesse che abbondano a Nord e Sud del ponte. Introduzione di tariffe agevolate presso il grande parcheggio coperto di Portanuova FS per lavoratori della zona e per cittadini in grado di presentare, al recupero della propria vettura, scontrini delle attività commerciali e dei musei del centro storico.
    2. Apertura di via Conte di Ruvo a doppio senso di marcia, allo scopo di creare un’ampia direttrice tra il porto, la riviera Sud ed il Ponte Flaiano;
    3. Completamento dell’asse Nord – Sud parallelo a viale D’Annunzio (via Misticoni – via Falcone e Borsellino) da far confluiresu via della Bonifica nei pressi dell’Università.
  1. Trattativa tra Comune di Pescara e RFI per la rimozione dal bastione S. Antonio delle sovrastrutture non immediatamente necessarie al funzionamento dei binari. Riqualificazione e riapertura al pubblico dei suoi sotterranei. Questi, a seconda della loro estensione e agibilità, potrebbero ospitare mostre ed eventi culturali. Ricordiamo che il S. Antonio, conservatosi in larga parte sotto il muro della ferrovia, è l’unico bastione a conservare sotterranei / ambienti della fortezza ancora integri. Il bastione è oggi semi-irriconoscibile per via dell’involucro di cemento realizzato intorno ad esso nel XIX e XX secolo. Ciononostante, diversi tratti del suo imponente muro sono ancora visibili lungo la pista ciclabile del parco fluviale.

    Il bastione S. Antonio
     
    Il bastione all'interno del terrapieno FS in una mappa del XIX sec.
  2. Il doloroso confronto tra prima e dopo Chiusura e abbattimento, dopo mezzo secolo di degrado, del tratto finale dell’asse attrezzato. In particolare, il nuovo asse dovrà terminare allo svincolo del Ponte Flaiano, ove la viabilità di supporto – opportunamente potenziata – permetterà agli automobilisti di raggiungere agevolmente il centro-nord della città, la stazione centrale, il parcheggio centrale delle aree di risulta e, a sud, la stazione di Portanuova FS, il tribunale, l’università e lo stadio. Inoltre, l’apertura di via Conte di Ruvo – via Marco Polo a doppio senso creerà una direttrice veloce per penetrare nella zona costiera di Portanuova e, da lì, al porto. L’abbattimento controllato del tratto finale dell’asse attrezzato sottrarrà finalmente la golena sud e l’intero centro storico al degrado ed alla ferita per gli occhi perpetuatasi ogni giorno dalla sua costruzione negli anni ’70, quando la civiltà dell’automobile era al suo apice. La liberazione della Golena Sud permetterà la riqualificazione delle sponde del fiume. Queste potrebberotornare, almeno in parte, verdi.
  3. Riqualificazione della Golena Sud, finalmente sottratta all’ombra dell’asse. Le sponde del fiume potrebbero popolarsi di cittadini e turisti intenti ad intrattenersi presso chioschi, spazi ricreativi, e vestigia dell’antica Aternum. Sotto il manto di cemento della Golena si conservano infatti il porto romano e normanno di Aternum, le sue mura bizantine, il mosaico romano e forse ben altri gioielli.La rimozione del tratto finale del viadotto renderà finalmente possibile creare un’area archeologica (naturale estensione del parco archeologico del Rampigna, ubicato sulla sponda nord) ove ammirare tali reperti in loco. A tale scopo, il mosaico romano dovrebbe essere rimosso e trasferito all’interno del Museo delle Genti d’Abruzzo solo ove non fosse possibile preservarlo in locoin condizioni sicure.
  4. Estensione dell’isola pedonale di San Cetteo dall’angolo di Corso Manthoné (incluso) all’angolo di viaConte di Ruvo (non inclusa), con creazione di una grande isola pedonale e riqualificazione della zona di Piazza Garibaldi, antico foro romano di Aternum. La chiusura de facto alle auto del Ponte D’Annunzio creerebbe inoltre scenari suggestivi. Si potrebbe, ad esempio, estendere il parco archeologico del Rampigna fino ad inglobare le vestigia del Bastione S. Vitale emerse durante i lavori di RFI alla linea ferroviaria, effettuando ulteriori scavi archeologici sotto la strada, ove potrebbero riemergere nuovi mausolei e, forse, addirittura un segmento del diverticolo della via Flaminia romana che ricalcava la moderna statale adriatica. Un’idea suggestiva, giusto per fornire un esempio delle potenzialità dell’area: il ponte D’Annunzio potrebbe essere ristrutturato, magari con il sostegno economico di qualche privato interessato, fino a trasformarlo in una versione moderna del “Ponte Vecchio” di Firenze. Come? Realizzando locali coperti, in vetro e metallo, ai due lati della carreggiata ormai liberata dalle auto. Tali locali potrebbero essere adibiti ad uso commerciale / di ristorazione o, meglio ancora, museale (e.g. esposizione dei reperti del Rampigna, sale studio, storia della città, etc.). La sezione centrale del ponte potrebbe invece diventare una via di ingresso “trionfale” ciclopedonale all’area pedonale del centro storico.
  5. Rimozione dell’intonaco moderno dalla facciata del Bagno Borbonico prospiciente il fiume, ove possibile, allo scopo di rendere visibili porzioni di di muratura originale.

