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L’universitas di Penne dal 400 ai giorni nostri

Questa mattina la presentazione del libro “L’Universitas di Penne nel 400. Autonomia cittadina, cultura, territorio"

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Territorio | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Questa mattina si è svolta a Penne la presentazione del nuovo libro di Francesco MottolaL’Universitas di Penne nel 400. Autonomia cittadina, cultura, territorio". Il convegno, gratuito ed aperto al pubblico, ha visto la sala consigliare del comune gremita di curiosi, appassionati del settore ed alcune classi delle scuole della città. L’iniziativa, resa possibile grazie alla Fondazione Penne Musei ed Archivi (Musap), prevedeva l’intervento del Sindaco di Penne Rocco D’Alfonso, il presidente del Musap Fernando di Fabrizio, Berardo Pio professore di Storia Medievale dell’Università di Bologna, l’autore del libro Francesco Mottola e il musico Marco Giacintucci.

A dar il via alla mattinata è stato il vice sindaco di Penne, Ennio Napoletano, in funzione del sindaco assente: poche parole di ringraziamento dedicate ai presenti e a chi si occupa della tutela e dello studio dei documenti storici della città. Subito dopo prende parola il presidente del Musap, il quale dedica il suo personale ringraziamento a coloro che si impegnano nel quotidiano presso i musei e gli archivi di Penne a titolo quasi totalmente gratuito. Anche lui, come loro, è spinto da una forte passione che sin da piccolo lo ha avvicinato al mondo della cultura e della storia e spera che tale impulso di ricerca e verifica personale accresca sempre più tra la popolazione.

Prima della presentazione vera e propria del libro, c’è un breve intervallo musicale regalato dal professor Marco Giacintucci. Con il supporto della sua viella, strumento tipico del medioevo utilizzato per accompagnare il canto, esegue alcuni brani estratti dal Codice di Guardiagrele del XIV e XV secolo. I brani, secondo la tecnica del contrafactum, abbinavano la musica dell’epoca riprodotta in ambiti ecclesiastici ad alcuni canti profani.

Una volta immersi totalmente nel clima medievale, sarà il professor Berardo Pio ad esporre dettagliatamente il contenuto del volume. Si presenta come un fiero amante del territorio e dei personaggi pennesi, ricordando Francesco Federico Falco che alla richiesta di una sua fan di aggiungere qualcosa sotto la firma rispose scrivendo “cittadino di Penne”. «Per comprendere appieno il significato del libro ed evitare errori comuni – spiega – è bene studiare a fondo la storia del territorio di appartenenza molto più di quella generale studiata nelle scuole. “L’Universitas di Penne nel 400. Autonomia cittadina, cultura, territorio", ultimo della trilogia che comprende “L’inventario dell’archivio di Penne” e “Le cancellerie delle universitates meridionali. Gli esempi di Penne e di Sulmona”, è un libro complesso scritto sulle basi di documenti storici ricercati e studiati attentamente dall’autore (alcuni dei quali scansionati e proiettati in sala durante l’esposizione). Al suo interno si da grande importanza alla universitas di Penne, ripercorrendo gli avvenimenti storici estrapolati dai suddetti documenti, dando particolare rilievo al Codice Catena, che sta alla base della civiltà di Penne». Dopo un breve excursus storico, ricco di entusiasmo e trasporto, conclude sottolineando nuovamente l’importanza del vissuto quotidiano per la creazione di una consapevole coscienza cittadina, riportando le parole di Gaber “la libertà è partecipazione”.

Il professore, a sorpresa, chiama a testimonianza la professoressa Simona Castiglione che illustra alla platea la propria esperienza: con le sue classi del liceo ha voluto provare l’esperimento di traduzione del Codice Catena trascritto da De Caesaris, in quanto «è bello sapere che dietro di noi c’è stato tanto e, per quanto possa esser differente e difficile il latino medievale, è importante continuare l’opera di traduzione». Giunto finalmente il momento di Francesco Mottola, sarà l’emozione a farla da sovrana, consentendogli solo poche parole, tutte a favore dell’Abruzzo e degli “Abruzzesi con la A maiuscola”. L’elemento cardine che sta a cuore all’autore sopra ogni cosa, nonché filo conduttore delle esposizione di tutti i relatori della mattinata, è la continuità nello studio della storia del territorio senza mai perder di vista le fondamenta alla base del cittadino pennese. A concludere un appuntamento ricco di emozioni e condivisione di conoscenze, un allegro saltarello eseguito con spensieratezza come ai tempi del medioevo.

Francesca Di Giovanni

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