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A Moscufo in arrivo 50 immigrati, Sospiri non ci sta

| di Ufficio stampa Presidenza del Consiglio regionale
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Riteniamo assolutamente inaccettabile, improponibile e illogica la decisione di portare 50 soggetti, appena arrivati in Italia con gli ultimi sbarchi illegali, in un Cas di Moscufo, una scelta non condivisa con alcuna autorità territoriale, calata dall’alto su una popolazione già duramente colpita dall’emergenza Covid-19, peraltro al confine con una ex-zona rossa.

Riteniamo impossibile chiedere di dirottare le già poche risorse disponibili, in termini di uomini, Forze dell’Ordine ed economie sulle necessità straordinarie determinate da tale accoglienza, piuttosto che preoccuparci di nostri corregionali che stanno fronteggiando una crisi economica senza precedenti.

L’Abruzzo non intende ricominciare con la tarantella di una finta solidarietà, basta sbarchi e basta scaricare sulle amministrazioni locali delle responsabilità che fanno capo solo a un Governo irresponsabile”.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in riferimento all’imminente arrivo a Moscufo di 50 immigrati protagonisti degli sbarchi degli ultimi giorni in Italia.

“Il clima ferragostano anticipato deve evidentemente aver indotto il Governo nazionale a pensare di trovare distratti i Governi regionali e di poter gestire in maniera casereccia l’emergenza sbarchi che non sa evidentemente come affrontare – ha detto il Presidente Sospiri –. E così capita che, colpa del solito irresponsabile buonismo, in poche ore ci siano migliaia di sbarchi, capita che si trovino saturi i centri di prima accoglienza, e capita che l’unica soluzione che si è capaci di trovare è quella di smistare quelle migliaia di immigrati, buona parte dei quali positivi e sintomatici al Covid-19, nei piccoli centri d’Italia, sistemandoli in baracche, in condizioni di sovraffollamento, delegando poi alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali l’onere di sostenere i costi inerenti l’organizzazione della sorveglianza sanitaria e dei servizi di ordine pubblico. E così capita che in una riunione privata in Prefettura si decida di prendere 50 di quegli immigrati clandestini e di sbarcarli in un centro come Moscufo, poco più di 3.100 abitanti, peraltro un territorio al confine con un’area che, fino a un mese e mezzo fa, era ‘zona rossa’ per la diffusione sproporzionata del Covid-19, un territorio che solo ora sta superando la paura legata al dilagare della pandemia e la cui economia è in ginocchio al pari di quella del resto della regione, costringendo lo stesso Governo Marsilio all’adozione di ben tre provvedimenti legislativi denominati ‘Cura Abruzzo’ per erogare contributi e aiuti, spesso in sostituzione di un Governo assente. Non solo: riteniamo grave il mancato coinvolgimento delle Istituzioni territoriali, a partire dalla Regione, nell’assunzione di una scelta che avrà una inevitabile ricaduta sul territorio, in termini economici, sanitari e psicologici. Riteniamo inaccettabile, ancor più, la scelta di sistemare i 50 soggetti in un cosiddetto Cas, una struttura sottodimensionata che non può ospitare 50 persone che pure devono avere spazi adeguati per vivere e sopravvivere, spazi che garantiscano il rispetto della loro dignità umana. Non possiamo accettare l’idea di dover distogliere almeno 10 Carabinieri ogni giorno per garantire la sorveglianza dei 50 soggetti immigrati, anziché consentire loro di svolgere il proprio servizio sulle nostre strade, per garantire la sicurezza di tutti i cittadini. E poi, appunto, il problema sanitario: buona parte degli sbarchi vedono la presenza di un 90 per cento di soggetti positivi al Covid-19, che appena arrivati vengono messi in quarantena con tutti gli annessi e connessi, dunque tamponi continui di verifica, sorveglianza sanitaria con assistenza continua sotto ogni profilo, senza che tali attività ci possano mettere al riparo comunque da una nuova diffusione del contagio, che significa costringere 3mila anime, tra cui molti anziani, a rimpiombare nell’incubo della malattia, costringerli a un  nuovo lockdown dopo aver trascorso quattro mesi della propria vita sbarrati in casa. E questo non possiamo permetterlo, perché abbiamo il diritto di proteggere gli abruzzesi. E allora – ha aggiunto il Presidente Sospiri – diciamo con forza no a tale decisione, chiediamo di fermare l’arrivo dei 50 immigrati a Moscufo e in qualunque altro centro abruzzese, non accettiamo che si ricominci con il becero mercato umano e siamo pronti a qualunque mobilitazione pur di impedire l’attuazione del provvedimento”.

Ufficio stampa Presidenza del Consiglio regionale

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