«Un gruppo Telegram che da 6 anni infetta la rete: dentro, uomini che si scambiano foto e video delle proprie figlie, mogli, fidanzate e in privato (lo scriviamo con rabbia e disgusto) persino bambine» ha denunciato nei giorni scorsi Meter, l’associazione da decenni impegnata contro la pedopornografia fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto.
«Eliminato più volte dalla Polizia Postale o da Telegram, rinasce ogni volta – prosegue l’associazione - Sempre con un “gruppo di riserva” pronto, alimentato da chi pur di mostrare l’intimità delle proprie partner sarebbe disposto a pagare. Oggi conta 15.833 membri».
«Dopo la nostra denuncia, il gruppo è ancora aperto e continua a diffondere e scambiare foto e video di mogli, fidanzate, figlie e, in privato, persino bambine – è tornata a denunciare Meter nei giorni scorsi - Ci attaccano perché difendiamo chi non ha voce, mentre loro alimentano circuiti di revenge porn e pedøpørnografia».
Sui canali social di Meter in post, storie e video sono stati pubblicati (debitamente oscurando alcuni dati) alcuni dei tanti messaggi scambiati sul gruppo Telegram. Ma sono migliaia, molte migliaia di più. E alcuni, come abbiamo avuto notizia da un attivista dell’associazione, riguardano comuni abruzzesi o l’intera regione. In diversi messaggi si chiedono foto e informazioni di ragazze di Pescara, Lanciano, Silvi e Miglianico, in un altro dell’intera regione e in altri ci sono messaggi molto espliciti e gravi su bambini dai 4 ai 10 anni (c’è chi scrive di essersi finta babysitter per produrre video).