"A Pescara ormai si progetta in funzione dell'auto, del suo parcheggio: abbiamo strade a scorrimento veloce che entrano nel cuore della città; abbiamo aumentato la densità edilizia e abitativa del centro permettendo l'elevazione dell'originario tessuto edilizio, portando altre auto in centro e richiesta di stalli, tanto che i negozi si stanno trasformando in garage. Presto il nostro bel salotto di Pescara, in un futuro ormai vicino, si trasformerà in una città dormitorio". Lo afferma la consigliera comunale pescarese Simona Barba (Avs-Radici in Comune), intervenendo sulla morte di Sofia Di Dalmazi, la 15enne deceduta otto giorni dopo essere stata investita da un'automobile all'uscita di scuola, definendo la vicenda come "un dolore troppo grande, inimmaginabile".
"E' evidente - osserva Barba - che questa città, che ruota intorno all'auto, può divorare anche una ragazza che esce da scuola, attraversando, in prossimità delle strisce, una strada dove c'è un laconico cartello di limite di 30 all'ora. Non è una fatalità, ma la conseguenza drammatica di una serie di concause sviluppatesi senza controllo. Nella visione di questa città, il parcheggio più importante, con più alta capienza, è posizionato incredibilmente in centro, nell'area di risulta vicino alla Stazione. Lo è stato fino ad oggi, e lo sarà ancora, vista la previsione di costruzione di almeno due silos a cinque piani per i parcheggi. I parcheggi di scambio esterni alla città con navette veloci elettriche vengono visti inattuabili per i costi, mentre da oltre 30 anni si sono spesi 30 milioni di euro per un filobus sostenibile che non riesce esso stesso a sostenersi". Per la consigliera "è il momento, ora, di diventare una Città 30. Città 30 non significa mettere il limite a 30, non solo. Significa affermare che la Città è fatta a misura di cittadina e cittadino".