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Centro Sai verso il cambio gestore, Di Stefano (Pd): “Teniamo alta l’attenzione”

L'intervento della consigliera comunale Dem, ecco le sue parole

Redazione
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Lavori in corso solo per piccola manutenzione e personale in attesa di conoscere il futuro lavorativo in vista del cambio gestore previsto ormai per i prossimi giorni. Dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dalla commissione Politiche sociali del Comune di Pescara nel centro Sai di via del Santuario su richiesta del Partito democratico, si avvia il cambio gestione con la Caritas che ha partecipato alla procedura di evidenza pubblica. Già nel mese di agosto si erano recati in visita ispettiva il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli e la consigliera comunale Michela Di Stefano. 

“La struttura di via del Santuario è stata stritolata da un corto circuito amministrativo fra il Comune di Pescara e l’Azienda pubblica di servizi che ancora gestisce il centro – sottolinea Di Stefano – cortocircuito pagato soprattutto dai lavoratori del centro Sai, rimasti a lungo senza stipendio. L’Asp gestirà il centro fino al 31 dicembre e le procedure per il cambio di gestione sono ancora in corso, il che lascia nell’incertezza sia i 16 ospiti sia i 10 lavoratori del centro, che non potranno beneficiare di alcuna clausola sociale nel cambio gestione”. 

La vicenda del centro Sai è complessa e si è ulteriormente complicata strada facendo. Con delibera di giunta n. 640 del 28/09/2017 il Comune di Pescara aveva aderito per il triennio 2018-2020 alla rete Sprar, il Sistema nazionale di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, dedicata all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), ottenendo un finanziamento da parte del Ministero dell’Interno. Il progetto era stato rinnovato una prima volta nel 2020 (con delibera di giunta n. 211 del 29.05.2020) per il triennio 2021-2023 e una seconda volta nel 2023 (delibera n. 336 del 08/05/2023) per il triennio successivo, con proroghe fino al 31 dicembre 2024. 

Per il periodo in corso, al Comune di Pescara è stato assegnato un importo complessivo di 1.553.800 euro per l’accoglienza dei 20 minori previsti, di cui 312.800 euro per il 2024 (dal 1 luglio al 31 dicembre) e 620.500 euro per ciascuna delle annualità 2025 e 2026. Ma già dal mese di agosto, con le tensioni finanziarie che si stavano ripercuotendo sul personale, è emerso che l’Asp non disporrebbe di somme sufficienti per effettuare con regolarità i pagamenti di dipendenti e fornitori, mentre il Comune non può procedere con i pagamenti spettanti all’Asp per la gestione: da qui l’impossibilità di partecipare al bando per la nuova gestione, al quale ha partecipato una sola compagine. 

Il vicepresidente del vonsiglio regionale Blasioli nella lettera inviata al commissario dell’Asp aveva chiesto di ricevere un report dettagliato delle attività effettivamente erogate: ma la risposta del commissario è stata lacunosa rimandando ogni ulteriore richiesta di approfondimento al servizio sociale competente, limitandosi a specificare che le prestazioni rese dalla struttura sono costantemente monitorate dal servizio centrale. 

“Attendiamo l’esito della procedura – aggiunge la consigliera Di Stefano – e restiamo in attesa di conoscere come saranno organizzati i servizi e il personale, nella speranza che sia recuperata la figura dell’insegnante di italiano che reputiamo fondamentale. É necessario mantenere alta l’attenzione sulla situazione: la struttura necessita di una riqualificazione generale, i 5.000 euro annuali previsti per la manutenzione ordinaria non sono sufficienti per le esigenze di una struttura così grande e vetusta”.

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