CONCLUSIONI

Il lettore sarà probabilmente spaesato, chiedendosi con ogni probabilità:

“Rimuovere il viadotto finale dell’asse attrezzato? Realizzare parchi archeologici, piazze pedonali con reperti? A Pescara? Ma non sarà fantascienza?”

E invece vi dico che no, non è fantascienza, bensì una questione di volontà politica. Pescara ha negato il proprio passato e la propria identità troppo a lungo. Il risultato è che, dopo la sbornia degli anni ’70-’80, la città è oggi in crisi. Oggi, valorizzare la nostra storia è non solo un imperativo morale, ma anche un preciso progetto economico e di sviluppo, la strada maestra per sottrarre la città al declino economico ed alla crisi d’identità che la affliggono ormai da troppi anni. Pescara ha saputo adattarsi già in passato, evolvendosi da emporio portuale a città fortificata, da piazzaforte militare a luogo di villeggiatura, da meta balneare a capitale dell’economia terziaria. Oggi come allora, occorre una nuova strategia; attenzione, non una nuova Pescara. Occorre restituire alla città la complessità del suo passato e farne volano per il suo sviluppo futuro. Occorre ridare linfa a tutte le anime del suo passato e farle dialogare con quelle presenti.

Per quanto riguarda il tratto finale dell’asse attrezzato, al quale alcune lobbies cittadine sono assai affezionate, la verità è che la sua presenza non è affatto indispensabile per l’economia cittadina, come per troppo tempo abbiamo sentito dire. Far terminare il viadotto 900 metri prima, come qui si propone, porterebbe benefici enormi e disagi ridotti. Immaginate una Pescara finalmente dotata di un centro storico valorizzato e ben tenuto, libero dall’ombra di quelle enormi colonne di cemento; immaginate una passeggiata lungofiume sotto la luce del sole, camminando accanto ad una caserma-museo vecchia di 500 anni e lunga 350 metri; immaginate il placido scorrere delle acque, runners e giovani seduti ai tavolini di un chiosco all’aperto; immaginate questo luogo magnifico e pieno di storia, un nuovo hotspot turistico e sociale nel cuore della città. Immaginate una città trainata non solo dallo shopping nel quadrilatero centrale ma anche da un turismo di matrice complessa (non solo balneare ma anche culturale, fluviale e ambientale) e da una crescente capacità di attrarre studenti (e quindi lavoratori) fuorisede. Tutto ciò non è fantascienza, bensì il frutto di una precisa strategia di sviluppo cittadina. Restituire dignità alla nostra storia non è fantascienza, bensì questione di volontà politica.

Di questi tempi, si sente spesso dire che Pescara è una città in crisi. Eppure, in Greco antico, la parola significa “scelta, decisione”. Ed è tempo di decidere che tipo di città vogliamo costruire.

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